Ecologia Marina

Il plancton: il vagabondo dei mari

In questo articolo · 8 sezioni
  1. Cos’è il plancton: definizione
  2. La classificazione del plancton
  3. Il fitoplancton: i produttori primari dell’oceano
  4. Lo zooplancton: il link tra produttori e predatori
  5. La migrazione verticale: il viaggio quotidiano del plancton
  6. Il plancton e la vita sulla Terra: numeri che fanno capire
  7. Plancton e bioluminescenza: quando il mare si illumina
  8. Domande frequenti sul plancton
Il plancton: il vagabondo dei mari

Cos’è il plancton: definizione

Il plancton è l’insieme di tutti gli organismi acquatici — animali, vegetali e batterici — che vivono in sospensione nella colonna d’acqua e non sono in grado di opporsi attivamente alle correnti. Non si tratta di una singola specie, né di un gruppo tassonomico: è una categoria ecologica che accomuna organismi anche molto diversi tra loro, uniti da un unico criterio — lasciarsi trasportare dall’acqua.

Il termine deriva dal greco antico planktos, che significa letteralmente “errante” o “vagabondo”. Fu usato per la prima volta in senso scientifico nel 1887 dal fisiologo Victor Hensen, che lo introdusse per definire tutti quegli organismi viventi in sospensione nell’acqua, incapaci di contrastare il movimento delle correnti marine.

Una medusa di un metro che si lascia trascinare dalla corrente è plancton. Un copepode di un millimetro che galleggia nello strato superficiale dell’oceano è plancton. Una diatomea unicellulare invisibile a occhio nudo è plancton. Ciò che li accomuna non è la dimensione, né la forma, né l’origine evolutiva: è il rapporto con il movimento dell’acqua.


La classificazione del plancton

Il plancton si classifica in più modi, a seconda del criterio utilizzato: la natura biologica degli organismi, le dimensioni, il ciclo di vita. Vediamo i principali.

Classificazione per natura biologica: fitoplancton e zooplancton

La distinzione più importante è quella tra fitoplancton e zooplancton.

Categoria Che cos’è Alimentazione Esempi
Fitoplancton Componente vegetale e batterica autotrofa Fotosintesi Diatomee, dinoflagellati, cianobatteri, coccolitoforidi
Zooplancton Componente animale eterotrofa Si nutre di fitoplancton e altri organismi Copepodi, krill, meduse, larve di pesci e molluschi
Batterioplancton Componente batterica Decomposizione della materia organica Batteri marini, archaea

Classificazione per ciclo di vita: oloplancton e meroplancton

Un secondo criterio fondamentale riguarda per quanto tempo un organismo vive come plancton durante la sua esistenza.

L’oloplancton (dal greco holos, “intero”) comprende gli organismi che trascorrono tutta la loro vita in sospensione nell’acqua, senza mai legarsi al fondo né diventare nuotatori attivi. Ne fanno parte i copepodi, il krill, molte specie di meduse, i sifonofori e la maggior parte del fitoplancton.

Il meroplancton (dal greco meros, “parte”) comprende invece gli organismi che sono planctonici solo in una fase della vita — tipicamente quella larvale — e che da adulti vivono sul fondo (benthos) o diventano nuotatori attivi (necton). Quasi tutti gli animali marini hanno uno stadio meroplantonico: i ricci di mare, le stelle marine, i granchi, le ostriche, i polpi, e persino molte specie di pesci iniziano la vita come minuscole larve trasportate dalle correnti.

Questo significa che quando tieni in mano un riccio di mare o mangi un’ostrica, stai interagendo con un organismo che ha trascorso i suoi primissimi giorni di vita come plancton, alla deriva nell’oceano.

Classificazione per dimensioni

Il plancton esiste in una gamma di dimensioni straordinaria — dalla scala dei virus a quella delle meduse giganti. La classificazione dimensionale è fondamentale per capire quali organismi mangeranno quali altri.

Categoria Dimensioni Esempi
Femtoplancton < 0,2 µm Virus marini
Picoplancton 0,2–2 µm Batteri, cianobatteri come Prochlorococcus
Nanoplancton 2–20 µm Piccole diatomee, coccolitoforidi
Microplancton 20–200 µm Diatomee grandi, dinoflagellati, copepodi giovani
Mesoplancton 0,2–2 mm Copepodi adulti, anfipodi
Macroplancton 2–20 cm Krill, eufasiacei, chetognati, salpe
Megaplancton 20–200 cm Meduse grandi, sifonofori

Il fitoplancton: i produttori primari dell’oceano

Il fitoplancton è la componente fotosintetica del plancton — quella che, come le piante sulla terraferma, trasforma l’energia solare in materia organica attraverso la fotosintesi. È invisibile a occhio nudo, ma è responsabile di circa il 50% di tutto l’ossigeno prodotto sul pianeta.

