Oggi la fotografia subacquea o fotosub è diventata sempre piu’ una maniera per far conoscere il mare ed i suoi abitanti grazie a tutti i subacquei che si dedicano a questa attività. Sicuramente anche un modo per proteggerlo.

I primi tentativi nel campo della fotografia subacquea furono fatti con una fotocamera scafandrata montata su palo nel 1850 dal britannico William Thompson, e nei decenni successivi furono fatti diversi tentativi di successo. I primi risultati scientifici pubblicati di una macchina fotografica subacquea risalgono al 1890 e furono realizzati dal naturalista francese Louis Boutan (1893 ) che sviluppò la fotografia subacquea inventando il flash subacqueo. Le tecniche fotografiche, compresa la cinematografia , sono state utilizzate esclusivamente per molti anni, poiché la televisione a quel tempo era nella sua primissima fase di sviluppo.

I primi video invece apparvero verso la fine degli anni 40. I primi risultati pubblicati sono di Harvey Barnes in Nature del 1952 , ma è menzionato nell’articolo che l’ Ammiragliato del Regno Unito ha fatto tentativi di successo prima di allora, e che Barnes stesso ha iniziato lo sviluppo del metodo nel 1948.

Louis Boutan, il primo fotografo subacqueo. Egli è stato pioniere non solo della fotografia, ma dell’attrezzatura subacquea in generale

I video subacquei per lo studio del mare

Fin dall’inizio, il video subacqueo è stato utilizzato per studi di biologia marina e geologia.  Una bibliometria fatta nel 2000 mostra che il numero di articoli nello studio sui video subacquei raggiunge un picco a metà degli anni ’90. La ragione di ciò è probabilmente che prima l’attrezzatura era costosa e ingombrante, e quindi poco adatta all’uso subacqueo. L’evoluzione dell’elettronica ha reso le apparecchiature video abbastanza piccole (ed economiche) per un uso diffuso e sono state segnalate molte nuove applicazioni. 

Gli albori della fotografia sott’acqua


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La fotografia subacquea può anche essere classificata come una forma d’arte. L’imaging subacquea di successo viene solitamente eseguita con attrezzature e tecniche specializzate. Tuttavia, offre opportunità fotografiche emozionanti e rare.


Sino a 30 anni fa quando anche le regolamentazioni erano ancora poco chiare l’immersione libera era fine a se stessa, e spesso chi immergeva per trovare delle nuove emozioni doveva spingersi in ambienti più’ profondi spesso anche rischiando la vita. O ancora alcuni subacquei per rendere l’immersione più’ “emozionante” portavano con se il fucile andando a pesca con l’autorespiratore attività che poi e’ diventata totalmente vietata. Da quando gli apparecchi fotografici si sono evoluti ed i costi sono stati alla portata di tutti si è incominciato a fotografare in maniera sempre più’ cognitiva e con stili differenti. Sono nati tantissimi concorsi e contest di fotografia, di cui uno dei piu’ importanti si svolge a Marsiglia ed è il festival dell’immagine sottomarina.

Fotosub in Italia: sono stati in tanti nel nostro paese, i forieri  di questa attività. Sicuramente non possiamo dimenticarci di uno dei più’ grandi fotografi subacquei italiani, il grande fotografo subacqueo Andrea Ghisotti, che tutti si ricorderanno quando sfoglieranno quelle sue fotografie ricche di significato che accompagnano ancora tantissimi redazionali sulle maggiori riviste italiane del settore, dagli anni 60 ad oggi.

La fotografia subacquea è pero’ piu antica di quanto si possa pensare; la prima fotosub risale al 1893, quando un docente della facoltà di scienze della Sorbona, Louis Boutan, si immerse con lo scafandro e con un “apparecchio detective” a lastre anch’esso scafandrato in un involucro di rame, realizzato appositamente da un fabbro per l’evento. Ovviamente le lastre erano in bianco e nero e la mancanza di luce non diete gli effetti sperati. Circa 30 anni dopo, un ittiologo americano, Longley, utilizzò le lastre progettate dai fratelli LUMIÈRE per imprimere le immagini.

L’escamotage usato per aumentare la luminosità, dato che la sensibilità era di un solo DIN era alquanto “pericolsa”. Longley collego’ lo scatto con l’esplosione di mezzo chilo di polvere di magnesio che con la sua luce riusciva ad illuminare i fondali. Nel primo dopoguerra Hans Haas, un eclettico austriaco, riusci a scafandrare per bene una “robot” e riuscendo ad avere delle ottime immagini, riusci anche a fotografare i primi squali durante un immersione. Lo stesso Haas brevettò e cominciò a commercializzare uno dei primi scafandri, la “Rolleimarin” adatta a scafandrare la Rolleiflex , che ebbe un grande successo per l’epoca. Nel 1962 viene terminato il progetto della Calypso Phot, nata da un’idea del vero pioniere della fotografia subacquea, JAQUES COSTEAU, che con Jean De Wouters mise a termine un apparecchio fotografico stagno,  l’apparecchio era totalmente scafandrato e fu utilizzato da Cousteau per le sue prime fotoriprese per i mari del mondo. Dopo il lancio sul mercato del prodotto si fece avanti una grossa azienda giapponese che ne acquistò il brevetto dopo aver pensato di apportare delle piccole modifiche alla Calypso. Era nata la prima NIKONOS, e l’azienda che l’aveva acquistata era la NIKON. Dopo il primo modello ne vennero realizzate 5 serie, prodotte in migliaia di esemplari. Grazie alla NIKONOS si apre la porta alla fotografia subacquea moderna.


Cavalluccio marino

Poiché la fotografia subacquea viene spesso eseguita durante le immersioni subacquee, è importante che il fotografo subacqueo sia sufficientemente esperto in modo che rimanga un’attività ragionevolmente sicura. Una buona tecnica subacquea migliora anche la qualità delle immagini, poiché la vita marina ha meno probabilità di essere spaventata da un subacqueo calmo e l’ambiente ha meno probabilità di essere danneggiato o disturbato da un subacqueo competente in galleggiabilità, assetto e abilità di manovra. Le guide forniscono corsi per aiutare a migliorare le abilità subacquee dei subacquei e le abilità fotografiche subacquee. Sono necessarie buone abilità per evitare di danneggiare l’ambiente durante le manovre vicino a soggetti bentonici sui reef. Alcuni fotografi subacquei sono stati implicati in danni alla barriera corallina. 

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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