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Pesci abissali : mostri o timidi innamorati? Cosa si nasconde nelle tenebre degli oceani?

I pesci abissali sono rari da avvistare  e non si ritrovano mai in gruppo, ma per questi animali degli abissi trovare il partner è di fondamentale importanza. Ma nel buio delle profondità marine andare alla ricerca di compagnia è  veramente difficile. Allora entrano in funzione dei messaggi luminosi che oltre ad essere un’esca per le prede sono delle chiare ed inequivocabili dichiarazioni d’amore.

John Forbes, luminare delle scienze del mare vissuto nel 1800 affermava che dopo i primi 100 metri la vita in mare cessava. L’abisso era visto come un deserto nero dove cessavano anche le correnti e che le temperature precipitavano in modo cosi rapido da sbarrare la strada alla vita in mare. Ma a distanza di un secolo, nel 1930, William Beebe, un naturalista americano, riusci a superare la barriera dei 900 metri di profondità con un batiscafo in acciaio, in un tratto di mare a poche miglia dalle isole Bermuda. Beebe racconta di guizzi di luce, sfavillii, bagliori e scintille che scoppiettavano come fuochi d’artificio. Si rese conto che gli artefici di quei giochi pirotecnici erano dei pesci abissali. Nella sua immersione non ebbe la possibilità di capire di che pesci abissali si trattasse. 30 anni dopo lo fece Jacque Piccard con la sua spedizione nella fossa delle Marianne a – 11.521 metri , a bordo del batiscafo trieste.

Il pesce vipera (Chauliodus sloani), detto anche vipera di mare, è un pesce d'acqua salata che appartiene alla famiglia degli Stomiidae.
Il pesce vipera (Chauliodus sloani), detto anche vipera di mare, è un pesce d’acqua salata che appartiene alla famiglia degli Stomiidae.

Piccard racconta <Il fondo è di un fango bianco-grigio…vedevamo attraverso l’oblò di plexiglass accendendo i fari. L’acqua era limpidissima, la temperatura era di 3.5°C, invece all’interno del batiscafo vi erano 8-10°. Rimanemmo sul fondo venti minuti. Fummo inoltre straordinariamente fortunati perché potemmo vedere due animali, un gambero e una specie di sogliola. Quest’ultima potei osservarla per circa un minuto. Non aveva l’aspetto di un pesce abissale (…) ma era proprio come una sogliola comune, lunga una trentina di centimetri, bianca. Nuotava adagio, vicino al fondo, forse in cerca di cibo, poi sparì nel buio, oltre il raggio della nostra lampada>. Questa scoperta ha destato un grande interesse nel mondo dei biologi marini perché mai (…) si era saputo che a tali profondità vivessero animali marini superiori.>

leggi La fossa delle marianne

Da allora si comincio ad aggiungere alla interminabile lista di specie marine, tutti quegli animali che vivevano negli abissi e che non erano mai stati osservati dall’occhio umano.

astonnetes
Vive a 400 metri di profondità Astronesthes gemmifer, dotato di un lungo barbiglio luminoso

Strane, stranissime creature abissali che si sono adattate a vivere in un ambiente cosi particolare, in un ambiente freddo e buio, privo di ripari, vivendo sempre in cerca di qualcosa. Un bagliore o uno scintillio che possa essere una preda o un partner.

Stranissimi pesci abissali carnivori, spesso necrofagi  o caprofagi, che hanno assunto sembianze mostruose per vincere la corsa con l’evoluzione. Bocche grandi, armate di denti enormi e aguzzi, occhi grandi e strane appendici lungo tutto il corpo. Insomma dei piccoli draghi marini che nella storia hanno sicuramente ispirato storie mitologiche e leggende.  E poi quella luce, una luce che viene emessa come fa un lampeggiante che indica attenzione. Si, perché nelle profondità marine imbattersi in un predatore abissale non è facile, allora il predatore non puo’ farsi sfuggire l’occasione di un pasto. L’evoluzione li ha allenati a cio’. “Se trovi una preda nel deserto nero degli abissi non puoi certo fartela scappare !!!”

Pesci abissali
Pesci abissali

La luce di questi pesci abissali, è dovuta al fenomeno della Bioluminescenza. Sulla terra ferma sono soltanto le lucciole e altre poche specie ad averne il dono. In mare invece il fenomeno della biolominescenza è molto comune.  La luce viene prodotta da speciali cellule chiamate fotofori. Nei fotofori avviene una vera reazione chimica che da origine ai bagliori luminosi.

Non tutti i pesci abissali sono delle “centrali elettriche”

Ci sono alcuni pesci abissali che per avere la luce si limitano ad ospitare dei batteri luminosi, che vivono in simbiosi con l’ospite e che producono la luce per il pesce.  Comunque sia, che brillino di luce propria o  che prendano la luce in prestito questi pesci posizionano le “lampadine”  in posizioni strategiche in maniera tale che possano servire a piu’ scopi.  Ad esempio queste lampadine abissali hanno degli interruttori che utilizzano in caso vi sia un predatore in zona, rendendosi cosi invisibili.

pesci abissali
I pesci abissali assumono forme strane, in questo caso la bocca è l’organo piu sviluppato

Mi illumini d’immenso  Cosi i pesci abissali si “innamorano”!

I bagliori emessi da questi pesci abissali, sono  anche un ottimo strumento di comunicazione che i pesci abissali utilizzano come richiamo sessuale. Il luccichio dei fotofori è un invito a nozze per i partner, un vero e proprio rituale di corteggiamento che unisce la coppia. Una volta insieme alcune specie non si lasciano piu’, creando una sorta di legame vitale tra la coppia. Nel caso di ceratias holbolli e di edriolynchus schmidtii,  c’è un grande dismorfismo sessuale : il maschio è molto piccolo e la femmina invece ha dimensioni mastodontiche. Non appena il maschio trova la femmina comincia a pizzicarla sotto la pelle, si crea una piccola ferita e li il maschio si salda alla femmina diventando quasi un unico esemplare.  Il canale alimentare del maschio si atrofizza e cadono tutti i denti. I canali alimentari e alcuni vasi sanguigni dei due individui entrano in collegamento e da quel momento sarà la femmina a nutrire il maschio.

Pesci abissali . Ceratias
Pesci abissali . In questa foto una coppia di ceratias holbolli. Si puo’ notare la femmina (esemplare grande) ed il maschio (la piccola appendice sotto il ventre nella zona pelvica)

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