I principali gruppi di fitoplancton marino sono:

  • Diatomee — alghe unicellulari con uno scheletro di silice trasparente chiamato frustulo. Sono tra i produttori primari più importanti degli oceani temperati e freddi.
  • Dinoflagellati — organismi con due flagelli che permettono loro piccoli movimenti verticali. Alcune specie producono tossine responsabili delle cosiddette “maree rosse”. Responsabili anche della bioluminescenza marina.
  • Coccolitoforidi — ricoperti di minuscole placche calcaree. Quando muoiono, le loro placche affondano e accumulandosi per milioni di anni hanno formato enormi depositi di calcare — incluse le bianche scogliere di Dover.
  • Cianobatteri — batteri fotosintetici presenti soprattutto nelle acque tropicali povere di nutrienti. Il genere Prochlorococcus è considerato l’organismo fotosintetico più abbondante della Terra.

La distribuzione del fitoplancton non è uniforme. Le acque più produttive sono quelle costiere, polari e le zone di upwelling — dove le correnti ascensionali portano in superficie acqua profonda ricca di nutrienti. I deserti oceanici, al contrario, sono le zone tropicali centrali, dove l’acqua calda in superficie blocca la risalita dei nutrienti dal fondo.


Lo zooplancton è la componente animale del plancton — eterotrofa, incapace di fare fotosintesi, dipendente dal fitoplancton e dagli altri organismi planctonici per sopravvivere. Svolge un ruolo di trasmissione energetica fondamentale: senza di lui, l’energia accumulata dal fitoplancton non raggiungerebbe mai i pesci, le balene e gli uccelli marini.

I gruppi principali dello zooplancton sono:

  • Copepodi — i crostacei planctonici più abbondanti al mondo. In una singola retata di plancton, i copepodi rappresentano spesso il 90% di tutti gli individui catturati. Sono il cibo principale di moltissimi pesci, incluse le acciughe e le sardine.
  • Eufasiacei (krill) — crostacei di 1–6 cm, formano banchi enormi nelle acque polari. Sono l’alimento primario delle balene a stecche, dei pinguini, delle foche e di numerose specie di pesci. Il krill antartico (Euphausia superba) è considerato uno degli animali più abbondanti della Terra per biomassa.
  • Meduse e sifonofori — fanno parte del cosiddetto plancton gelatinoso. Nonostante le grandi dimensioni di alcune specie, si lasciano trasportare dalle correnti e rientrano a pieno diritto nella definizione di plancton. Le meduse del Mediterraneo sono un esempio familiare.
  • Larve di pesci e invertebrati — uova e stadi larvali di ricci di mare, granchi, ostriche, polpi e pesci costituiscono una parte importante del meroplancton costiero.

La migrazione verticale: il viaggio quotidiano del plancton

Uno dei fenomeni più straordinari della biologia marina è la migrazione verticale nictemérale — il viaggio quotidiano che milioni di miliardi di organismi planctonici compiono ogni giorno tra le acque superficiali e quelle profonde.

Lo schema è questo: al tramonto, enormi masse di zooplancton risalgono verso la superficie per nutrirsi del fitoplancton. All’alba, ridiscendono nelle acque più buie e fredde, dove è più difficile essere visti dai predatori. Alcuni copepodi e crostacei compiono spostamenti verticali di centinaia di metri in poche ore — un’impresa equivalente, in proporzione alle dimensioni del loro corpo, a una persona che nuotasse avanti e indietro tra la superficie e il fondo dell’oceano ogni giorno.

Questa migrazione non è solo un meccanismo di sopravvivenza: è uno dei principali motori del ciclo del carbonio oceanico. Gli organismi che si nutrono in superficie e defecano in profondità trasportano fisicamente il carbonio verso il basso, contribuendo alla cosiddetta “pompa biologica” che sottrae CO₂ dall’atmosfera e lo sequestra negli abissi.


Il plancton e la vita sulla Terra: numeri che fanno capire

Per capire quanto il plancton sia fondamentale, bastano alcuni numeri:

  • Il fitoplancton produce circa il 50% dell’ossigeno dell’intera atmosfera terrestre — più di tutte le foreste del mondo messe insieme.
  • Il fitoplancton assorbe ogni anno circa 10 miliardi di tonnellate di CO₂ dall’atmosfera attraverso la fotosintesi.
  • Il plancton è alla base della catena alimentare di tutti i grandi ecosistemi marini — dalle sardine alle balene blu, passando per tonni, squali e uccelli marini.
  • Si stima che le popolazioni globali di fitoplancton si siano ridotte di circa il 40% dal 1950 a causa del riscaldamento degli oceani — con implicazioni enormi per la produzione di ossigeno e per le reti alimentari marine.

