Scopriamo insieme l’evoluzione della pesca al lancio e degli artificiali da pesca: Minnow, shad, teste piombate e poi ancora jig metallici o cucchiaini.

Gli artificiali da pesca sono entrati nel mondo della pesca da ormai tantissimo tempo. Ma se in Italia ancora il loro utilizzo va a rilento in altri paesi come Francia , America o Norvegia e Scandinavia sono molto adoperati in particolare per la pesca a spinning.

Gli artificiali da pesca

Gli artificiali infatti giocano un ruolo importante nella pesca al lancio ma non dimentichiamo che sono stati i trainisti a sviluppare i primi artificiali per la pesca dei predatori.

 Gli artificiali da pesca nella storia

Già nel 1800 A.C. nel Mar Egeo, i naviganti e pescatori facevano uso di esche finte da pesca per la cattura dei pesci pelagici, grazie ad uncini ricurvi simili ad ami, ma senza ardiglione, e a delle piastre di metallo che luccicavano,  forse il primo antenato degli odierni cucchiaini.  Le prime “riviste” di pesca che sono arrivate a noi risalgono circa al 180 A.C. portata a termine da Oppiano, Halieutica cosi si chiamava il trattato, riporta le maggiori tecniche utilizzate nel corso dei secoli, ed un capitolo è dedicato proprio agli artificiali. Piastre metalliche però non erano le uniche esche finte o artificiali, ancora possiamo leggere di piume di uccelli o di galline, pezzettini di lana o  tessuti spesso di colore rosso, o delle riproduzioni in legno di insetti con tanto di colori ed appendici varie. L’uomo quindi è a conoscenza dell’istinto predatorio dei pesci da diverso tempo e quindi la ragione ci ha portato a trovare sistemi sempre più diversi per rappresentare le esche con stratagemmi sempre diversi.

Gli artificiali, sfida ancora aperta.

Spigola con artificialeL’esca perfetta? Non prendiamoci in giro… non esiste e mai esisterà, la pesca sportiva ha comunque delle solide basi scientifiche, minnow, cucchiaini, jig, stickbait, ect ect sono soltanto delle riproduzioni quanto mai più simili ad esche naturali e quindi sono delle sostituzioni all’esca naturale. E’ normale, se il pesce sapesse che quella preda non è commestibile ma è fatta di silicone o altri materiali compositi non l’attaccherebbe. Ma il trucco degli artificiali da pesca sta proprio nel richiamare l’attenzione del pesce, mettere in funzione il suo istinto predatorio per far si che il pesce attacchi l’esca e rimanga imprigionato all’amo o alle ancorette che fanno capo all’artificiale. La sfida dei produttori di artificiali è quella di dare all’esca una sembianza più veritiera possibile, rendendola sempre più simile a qualcosa di vivo. Colori veritieri, forme idrodinamiche ed il giusto movimento creano un mix micidiale per la cattura delle prede con le esche finte.

 

Gli artificiali per la pesca, stimolano i sistemi sensoriali dei pesci, quasi tutti gli artificiali  in acqua sono in grado di richiamare l’attenzione del pesce provocando dei rumori, avvertiti e interpretati dall’orecchio e dalla linea laterale come un possibile preda/predatore. La linea laterale della maggior parte delle specie ittiche raggiunge frequenze sino a circa 3000-3200 hertz, motivo per cui molti artificiali portano sul “corpo” dell’esca dei componenti in grado di emettere dei suoni ad alta frequenza. Questi suoni sono in grado di attirare la curiosità del pesce, spesso comunque è importantissimo imprimere il giusto movimento all’esca per far si che i suoni risultino “appetibili” alla preda e non il contrario, con risultati piuttosto magri. Questo ci spiega che per richiamare l’attenzione del pesce è importantissimo che il pesce “senta” bene la preda, ma anche la vista dell’artificiale deve risvegliare l’appetito della preda.

