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Pesca a spinning in mare. Storia, evoluzione, prede e segreti della pesca con gli artificiali.

La pesca a spinning in mare è una tecnica di pesca nata per la cattura di grandi predatori, in particolare per pesci predatori che sferrano attacchi prepotenti e veloci per cacciare. La pesca a spinning ha origini nelle acque interne, soltanto negli 90 si è imposta come tecnica sportiva in mare e negli oceani. Invece nelle acque dolci erano usate da millenni. Basti pensare che già nel 1800 a.c. Oppiano descriveva nel suo trattato, dal nome rappresentativo, Halieutica, le prime tecniche di pesca a spinning grazie a piastre metalliche che venivano lanciate in acque e poi ritirate velocemente per catturare pesci. Un capitolo di questo trattato è dedicato interamente agli artificiali da pesca.
Luccichio e vibrazioni delle esche erano le due variabili utilizzate per la costruzione di tali esche. Oggi invece gli artificiali i sono trasformati, si sono evoluti, tanto da divenire delle vere e proprie “copie conformi” a piccole prede.

La pesca a spinning, una pesca dinamica

Una tecnica di pesca, quella dello spinning, che puo’ sembrare semplice e poco tecnica. Invece una pesca dinamica, rapida e veloce, che mette insieme tutti gli aspetti più interessanti, soprattutto legata all’ingegno e alle strategie che il pescatore deve mettere in atto.

Non si tratta solo di lanciare in mare un artificiale e ritirarlo: si tratta piuttosto di ricreare una situazione di caccia del predatore, stimolandolo a seguire l’esca e ad attaccarla. Il pescatore dunque diventa il vero protagonista, la battuta di pesca a spinning non si puo’ improvvisare, il rischio è quello di tornare a casa con il polso gonfio ed il “carniere vuoto”. Ricerca dello spot di pesca, monitoraggio e valutazione delle condizioni meteo e spostamenti continui per seguire le prede. Una pesca spesso monospecifica, dedicata a poche specie predatorie, ma che puo’ essere applicata in diverse situazioni. Oggi la pesca a spinning viene praticata anche dalla barca alla ricerca di specie pelagiche come palamite, tonni, barracuda e ricciole. Invece da terra il range si riduce a poche specie, tra queste in particolare la spigola  e la leccia.

Attrezzatura per la pesca a spinning in mare

Per praticare lo spinning si utilizzano canne da pesca con una lunghezza da 1.90 a 2.70 metri. Le canne devono essere flessibili e leggere per semplificare l’azione di pesca.

La pesca a spinning può essere praticata da coste rocciose, dai porti, e dalla spiaggia. In base al luogo ovviamente cambiano le attrezzature, i terminali e anche il metodo di lancio e recupero.

La pesca dalla spiaggia deve avvenire sempre durante una mareggiata o in fase di scaduta per avere la possibilità di scovare prede durante la loro ricerca di cibo. Nei porti la pesca a spinning può essere praticata lungo tutto il corso dell’anno dato che sono tante le prede che stazionano vicino le strutture in calcestruzzo dove possono sempre trovare cibo e riparo. Nelle coste rocciose invece a meno che non si conosca il fondale ed il tipo di fauna che vi abita è sconsigliato avventurarsi dato che i “cappotti” in questo caso sono dietro l’angolo.

La tecnica

La vera arte nella pesca a spinning è scegliere il giusto artificiale accuratamente. L’azione di recupero deve sempre avvenire in maniera costante, anche se ci sono diverse scuole di pensiero ad esempio il recupero ad intervalli. Sembra comunque che il recupero costante dia una una maggiore sicurezza.

Le esche dello spinning

esche-per-la-pesca-a-spinning Pesca a spinning in mare (da dove cominciare)
Le esche si possono dividere in: jigs, cucchiaini rotanti, cucchiaini ondulanti, jerkbait, crank bait, spinnerbait e buzzbait, ed esche siliconiche


Nella scelta delle esche per la pesca a spinning dobbiamo scegliere tra le affondanti e le esche galleggianti. In linea di massima vale la regola galleggianti in acque basse ed affondanti in acque profonde, anche se l’eccezione che conferma la regola vale sempre.

I minnow da spinning conosciuti anche come rapala (il testa rossa ne è un esempio) sono  esche devono essere recuperati in maniera costante e bisogna adattarli alla specie in base al peso ed alle misure.

Gli ondulanti sono tutte quelle esche metalliche importanti per raggiungere notevoli distanze nel lancio. Possono essere utilizzate dalla spiaggia ma danno dei buoni risultati anche pescando dalle scogliere.

Infine i Top water, forse le migliori esche per la pesca a spinning. Si dividono in tre grandi gruppi: Popper, Wtd e Lure.

popper-da-spinning Pesca a spinning in mare (da dove cominciare)
I popper sono esche da spinning utilizzate in superficie. Il gioco di polso deve essere gestito in maniera accurata per cercare di dare all’esca un movimento quanto più veritiero possibile. Non è difficile notare il predatore che fende l’acqua per andare ad attaccare l’artificiale. Utili soprattutto dalla spiaggia o dalla barca se ci indirizziamo a pesci pelagici.



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