Il tonno rosso


Il tonno rosso è una specie pelagica conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Protetta e molto dibattuta la specie Thunnus thynnus è pescato da migliaia di anni in tutto il mondo. Oggi la pesca del Tonno rosso è limitata da normative che ne limitano la cattura. L’ICCAT, la commissione internazionale per la conservazione del tonno rosso ha stabilito delle quote annuali che variano ogni anno a seconda degli fluttuazioni degli stock ittici. Oggi dopo alcuni anni di protezione restrittiva sembra che le gli stock stiano meglio e più in salute ma le critiche alla ICCAT non sono mai mancate. Sembra infatti che il tonno rosso sia sempre stato in buona salute e la scarsa presenza sia dovuta a delle migrazioni cicliche che portano questi grandi pesci lontano dalle zone dove vivono abitualmente.

 Caratteristiche del tonno rosso

Chi è il tonno rossoPossente predatore, il tonno rosso è il più grande e grosso Scombride. Questo pesce può superare i 3 metri di lunghezza e pesare sino a 400 Kg. Il record del tonno più grande del mondo mai pescato è di un esemplare di 725 Kg.

Il corpo slanciato ed aerodinamico gli permette di raggiungere velocità notevoli sino a 70 Km/h. Il tonno rosso è anche chiamato tonno pinna blu proprio per il colore della pinna dorsale. Questo anche grazie alle scaglie molto piccolo che permettono di diminuire l’attrito con l’acqua. Possiede una pinna caudale falcata e tanti piccoli denti che gli permettono di afferrare le prede durante i rapidi attacchi.

Vive in Mar Mediterraneo ed in Atlantico sino alla parte sud del Mar Nero. Non sopporta variazioni si salinità e acque fredde al di sotto dei 10°. Nei periodi estivi estivi si avvicina alla costa per nutrirsi di sardine e di alici ma in generale si nutre anche di grandi pesci e cefalopodi (in particolare i calamari).

La riproduzione del tonno

crescita del tonno rossoIl tonno rosso si riproduce durante la stagione calda. Avvicinandosi alla costa il tonno rilascia delle uova pelagiche che si schiudono rapidamente. La larva è anch’essa pelagica. Il tonno ha un tasso di crescita molto rapido. Dopo il primo anno di vita infatti raggiunge i 70 cm di lunghezza e pesa sino a 5 Kg. Intorno ai 2/4 anni (raggiunto il metro di lunghezza ed il peso medio di 15 Kg )il tonno è maturo e può riprodursi. I piccoli tonni vivono in  grandi gruppi spesso associati a piccole lampughe o altri tunnidi come il tonno alalunga.  Le aree di riproduzione del tonno rosso sono il Mediterraneo ed il Golfo del Messico.

Le migrazioni del tonno

Questo pesca compi ogni anno migliaia e migliaia di chilometri. Un vero runner del mare che in breve tempo può spostarsi dal Mediterraneo sino alle acque più turbolente dell’Oceano Atlantico.

Il valore commerciale

Per millenni il tonno è stato una risorsa per tutti i popoli del Mediterraneo. Oggi si tratta invece di un affare “per pochi” che genere un giro d’affari valutato 40 milioni di  dollari all’anno. Il Tonno del Mediterraneo viene catturato con le reti a circuizione, i proprietari di tali flotte sono pochi e gestiscono un business dal valore praticamente illimitato. In particolare una famiglia di pescatori Italiani trasferirtisi nel sud Francia possiede una delle piu’ grandi flotte per la pesca al tonno rosso. Ma quanti di questi tonni pescati rimangono in Europa ? In realtà ben pochi perché per il tonno dopo la pesca comincia un grande viaggio. Sono in particolare i grossi esemplari a partire in Asia. I Giapponesi infatti acquistano a cifre spropositate i tonni più grandi e piu’ grassi per preparare per i ricchi giapponesi giapponesi sushi e sashimi. Sembra che ¾ dei tonni pescati vengano proprio spediti in Giappone. Glie esemplari più piccoli invece vengono inviati nel Sud del Mediterraneo dove dopo essere trasferiti in gabbie d’allevamento galleggianti vengono nutriti per aumentare la massa grassa ed essere venduti a caro prezzo ai Giapponesi.2,7 milioni di euro prezzo tonno rosso Sembra che il tonno piu’ caro mai venduto sia stato un pesca catturato in Mediterraneo nel 2019. Un pesce da 278 Kg venduto al’asta al mercato ittico di Tokyo per 2.7 milioni di euro.

L’Italia e l’industria conserviera del tonno

La Sicilia e la Sardegna sono state le regione che in passato hanno sfruttato gli stock di tonno rosso per produrre economia. In Sardegna la tonnara di Carloforte ha cominciato a pescare e conservare il tonno sin dal 1738. In Sicilia invece erano Trapani e l’Isola di Favignana a praticare la mattanza dei tonni per produrre conserve sott’olio, bottarga, lattume, ventresca e altri prodotti derivanti dal tonno. La tonnara di Favignana ha chiuso i battenti alcuni anni fa a causa della mancanza dei tonni e delle quote assegnategli. Nel 2019 la tonnara ha riaperto e dopo che l’azienda Castiglione aveva investito su materiale e uomini per riprendere un attività tradizionale lunga centinaia di anni un decreto Ministeriale firmato dalla Lega ha assegnato alla tonnara un numero minore di quote. Secondo l’Azienda Castiglione  le quote sarebbero stato insufficienti per mantenere viva la tonnara e quindi le reti calate per la mattanza favignanese sono state tolte fermando i lavori cominciati e chiudendo un attività che poteva essere un indotto economico per l’isola.

