La lampreda di mare – Petromyzon marinus

Il Giornale dei MARINAI I pesci del MediterraneoLa lampreda di mare – Petromyzon marinus
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La lampreda di mare vive in Atlantico del nord dall’Islanda alla Norvegia sino al Marocco ed al Mar Baltico. Abita anche il Mediterraneo ma la si ritrova anche in fiumi e acque interne di Europa ed America.

La lampreda è una specie migratice, come l’anguilla la lampreda vive sia in mare che in acqua dolce.

La lampreda è una specie migratice, come l’anguilla la lampreda vive sia in mare che in acqua dolce.

Passa i primi 3/8 anni allo stadio larvale (si chiama ammocete) nei sedimenti dei fiumi. La migrazione verso il mare avviene durante le inondazioni autunnali. Discende i fiumi per arrivare al mare, dove vivrà come parassita esterno di pesci. Dopo 2 o 3 anni di vita in mare risale i fiumi per andare a deporre le uova in acqua dolce ben ossigenata. Una minoranza di lamprede risale i fiumi in inverno, quando l’acqua è alta. La maggior parte delle lamprede ritorna in primavera, tra aprile e giugno, quando la temperatura dell’acqua è compresa tra 10 e 12°C.

Come è fatta

Vertebrato con scheletro cartilagineo, privo di mandibole, la lampreda ha un corpo anguilliforme, privo di squame e ricoperto di muco tossico. Misura da 60 a 120 cm (media 80 cm) per un peso da 0,7 a 2,6 kg (media 1 kg). Il suo colore è giallastro e screziato di marrone sul dorso. Il ventre è bianco. La vità di una lampreda marina è di circa 9 anni.
Gli occhi sono molto ben sviluppati ma rimangono poco sviluppati. Una singola narice si trova tra i due occhi.
Negli adulti, la bocca circolare in posizione inferiore è una ventosa adatta a succhiare il sangue degli ospiti. Il disco orale e la lingua sono ricoperti da numerosi dentelli cornei. La lingua trafigge e gratta la carne della sua preda. 
Su ciascun lato della testa, questa specie presenta sette paia di aperture branchiali (spiracoli) di forma circolare. L’acqua ricca di ossigeno passa dalla bocca alle aperture branchiali. Ma quando la lampreda è fissata su una pietra o su una preda, la bocca è ostruita, la corrente dell’acqua respiratoria esce ed entra poi alternativamente per gli spiracoli e non più per la bocca che viene poi utilizzata solo per la fissazione e per nutrirsi.
La lampreda di mare ha tre pinne: una caudale e due dorsali. Le due pinne dorsali sono separate da un piccolo spazio, essendo il secondo più lungo e della stessa altezza del primo. Il nuoto è assicurato dai movimenti ondulatori del corpo e secondariamente dalle pinne.
Il dimorfismo sessuale compare durante la riproduzione. La femmina ha un bordo post-cloacale e sviluppa una pseudo-pinna anale.

Allo stadio larvale :
La larva è di colore chiaro e la sua bocca è a forma di ferro di cavallo. Gli occhi rimangono nascosti sotto la pelle. È quindi cieca.
Allo stato larvale, le tasche branchiali si aprono direttamente nella faringe e l’acqua ricca di ossigeno passa così attraverso la bocca, collegata direttamente all’intestino. Questa corrente è mantenuta dalle pulsazioni del velo (palato molle). Durante la metamorfosi, la faringe si separa dall’intestino (si sviluppa anche un esofago) e diventa una lunga cavità, sulla quale sono poste 7 paia di canali al termine dei quali si trovano 7 paia di sacche branchiali comunicanti con le aperture branchiali esterne , chiamati spiracoli.
La metamorfosi avviene quando raggiunge una dimensione di circa 13 cm.

Specie simili : La lampreda di fiume

Lampetra fluviatilis : la lampreda di fiume è molto più piccola (massimo 50 cm). I dischi orali sono un buon indicatore di differenziazione: Petromyzon marinus ha un disco orale completamente ricoperto di denti cornuti , a differenza di Lampetra fluviatilis che ne ha solo pochi. Ha anche due pinne dorsali separate da un intervallo, ma la seconda pinna dorsale della lampreda di fiume è di forma triangolare e più alta della prima, mentre entrambe sono alte quanto l’altra nella lampreda di mare. Specie migratorie diadrome anfialine e parassiti esterni dei pesci, come Lampetra fluviatilis .

Alimentazione della lampreda di mare

Allo stadio larvale :
La larva ammocete, vive sepolta in substrati sabbiosi-limosi e filtra microrganismi, come diatomee, alghe azzurre e detriti organici. La crescita dei giovani dura da 5 a 7 anni, a seconda della ricchezza alimentare del fiume e della posizione dei giovani nel fiume.

