Freddi e giganti mostri ghiacciati, gli Iceberg nascondono sotto la superficie del mare la loro vera natura. Come dei sottomarini che navigano in superficie, la parte visibile rappresenta solo il 10% di tutta la struttura.

Una volta gli Iceberg erano parte integrante di un ghiacciaio, staccandosi a causa del peso, di una frattura o dello stesso aumento della temperatura, diventano vere e proprie isole di ghiaccio destinate a spostarsi tra le fredde acque degli oceani freddi dalle correnti. La parola Iceberg significa letteralmente “montagna di ghiaccio“. Il nome deriva piu’ precisamente dall’olandese Ijsberg. Queste strutture di ghiaccio alla deriva, in passato,hanno  provocato tragedie in mare date dalle collisioni di navi ed imbarcazioni con tali strutture. La piu’ celebre e’ sicuramente la collisione con l’RMS TITANIC, la nave da crociera che navigava da Southampton sino a New York ed affondata il 15 aprile del 1912 al largo di Terranova.

Tutta una questione di densità.

Gli Iceberg nascondono la loro vera struttura: e’ celata infatti sotto la superficie ed e’ difficile immaginare la dimensione guardando solo la parte emersa.

Poiché la densità del ghiaccio puro è minore della densità dell’acqua di mare, l’Iceberg galleggia e circa il 90% del suo volume rimane sotto il pelo dell’acqua… e, lentamente, si scioglie. G. Rodari

Una volta staccatisi dal ghiacciaio madre, gli iceberg cominciano a galleggiare sulla superficie del mare o dei laghi. Il fenomeno che crea la frattura e’ chiamato calving, ed accade una volta che la parte finale del ghiacciaio comincia a galleggiare. Questo accade a causa delle correnti e delle mare dell’acqua sottostante che spingendo sulla grande massa provocano tali fratture. In Antartide, ogni hanno si staccano tra i 1450 ed i 2000 km3 di ghiaccio.

L’iceberg piu’ grande del mondo

subacquei-iceberg

La letteratura scientifica parla di grandi masse ghiacciate alla deriva a partire dal 2012, sebbene in passato, in diversi racconti si narra di grandi Iceberg che hanno affondato navi e bloccato passaggi. Fu la tragedia del RMS TITANIC, avvenuta il 15 aprile del 1912 a dare la spinta alla Marina Americana per monitorare gli Iceberg. Fu nel 1913, che durante la Conferenza Internazionale sulla Sicurezza in Mare diede i natali alla International Ice Patrol (IIP), che aveva il compito di raccogliere dati metereologici e monitorare proprio gli Iceberg. In Antartico, nel 1956 la International Ice Patrol segnalo’ un Grande Iceberg delle dimensioni di 335 chilometri di larghezza per 97 chilometri di lunghezza, con una superficie di circa 31.000 km2 pari alla superficie di tutto il Belgio. Invece il piu’ grande Iceberg mai registrato in Atlantico fu il B-15, un grosso mostro ghiacciato alto quanto un edificio di 55 piani. B-15, si stacco’ dalla barriera di Ross nel 2000 e si frammento’ due anni dopo. La parte piu’ grande, il B15-A, sino al 2004 era ancora l4Iceberg piu’ grande del mondo sino a quando si frammento’ ancora in piu’ parti fondendosi poi con l’acqua del mare e scomparendo del tutto.

Il canto degli Iceberg

Quando un blocco di ghiaccio si scioglie, produce un suono spumeggiante denominato Bergie Seltzer: esso è dovuto alla liberazione delle bolle di aria compressa rimaste intrappolate negli strati di ghiaccio dell’iceberg.

Progetti mai realizzati

Durante la seconda Guerra Mondiale, l’esercito della Regina d’Inghilterra, porto’ avanti un progetto che prendeva il nome di Habakkuk  e che prevedeva l’utilizzo del ghiaccio degli Iceberg per costruire una portaerei inaffondabile per combattere gli U-Boot Tedeschi. Il progetto prevedeva circa 280.000 blocchi di ghiaccio mescolati a cellulosa, tenuto allo stato solido da un gruppo di 26 motori che avrebbe messo in funzione un potentissimo impianto refrigerante e avrebbe dato anche la spinta per muoversi sino a 18 Km/H.

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Autore

Marcello Guadagnino

marcelloguadagnino@gmail.com

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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