Il tonno ed il mercurio.

A causa di un processo detto biomagnificazione i grandi pelagici come il tonno tendono ad accumulare metalli pesanti nel tessuto adiposo. Per questo motivo il tonno rosso è sconsigliato a bambini e donne in stato di gravidanza.

Le truffe sul tonno

Qualità nutrizionaliOggi sui mercati rionali è sempre più difficile trovare il tonno rosso. In molti mercati si possono trovare di provenienza illecita, ovvero pescati senza nessuna quota da parte del pescatore. Una volta anche le imbarcazioni di piccola pesca costiera potevano pescare i tonni, oggi questi pescatori non hanno nessuna quota. Qualche pescatore continua a pescare i tonni eludendo i controlli e immettendo sul mercato un pesce non certificato. Questi pesci viaggiano di notte in furgoni spesso non refrigerati. Una volta arrivati sul bancone il pesce viene venduto a buon prezzo ma come accaduto spesso nei mercati di Palermo e Catania, sono in tante le persone ad essere state intossicate da un prodotto non fresco. Per riconoscere il tonno fresco vi consigliamo di leggere l’articolo come riconoscere il pesce fresco.

Il tonno ed i parassiti

I muscoli del tonno possono essere infestati da un verme parassita conosciuto con il nome di Anisakis. Tale verme puo’ provocare nell’ uomo la anisakidosi. Se il tonno non è stato abbattuto e viene mangiato crudo in sushi allora il parassita si può traferire nello stomaco dell’uomo provocando dolori addominali, nausea, vomito, febbre ed in casi rari anche il decesso.

La pesca del tonno

Oltre che con le reti a circuizione il tonno viene pescato con i palamiti derivanti innescati con la sardina. Questa pesca tipica del Mediterraneo purtroppo tende a catturare negli ami anche altre specie come ad esempio tartarughe marine o squali. Questi animali vengono rigettati in mare morti dato che per i pescatori non hanno nessun interesse economico.

La pesca industriale invece cattura i tonni con le reti a circuizione individuando gli stock grazie a sistemi satellitari o grazie ad elicotteri che sorvolano le acque per reperire le mangianza dei tonni. Una volta individuati i pesci le imbarcazioni madre raggiungono lo spot rapidamente per calare le reti attorno ai pesci.

Specie simili

Il tonno come altri scombridi ha un corpo affusolato e aerodinamico. In Mediterraneo esistono delle specie simili ma con caratteristiche differenti. SI tratta del tonno alalunga, del tombarello, il tonno aleltterato, della palamita e anche se raro il Thunnus albacore, ovvero il tonno pinna gialla. Leggi l’articolo per riconoscere la palamita, l’alletterato ed il tombarello

Tonno rosso sempre piu’ a nord. Potrebbe scomparire dal Mediterraneo

La pesca ed il riscaldamento globale portano i tonni ad andare sempre più verso nord

La presenza del tonno rosso (Thunnus thynnus) nelle acque dell’Atlantico del Nord è in aumento. Le coste francesi della Bretagna e della Normandia hanno avuto un picco della presenza del tonno rosso a partire dal 2017. Insieme al tonno ci sono anche lampughe, pesci serra e i pesci balestra che stanno occupando un areale sempre piu’ vasto verso il Nord d’Europa.

Lo studio AMO Atlantic Multidecadal Oscillations sulla distribuzione del tonno pubblicato su Science Advances spiega il ritorno del re del mare scomparso per 40 anni dalle fredde acque del canale della Manica e del golfo di Guascogna.

Distribuzione del tonno rosso atlanticoI ricercatori del Laboratoire d’océanologie et de géosciences del Cnrs/Université della citta di Lille hanno trovato risposta agli spostamenti degli stock di tonno verso nord. Lo studio infatti dimostra come il tonno sia tornato verso nelle acque del Nord.

Gli scienziati hanno studiato le catture del tonno rosso nell’Oceano Atlantico nord-orientale del 1900 e i cambiamenti della loro distribuzione. Questi spostamenti di massa sono dettati dalle oscillazioni delle temperature delle acque superficiali dell’Atlantico che alterna fasi calde e fredde su periodi di tempo di 70 anni, con differenze di temperature tra queste fasi leggermente inferiori a 1 grado centigrado. Tale variazione agisce sugli spostamenti del plancton con evidenti conseguenze sugli ecosistemi. Secondo i ricercatori il tonno rosso risalirebbe sino alle fredde acque della Groenlandia e della Norvegia alla ricerca dei banchi di sardine e di aringhe che seguono la produzione planctonica. Durante le fasi piu’ fredde il tonno rimarrebbe in acque piu’ temperate per poi risalire. A confermarlo sono i dati raccolti nel 1963 quando le temperature si abbassarono ed il tonno scomparve. In quegli anni gli scienziati accusarono la sovrapesca, poi nel 1995 il tonno ritorno’ in Atlantico sino alle acque della Gran Bretagna.

Distribuzione del tonno rosso atlanticoSecondo gli scienziati il tonno continuerà a spostarsi verso le acque della Manica e l’innalzamento delle temperature potrebbe favorire la migrazione del tonno in Nord Atlantico scomparendo cosi dal Mediterraneo.

Secondo i ricercatori i cambiamenti della distribuzione sono piuttosto dovuti alle migrazioni e non ai piani di recupero degli stock avviati negli ultimi anni dall’ICCAT. 

Fonti: ICCAT, FAO, IUCN, Le ragioni del tonno. Storia, biologia, pesca e tutela del tonno rosso mediterraneo , Sagep Editori.

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