In età adulta :
Quando raggiunge una dimensione di circa 14 cm, compie una metamorfosi e discende in autunno e di notte verso il mare che raggiunge in inverno. La sua modalità di alimentazione diventa parassitaria, anche se non disdegna i cadaveri. La sua crescita è rapida. Si aggrappa ai pesci con la bocca e strappa loro la carne. Il sangue dell’ospite rimane fluido grazie ad un anticoagulante contenuto nella sua saliva. Attaccando la sua ventosa orale sul corpo dell’ospite, si nutre del sangue, della carne e dei fluidi corporei di quest’ultimo. Le sue prede sono diverse: principalmente il muggine, ma anche l’alosa Alosa, l’aringa, il merluzzo sogliola, sgombro. La lampreda non provoca la morte dell’ospite, troverà invece un nuovo ospite dopo pochi giorni e lascerà il veccchio.

Rirpoduzione

Petromyzon marinus è una specie anadroma: da adulta, vive abitualmente in mare ma risale torrenti, e fiumi per deporre le uova. 

Questo viaggio avviene durante due periodi annuali: minoritario in inverno (l’acqua è alta), maggioritario in primavera in acque con temperatura superiore a 10/12°C, durante piccole piene. Durante la risalita, i riproduttori non si nutrono e vivono delle loro riserve. Il loro peso diminuisce bruscamente e il loro corpo si restringe.  Il nido è di forma semicircolare o ovale e può essere largo 2 m. È costruito con ciottoli, ghiaia e sabbia. Sembra un aggregato di ciottoli e si costruisce in poche ore. Maschi e femmine costruiscono insieme i loro nidi. La riproduzione avviene da fine aprile a fine maggio.

La femmina si attacca ai sassi più grandi grazie alla sua ventosa, rivolta verso la corrente. Il maschio, fissato sulla testa, l’abbraccia più volte e feconda le uova man mano che l’uovo viene deposto. Le uova, molto numerose (230.000 uova/kg) vengono deposte nell’arco di più giorni e si incastrano tra le pietre del nido. Il maschio si accoppia con più femmine, gli accoppiamenti sono ruvidi e le ovulazioni sono multiple. I genitori muoiono dopo la riproduzione.

Le larve si schiudono dopo 10-15 giorni e misurano 5 mm. Queste larve sono chiamate ammoceti che si nascondono nella sabbia del nido. Sono di colore chiaro, hanno bocche a forma di ferro di cavallo e i loro occhi ciechi sono nascosti sotto la pelle. Quando le larve raggiungono una dimensione approssimativa di 10 mm dopo 35-40 giorni, si spostano in aree riparate, sabbiose e fangose ​​chiamate nidi di ammoceti. Rimangono sepolti lì per 5-7 anni e filtrano microrganismi e detriti organici. Tra agosto e ottobre, quando raggiungono una dimensione da 13 a 15 cm, gli ammoceti si trasformano in subadulti, assumono un colore argenteo (la loro pinna caudale è pigmentata alla fine) e scendono fiumi durante la notte per raggiungere il mare. .Continuano la loro crescita lì per 2 anni e vivono lì come parassiti esterni dei pesci. Poi il ciclo ricomincia

La sua carne è commestibile.
Gli Agnati, che includono lamprede, sono stati a lungo confusi con i Pesci. È per semplicità che li abbiamo raggruppati con pesci ossei bentonici sul nostro sito Il giornale dei Marinai. Infatti, le differenze anatomiche tra Pesci e Agnati sono numerose e oggi non sono più raggruppate nella stessa super classe. La super classe dei Pesci è quella degli Gnathostomi (vertebrati con mascella) mentre quella degli Agnati è quella degli Agnathostomi (vertebrati senza mascella). Sono i vertebrati più antichi, poiché vissero nel Siluriano e nel Devoniano (era primaria). 

Petromyzon marinus ha colonizzato i grandi laghi americani. Le prime osservazioni risalgono al 1890 nel lago Ontario. A distanza di 50 anni si stanno rivelando estremamente dannose perché devastano popolazioni ittiche di alto valore commerciale, soprattutto negli alti laghi. Ingenti investimenti (55 milioni di dollari) sono stati fatti per ristabilire questi stock negli anni 80. Alcuni metodi di eradicazione della lampreda, come i lampricidi e la corrente elettrica, hanno dato solo risultati contrastanti.

All’inizio del XX secolo, la specie era abbondante in Europa. La sua area di distribuzione è stata notevolmente ridotta e segmentata, è in forte. Dal 1978 le catture continuano a diminuire costantemente.
Emergono diverse cause:
L’inquinamento, come la presenza di prodotti tossici e metalli pesanti, interferisce gravemente con lo sviluppo delle larve. L’acqua deve essere fresca (15-18°C) e ben ossigenata. Una proliferazione di materia organica contribuisce alla riduzione dell’ossigeno nell’ambiente e danneggia questa lampreda. Ciò è tanto più dannoso in quanto la durata della fase larvale è lunga e la lampreda è sensibile alle variazioni di queste condizioni.
Lo sviluppo dei corsi d’acqua (dighe e altri ostacoli alla migrazione) sono la causa della progressiva riduzione degli stock.

Questa lampreda è nella Lista Rossa IUCN e considerata “Least Concern”. A livello europeo è considerato “vulnerabile”. 

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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