Il Giornale dei MARINAI News La mazzancolla – Penaeus kerathuru

La mazzancolla – Penaeus kerathuru

Mazzancolle
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Conosciuta con il nome volgare di mazzancolla mediterranea o gambero imperiale, la specie Penaeus kerathurus appartiene alla famiglia dei Paenidae.

In ogni regione italiana sembra abbia un nome diverso : gambero mazzincognu in Calabria, Mazzacuogno o gammero ‘è funnale in Campania, anocra sparnocchia in Liguria o Ganzo nel Veneto.

  • Gambero grande fino a 20 cm
  • Bordo del ventaglio caudale celeste
  • Corpo beige con bande trasversali scure, che formano macchie separate sui lati del corpo
  • Rostro corto leggermente sporgente dagli occhi
  • Tre le prime paia di zampe piccole tenaglie

Sebbene molto simile a diverse specie tropicali la P. kerathurus è endemica del Mediterraneo ove è estremamente apprezzata in cucina.

Con colori tenui tendenti al rosa/arancio e bande marroni rossastre che si alternano sul carapace, la mazzancolla vive su fondali sabbiosi dai 10 ai 50m di profondità. Eccezionalmente la specie è stata registrata a profondità variabili tra 100 e 640 m nel Canale di Sicilia.

Un gambero che vive infossato durante le ore del giorno da cui esce dopo il tramonto per nutrirsi.  Questo gambero è di taglia grande : la lunghezza totale, dalla punta del rostro alla punta del telson  è al massimo, nei maschi, di 18 cm (solitamente da 11 a 14 cm) e nelle femmine di 22,5 cm (solitamente da 13 a 17 cm).

Mazzancolla
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Alimentazione

La mazzancolla mediterranea è un predatore attivo con bassa selettività per le sue prede. Ha una dieta diversificata e consuma principalmente molluschi, crostacei e policheti.

Il sesso

Alcuni studi suggeriscono che questa specie cambi sesso durante la sua vita. Sarebbe quindi un’ermafrodita protendrica  (prima maschio il primo anno di vita e poi femmina), ma questo non è realmente provato. Un’alta percentuale di femmine matura da maggio a luglio nel Mar Egeo.  La deposizione delle uova nel Mediterraneo avviene a seconda della temperatura locale tra maggio e novembre; si effettua di notte in acque libere. Il numero di uova deposte varia tra 100.000 e 800.000 a seconda della taglia delle femmine.

Le larve passano attraverso gli stadi nauplio, zoe e mysis prima di trasformarsi in giovani. Le larve sono planctoniche e restano vicine alla costa fino a raggiungere il primo stadio post-larvale; poi abbandonano la loro vita planctonica e diventano bentonici, vivendo nella zona litoranea.

Possono vivere dai 2 a 3 anni.

Negli adulti il sesso è facilmente distinguibile per la presenza del petasma nei maschi e del thelycum nelle femmine, entrambi posti ventralmente tra carapace ed addome.

Biologia

La mazzancolla compie spostamenti (piccole migrazioni) legati alla riproduzione. I giovani si spostano verso acque relativamente calde e con bassa salinità ricche di plancton dove possono crescere rapidamente. Quindi, lasciano le lagune costiere per andare in mare dove terminano la loro crescita e si riproducono.

Dal punto di vista comportamentale, questa specie presenta due fasi di attività molto distinte. Di giorno gli animali sono immobili, sepolti nel sedimento e in uno stato metabolico basso (“dormono”). Di notte, gli animali sono attivi.

La mazzancolla in cucina

Carni pregiate e molto delicate. Abbastanza difficile da trovare nella grande distribuzione in quanto rimpiazzata dalla mazzancolla tropicale. La mazzancolla mediterranea contiene il 15% di proteine, pochi grassi e basso apporto energetico come anche i tenori di grassi e glucidi. Ricca invece di fosforo, calcio e ferro.

L’allevamento della Mazzancolla è stata in qualche modo sviluppata negli anni ’80; la produzione complessiva di Penaeus kerathurus ha raggiunto 7.700 tonnellate nel 2000 e 6.655 tonnellate nel 2005.

Nel Mediterraneo, le popolazioni di P. kerathurus sono in declino a causa dell’invasione di specie di peneidi originarie del Mar Rosso come Marsupenaeus japonicus e Metapenaeus monoceros in Tunisia. La mazzancolla è quasi scomparso lungo tutta la costa orientale del Mediterraneo, nel sud della Turchia e fino al Mar Egeo. La gestione e la protezione di questa specie è piuttosto difficile di fronte a questo tipo di minaccia.

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