Scheda scientifica marina

Lo squalo leuca – Carcharhinus leucas

Carcharhinus leucas

Chondrichthyes IUCN VU — Vulnerabile
Nome scientifico
Carcharhinus leucas
Stato IUCN
VU — Vulnerabile

Lo squalo leuca (Carcharhinus leucas), in inglese bull shark, è un grande squalo costiero dei mari caldi, lungo di solito 2–2,5 metri. È l’unico grande squalo capace di vivere a lungo in acqua dolce: risale i fiumi per centinaia o migliaia di chilometri. Non vive stabilmente nel Mediterraneo ed è classificato vulnerabile dall’IUCN.

Squalo leuca (Carcharhinus leucas), corpo tozzo e muso corto

Come si riconosce

  • Corpo tozzo e massiccio, molto più robusto di quello degli altri squali della stessa lunghezza.
  • Muso cortissimo, largo e arrotondato; occhi piccoli.
  • Colore grigio o grigio-bruno sul dorso, ventre bianco; nei giovani le punte delle pinne sono scure.
  • Prima pinna dorsale alta e triangolare; la seconda è molto più piccola, circa un terzo.
  • Denti superiori larghi, triangolari e seghettati; inferiori più stretti e appuntiti.
  • Taglia: di solito 2–2,5 m; femmine oltre 3 m e 300 kg.

Squalo leuca o squalo toro?

Nei documentari e nei giornali lo squalo leuca è spesso chiamato squalo toro, dal nome inglese “bull shark”. In italiano però “squalo toro” indica di solito un’altra specie, il Carcharias taurus, dai denti lunghi e sporgenti, segnalato storicamente anche nel Mediterraneo, dove oggi è rarissimo. Altri nomi locali dello squalo leuca sono squalo dello Zambesi, squalo del Nicaragua e squalo del Gange.

Lo squalo dei fiumi

Lo squalo leuca regola i sali del sangue grazie ai reni e a una ghiandola rettale, e così passa dal mare all’acqua dolce senza problemi. È stato trovato nel Mississippi a circa 1.100 km dal mare, nel lago Nicaragua e nel Rio delle Amazzoni fino a Iquitos, in Perù, a circa 4.000 km dalla foce. Le femmine partoriscono spesso negli estuari e nei fiumi, dove i piccoli sono al riparo da squali più grandi.

Dove vive

Vive nelle acque costiere tropicali e subtropicali di tutto il mondo, di solito a meno di 30 metri di profondità, in lagune, baie, porti ed estuari. Nel Mediterraneo non ha popolazioni stabili: le poche segnalazioni sono storiche o non confermate, e spesso si tratta di altri squali grigi del genere Carcharhinus.

Cosa mangia

È un predatore opportunista con una dieta molto varia: pesci ossei, altri squali e razze, tartarughe, uccelli marini, mammiferi, crostacei e cefalopodi. Caccia spesso in acque torbide, dove si orienta più con l’olfatto e con i sensi elettrici che con la vista.

Riproduzione

È viviparo placentare: gli embrioni sono nutriti dalla madre attraverso una placenta, come nei mammiferi. Dopo circa 10–11 mesi di gravidanza nascono da 1 a 13 piccoli, lunghi 55–80 cm. Maturano tardi, dopo i 10 anni, e possono vivere oltre 25 anni. Vedi anche cosa significa viviparo.

Pericolosità

Con lo squalo bianco e lo squalo tigre, lo squalo leuca è uno dei tre squali più coinvolti nei morsi all’uomo. Non perché sia “cattivo”, ma perché frequenta acque basse e torbide, foci e fiumi, dove ci sono bagnanti e dove la visibilità è scarsa. Per il quadro completo vedi le specie di squalo più pericolose per l’uomo.

Stato di conservazione

È pescato con palangari e reti, per la carne e per le pinne, e soffre la distruzione degli habitat costieri e fluviali dove nascono i piccoli. Dal 2021 la Lista Rossa IUCN lo classifica Vulnerabile (VU).

Domande frequenti

Lo squalo leuca c’è in Italia?

No, non è una specie stabile del Mediterraneo. Le rare segnalazioni sono vecchie o dubbie. Vive nei mari caldi di tutto il mondo e nei grandi fiumi tropicali.

Squalo leuca e squalo toro sono la stessa specie?

Dipende da chi parla. In inglese è il “bull shark”, e per questo viene spesso tradotto squalo toro. Ma in italiano “squalo toro” indica di solito un’altra specie, Carcharias taurus. Per evitare confusione è meglio dire squalo leuca.

Quanto è grande lo squalo leuca?

Di solito 2–2,5 metri; le femmine possono superare i 3 metri e i 300 kg, con record vicino ai 4 metri.

È pericoloso?

Sì, è uno dei tre squali più coinvolti nei morsi all’uomo, insieme allo squalo bianco e allo squalo tigre, anche perché vive in acque basse, torbide e vicino alle foci.

Fonti

  • IUCN Red List, Carcharhinus leucas (2021).
  • FAO, Sharks of the World, vol. 2.
  • International Shark Attack File, Florida Museum.
  • Schede correlate: lo squalo toro; lo squalo tigre

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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