 

artificiali da pesca

Giuste dimensioni, colori accattivanti e l’emissione di colori, luci o luccichii fanno poi da nastro per confezionare il nostro “dono”. Diversi studi possono confermare che molte prede vengano attratti da alcuni colori, un moronide come la spigola predilige i colori chiari, invece i tonni preferiscono artificiali più scuri, però in linea di massima possiamo basarci su di un sistema che nel tempo ha dato sempre i suoi risultati : Con acque torbide è consigliato utilizzare delle esche di tonalità chiare e viceversa. Se invece il cielo è nuvoloso spesso è bene sfruttare le tonalità scure di diversi artificiali da pesca, per confondere la preda. La pesca comunque è filosofia, ricerca, conoscenza. Non basta avere canne e mulinelli in cantina per definirsi pescatori. Quindi la ricerca dell’esca non dipende soltanto dai gusti del pesce o dalle condizioni meteo della giornata. Molteplici sono i parametri da valutare e se al termine della giornata di pesca il nostro bottino sarà cospicuo allora le nostre intuizioni saranno state corrette.

Artificiali e tecniche

Una piccola spigola catturata con artificiale di superficie.
Una piccola spigola catturata con artificiale di superficie.

Gli artificiali per pescare oramai sono impiegati nella maggior parte delle tecniche di pesca in mare, vengono utilizzate nella  pesca alla traina costiera, dove si utilizzano in particolare piumette, cucchiaini, minnow, teste piombate e polpetti. Nella traina pesante invece vengono utilizzati popper, plug, pesci finti, calamara ect. Ancora vengono utilizzati nella pesche di moderna evoluzione come il vertical jigging o l’inchiku, nella pesca ai calamari e alle seppie. Hanno quindi un ampio range di utilizzo. Ma hanno un grande utilizzo nella pesca a spinning in acque dolci indirizzata a trote, black-bass, cavedani, lucci e altri predatori.

Lo Spinning

Lo spinning e’ una tecnica di pesca effettuata lanciando e recuperando delle esche artificiali. Questa è una tecnica che si può praticare da terra, su moli scogliere o spiagge, ma che negli ultimi anni ha subito una evoluzione e viene spesso praticata anche dai barcaioli. Mulinelli e canne devono essere sempre all’altezza, devono permetterci di lavorare in maniera molto fluida nei lanci e nei recuperi, ma devono essere molto robusti perché le prede dello spinning possono avere dimensioni considerevoli. L’utilizzo di artificiali diversi ci permetterà catture molto diverse tra di loro. Le prede per eccellenza dello spinning da terra sono la spigola ed il pesce serra. Lo spinning praticato dalla barca invece può darci delle sorprese, oltre alla cattura di spigole e serra possono essere catturati pesci pelagici come leccie o lampughe.

Non c’è spinning senza artificiale da pesca

Ad ogni pesce un suo artificiale. No, ma ad ogni canna un artificiale adatto. Perché per poter lanciare in modo corretto gli artificiali bisogna la canna che possa supportare il peso (anche minimo) degli artificiali.

Per questo sono nate le canne da spinning, canne in due elementi leggere ma allo stesso tempo robuste. Sebbene alcuni artificiali sono piu’ efficaci di altri sono le condizioni meteo a stimolare l’attacco del pesce. Infatti i colori, le vibrazioni e il nuoto degli artificiali deve essere sempre utilizzato in base alle condizioni meteo ed alla luce presente. Per la spigola ad esempio prediligete artificiali siliconici con la testa piombata se pescate dalla barca ed invece artificiali di superficie se pescate da terra. Per il tonno sono utilizzati i popper o gli stickbait. Per i pelagici come boniti o tonnetti invece sono molto catturanti i casting jig che permettono di esplorare i primi metri di acqua grazie alla loro composizione che li farà scendere in profondità. E voi avete un artificiale da pesca preferito. Commentate le vostre esperienze. Alla prossima :)

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