Colori, profondità e visione subacquea nel mondo acquatico

La vista è uno dei sensi fondamentali per i pesci, ma la domanda che molti si pongono è: come ci vedono davvero i pesci? Vedono a colori? In bianco e nero? E quelli che vivono in profondità… sono davvero ciechi?

In questo articolo rispondiamo a tutte le domande più comuni sulla visione dei pesci, con l’aiuto della biologia sensoriale e della fisiologia comparata.


La vista nei pesci: quanto vedono?

La vista consente ai pesci di percepire oggetti vicini, ma la sua efficacia diminuisce rapidamente con la distanza, soprattutto sott’acqua. In condizioni ideali, in acque limpide, un pesce può vedere fino a circa 40 metri, ma nella maggior parte degli ambienti la visibilità si riduce a pochi metri.

Nonostante ciò, la vista è fondamentale per la sopravvivenza, soprattutto nei pesci che abitano ambienti costieri ricchi di luce. Non è un caso se proprio in queste aree si osservano colorazioni brillanti e appariscenti, utilizzate per la comunicazione sociale o riproduttiva.


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I colori che vedono i pesci: tutto dipende dalla profondità

Pesci di superficie: spettro ampio

I pesci che vivono in acque superficiali e costiere sono esposti a uno spettro di luce più completo. Di conseguenza, i loro occhi presentano fotopigmenti sensibili a lunghezze d’onda tra i 450 e i 650 nm, ovvero dal blu al rosso-arancio.

Questi pesci vedono a colori, con una buona capacità di distinguere sfumature e contrasti, utile per riconoscere partner, rivali o predatori.

Pesci di profondità: visione selettiva

Nei pesci che vivono nelle profondità pelagiche o oceaniche, la luce rossa e arancione viene completamente assorbita entro i primi 100 metri. A quelle profondità restano solo blu e verde, le uniche lunghezze d’onda che penetrano nell’oscurità.

Per questo motivo, questi pesci possiedono rodopsina e altri pigmenti visivi specializzati per assorbire luce tra 450 e 550 nm (blu-verde). La loro vista è spesso monocromatica, ma molto efficace anche in condizioni di luce quasi assente.

I pesci di profondità sono ciechi?
? Non proprio. Alcune specie abissali hanno occhi estremamente ridotti o addirittura assenti (cieche nel senso anatomico), ma la maggior parte non è cieca: ha semplicemente sviluppato organi visivi adattati a vedere in penombra, con una sensibilità luminosa estremamente elevata.


Adattamenti speciali: pesci migratori e visione selettiva

Esistono specie che compiono migrazioni verticali quotidiane, risalendo in superficie di notte e tornando in profondità di giorno. Questi pesci devono affrontare ambienti con luminosità molto variabile. Come fanno?

Molti di loro possiedono diversi tipi di fotorecettori, che permettono di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di luce. In alcuni casi, i pigmenti visivi non sono sintonizzati perfettamente con lo spettro ambientale. Questo apparente paradosso ha una spiegazione interessante:

vedere “fuori fase” rispetto alla luce dominante permette di accentuare il contrasto e individuare più facilmente oggetti come prede o ostacoli.


Ma allora… come ci vedono i pesci?

Dipende dalla specie e dall’ambiente, ma possiamo riassumere così:

Tipo di pesceProfondità tipicaVisioneColori percepiti
Pesci costieri diurni (es. labridi, pesci pagliaccio)0–30 mA colori, buona risoluzioneDal blu al rosso
Pesci pelagici (es. tonno, sgombro)0–200 mSensibili al blu-verdeBlu, verde, poco rosso
Pesci abissali (es. pesci lanterna)>200 mAlta sensibilità, visione monocromaticaSolo blu-verde, no colori
Pesci migratori verticalivariabile (0–500 m)Polimorfismo visivo adattativoVaria in base alla profondità

I pesci non vedono come noi, ma ciò non significa che vedano “peggio”. Al contrario, hanno evoluto soluzioni straordinarie per affrontare le sfide visive del mondo subacqueo. C’è chi vede a colori per corteggiare, chi distingue forme anche nel buio abissale, e chi cambia “occhi” a seconda della profondità.

La visione nei pesci è il risultato di milioni di anni di adattamento, una finestra evolutiva che ci ricorda quanto il mondo marino sia ancora pieno di meraviglie da scoprire.

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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