Schiusa delle uova del nido di tartaruga più a nord del Mediterraneo

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Si conclude con un lieto fine la storia della tartaruga che lo scorso 30 luglio ha nidificato alla Baia Flaminia di Pesaro, nidificazione che è ha attratto su di sé tantissima attenzione perché la più a nord in Mediterraneo (e in Europa) mai segnalata.

Stamattina hanno preso la strada di casa gli ultimi 6 piccoli di tartaruga, nati dalle uova messe in incubatrice dopo che erano state recuperate dal nido allagato durante la mareggiata lo scorso giovedì 3 ottobre, che aveva costretto lo staff della Fondazione Cetacea a prendere la difficile decisione di aprire il sito di deposizione e salvare piccoli e uova rimasti intrappolati. Questa conclusione fa tirare un respiro di sollievo allo staff dell’associazione riccionese, che le ha accompagnate in questo ultimo viaggio insieme al veterinario Nicola Ridolfi, che se n’è preso cura alla clinica veterinaria Gaudenzi di Pesaro fin dal momento del recupero.

Traendo le somme, di un totale di 69 fra uova e tartarughe recuperate in modo emergenziale lo scorso giovedì,  38 sono state rilasciate in salute,  mentre 19 uova non erano fecondate. Sui restanti 12 esemplari perduti verranno fatti degli accertamenti per approfondire quanto accaduto, ciò che è certo è che nelle circostanze tragiche di questa schiusa, oltre le già evidenti difficoltà incontrate nei due mesi di incubazione a causa dell’abbassamento delle temperature e dei rovesci atmosferici, il 76% di natalità è un ottimo risultato al di sopra della media nazionale.

Sono tantissimi i grazie doverosi in questo momento” conclude Sauro Pari, presidente di Fondazione Cetacea “Andrea Gentiletti della Teknoservice che ha individuato il nido e ci ha aiutato a proteggerlo, la Capitaneria di Porto e in particolar modo il Guardiamarina Alfano che ci ha supportato in questi ultimi momenti drammatici, il Parco del San Bartolo e in particolare Laurent Sonet che è stato nostro compagno in questa avventura, l’assessore Heidi Morotti e il Comune di Pesaro, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e in particolare la Dott.ssa Sandra Hochscheid, la dott.ssa Luana Papetti di Tartamare, Filippo Sparacca del Bagno Joe Amarena per il supporto tecnico e logistico, Alessandro Mazza che ha documentato la nostra avventura, la Clinica Veterinaria dott. Giovanni Gaudenzi, l’Associazione Benessere Animale e la Clinica Veterinaria Modena Sud, la dott.ssa ecografista Flavia Iorio, la Croce Rossa Italiana per la tenda indispensabile per il presidio durato oltre due mesi, lo Stuchin del Port per il supporto “mangereccio”, l’Hotel Baia Flaminia, il Centro Computer Pesaro per averci messo a disposizione la telecamera per monitorare il nido, i residenti di Baia Flaminia che si sono “coinvolti” portando generi di conforto vari a chi era impegnato nei lunghi turni al nido, i volontari di Fondazione Cetacea, Protezione Civile, Sea Shepherd, OIPA, ENPA, LIPU, Giacche Verdi, Sub Tridente, WWF, AFNI e Legambiente, e gli altri più di 200 volontari che si sono alternati durante i turni e ci hanno permesso di mantenere il presidio h 24 per ben oltre due mesi.”

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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