Le correnti profonde

Il Giornale dei MARINAI Biologia marinaLe correnti profonde
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Alle alte latitudini le acque fredde e dense possono sprofondare e spostarsi verso le basse latitudini. La profondità raggiunta da queste correnti varia in relazione alla loro densità e a quella dei diversi strati d’acqua.

Le acque oceaniche sono, infatti, costituite da una serie di strati di acqua sovrapposti in ordine tale che quelli con densità maggiore scorrono sotto gli strati più caldi. Uno schema ideale della struttura verticale dell’Oceano Atlantico mostrerebbe come ci sia una continuità tra le acque superficiali delle alte latitudini con quelle profonde delle basse latitudini. Ciò è dovuto al fatto che le acque fredde del Mare di Weddell in Antartide, rese ancora più dense dalla formazione dei ghiacci, sprofondano e si spostano verso nord, scorrendo in prossimità del fondo (Antarctic Bottom Water: AABW). A latitudini minori, in prossimità del circolo antartico, le acque fredde sono meno dense di quelle del Mare di Weddell e sprofondando scorrono verso nord sotto lo strato di acque superficiali più calde, ma al di sopra dell’Antarctic Bottom Water.

In maniera speculare si comportano le acque fredde dell’Atlantico nord orientale, presenti lungo le coste norvegesi e della Groenlandia, che a loro volta formano uno strato d’acqua intermedio e profondo che scorre verso sud (North Atlantic Deep Water NADW). Anche in quest’area la discesa è accelerata quando l’acqua di superficie, a bassa salinità, ghiaccia. Il sale nell’acqua di superficie si libera dal ghiaccio e si aggiunge all’acqua proprio sotto il ghiaccio che si è appena formato. L’aumento nella salinità dell’acqua porta anche un aumento di densità di questa ultima, innescando la sua discesa in profondità. L’acqua di superficie che sprofonda si dirige verso sud e richiama  l’arrivo di nuova acqua di superficie più salata da sud-ovest. Questa corrente è proprio la Corrente del Golfo. La formazione di acque profonde nel Nord Atlantico costituisce quindi una pompa gigantesca, strettamente connessa al sistema di correnti superficiali a formare un unico grande sistema oceanico di circolazione delle acque (Conveyor Belt: nastro trasportatore).

L’acqua profonda atlantica si sposta, infatti, a sud-est per scorrere lungo il versante americano. A sud dell’equatore questa corrente è alimentata dalla corrente profonda che fuoriesce dal Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra. Proseguendo ancora verso sud, scorre al di sopra dell’acqua profonda antartica (ABW), e quindi, dopo aver fluito lungo l’Antartide, penetra negli oceani Indiano e Pacifico, circuitando l’Australia e la Nuova Zelanda. La corrente, che adesso occupa uno strato sub-superficiale, ritorna indietro attraverso l’Arcipelago Indonesiano, doppia il Capo di Buona Speranza e attraversa l’Oceano Atlantico per ricongiungersi alla Corrente del Golfo e ricominciare il ciclo. E’ stato calcolato che un’ipotetica molecola d’acqua impiega circa 1000 anni a completare l’intero percorso.  Lo sprofondamento delle acque ha, inoltre, un’importanza cruciale per la vita sui fondi più profondi oceanici assicurando il rifornimento di ossigeno a qualsiasi pesce abissale.  Le acque fredde sono, infatti, sature di ossigeno, che viene consumato in maniera ridotta durante il loro spostamento in profondità e non si determinano quindi fenomeni di anossia sui fondi abissali.

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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