? Il plancton e i cambiamenti climatici

Il riscaldamento degli oceani altera la distribuzione del plancton in due modi: aumenta la stratificazione termica dell’acqua (impedendo la risalita dei nutrienti dal fondo) e sposta le specie verso le zone polari. Questo crea squilibri a cascata in tutta la catena alimentare marina — compresi i pesci che mangiamo. Monitorare il plancton è oggi uno dei principali strumenti per misurare la salute degli oceani e gli effetti del cambiamento climatico.


Plancton e bioluminescenza: quando il mare si illumina

Hai mai visto il mare brillare di notte con una luce blu-verde? È uno dei fenomeni più spettacolari che il plancton produce: la bioluminescenza. Alcune specie di dinoflagellati — come il celebre Noctiluca scintillans — emettono luce quando vengono disturbati meccanicamente dall’acqua, attraverso l’ossidazione di un enzima chiamato luciferina.

Il risultato è quella scia luminosa che si vede dietro una barca di notte, o quelle ondate brillanti che sembrano fiamme blu quando si infrangono sulla riva. Il fenomeno è particolarmente visibile nelle acque calde e calme, dove le concentrazioni di dinoflagellati possono raggiungere milioni di cellule per litro. Per saperne di più, leggi il nostro approfondimento sulla bioluminescenza del plancton.


Domande frequenti sul plancton

Cos’è il plancton in breve?

Il plancton è l’insieme degli organismi acquatici — animali, vegetali, batterici — che vivono in sospensione nella colonna d’acqua senza poter contrastare le correnti. Il nome deriva dal greco planktos, “errante”. Non è una specie ma una categoria ecologica che include creature dalle dimensioni di un virus fino a meduse di un metro.

Qual è la differenza tra fitoplancton e zooplancton?

Il fitoplancton è la componente vegetale e fotosintetica del plancton: produce energia dalla luce solare come le piante. Lo zooplancton è la componente animale: si nutre del fitoplancton e di altri organismi. Il fitoplancton è alla base della catena alimentare; lo zooplancton è il passaggio successivo, il collegamento verso pesci, uccelli e mammiferi marini.

Qual è la differenza tra oloplancton e meroplancton?

L’oloplancton trascorre l’intera vita come plancton (copepodi, krill, la maggior parte del fitoplancton). Il meroplancton è plantonico solo in una fase della vita — di solito quella larvale — e da adulto vive sul fondo o nuota attivamente. Granchi, ostriche, ricci di mare e molti pesci iniziano la vita come meroplancton.

Il plancton è visibile a occhio nudo?

La maggior parte del plancton è invisibile a occhio nudo — le diatomee, i dinoflagellati e i copepodi più piccoli si misurano in micrometri o frazioni di millimetro. Tuttavia alcune specie sono visibili: il krill raggiunge i 6 cm, le meduse anche diversi metri, e le fioriture di fitoplancton colorano il mare di verde, rosso o marrone in modo visibile anche dallo spazio tramite i satelliti.

Il plancton produce ossigeno?

Sì, il fitoplancton produce circa il 50% di tutto l’ossigeno presente nell’atmosfera terrestre — più di tutte le foreste del mondo. Ogni secondo respiro che fai è reso possibile dal fitoplancton degli oceani.

Dove si trova il plancton?

Il plancton è presente in tutti gli oceani e mari del mondo, dall’Artico all’Antartico, dalla superficie agli abissi. Le concentrazioni maggiori di fitoplancton si trovano nelle zone costiere, nelle aree di upwelling e nelle acque polari, dove i nutrienti sono più abbondanti. I “deserti oceanici” — le zone tropicali centrali — sono invece le aree a minore densità planctonica.


Il plancton è il fondamento invisibile su cui poggia tutta la vita marina — e in buona parte anche quella terrestre. Senza il fitoplancton non ci sarebbe abbastanza ossigeno nell’atmosfera. Senza lo zooplancton le reti alimentari degli oceani collasserebbero. Senza la migrazione verticale del plancton il ciclo del carbonio oceanico si spezzerebbe.

Studiare il plancton significa studiare la salute degli oceani, il ritmo del clima, la produttività delle acque che circondano le nostre coste. È per questo che i biologi marini di tutto il mondo lo tengono sotto osservazione: il plancton è il più sensibile degli indicatori del cambiamento in corso.

Per approfondire, leggi i nostri articoli su il fitoplancton e la sua importanza per gli oceani, sul krill come fondamento dell’ecosistema marino e sulla bioluminescenza del plancton.

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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