Posidonia oceanica (L.) Delile, 1813 è una fanerogama marina endemica del Mar Mediterraneo: non un’alga, ma una vera pianta con radici, fusto rizomatoso e foglie nastriformi. Forma estese praterie sottomarine — i posidonieti — che rappresentano uno degli ecosistemi più produttivi e biodiversi del Mediterraneo, classificati come habitat prioritario dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE (habitat 1120).
Cos’è la Posidonia oceanica
La Posidonia oceanica appartiene alla famiglia delle Posidoniacee (Angiosperme monocotiledoni). Contrariamente all’equivoco comune, non è un’alga: produce fiori in autunno e frutti galleggianti in primavera, comunemente chiamati “olive di mare”. È l’unica specie del genere Posidonia presente nel bacino mediterraneo e la sua distribuzione è strettamente limitata a questo mare — caratteristica che la rende un simbolo ecologico unico al mondo.
Il corpo della pianta è organizzato in tre parti:
Foglie — nastriformi, lunghe fino a 1 metro, riunite in ciuffi di 6–7, sede di una ricca comunità epifita.
Radici — ancorano la pianta al fondale e assorbono nutrienti dall’acqua.
Rizoma — fusto modificato che cresce in senso orizzontale (plagiotropo, per colonizzare nuove aree) e verticale (ortotropo, per contrastare l’insabbiamento progressivo).

Dove vive: distribuzione e profondità
La Posidonia oceanica colonizza fondali sabbiosi e rocciosi delle coste mediterranee, dalla superficie fino a circa 40–45 metri di profondità, con il limite inferiore determinato dalla disponibilità di luce. In acque particolarmente limpide — come quelle di alcune aree marine protette del Mediterraneo meridionale — può spingersi oltre i 40 metri.
È assente dal Mar Nero e dal Mar Rosso; la sua presenza è esclusiva del Mediterraneo, dove forma praterie continue che possono estendersi per centinaia di ettari. La prateria più grande al mondo è stata identificata nelle Baleari, tra Formentera e Ibiza: un unico clone di circa 700 km², datato tramite marcatori genetici a oltre 100.000 anni di età.

La Posidonia possiede le stesse caratteristiche delle piante terrestri, vale a dire che ha delle radici, un fusto rizomatoso e delle lunghe foglie a nastro che raggiungono il metro di lunghezza. Fiorisce in autunno e in primavera produce frutti galleggianti volgarmente chiamati “olive di mare”.
Le praterie di Posidonia: struttura e importanza ecologica
Il posidonieto è la comunità climax del Mar Mediterraneo: il massimo livello di complessità e stabilità raggiungibi da un ecosistema marino costiero mediterraneo. Ogni ettaro di prateria:
- Produce tra 4 e 20 litri di ossigeno al giorno per metro quadrato.
- Ospita oltre 400 specie animali e più di 1.000 specie vegetali.
- Funge da nursery per decine di specie ittiche commercialmente importanti (spigola, orata, sparidi).
- Protegge le coste dall’erosione, dissipando l’energia del moto ondoso.
- Accumula carbonio nel sedimento (blue carbon), con un ruolo significativo nel ciclo del CO₂.
La matte: cos’è e come si forma
Uno degli elementi morfologici più caratteristici del posidonieto è la matte (termine francese adottato in tassonomia marina): una struttura compatta formata dall’intreccio di rizomi morti, radici e sedimento intrappolato, che si accumula nel tempo con crescita verticale lentissima — circa 1 cm per anno. Le matte raggiungono spessori di diversi metri nelle praterie più antiche e costituiscono un vero e proprio substrato vivente, sede di biodiversità e riserva di carbonio organico.
Le “palle di mare” che si trovano comunemente sulle spiagge mediterranee — chiamate egagropili — sono frammenti di foglie e rizomi di Posidonia modellati a sfera dall’azione del moto ondoso. Non sono rifiuti: sono un prodotto naturale del ciclo biologico della prateria.

Diversamente da come si possa pensare, quell’ammasso vegetale maleodorante che vediamo spiaggiato dopo forti mareggiate non sono alghe ma bensì le foglie cadute di piante superiori. Comunemente chiamata Posidonia, questa fanerogama marina vive nel piano infra-litorale (Da 0 a 40 metri) ovvero dove arriva ancora il 10% di incidenza della luce. Si insedia su substrati mobili, talvolta misti tra sabbia e fango, intrappolando i sedimenti in una struttura fibrosa chiamata “Matte” (costituita da una trama di radici, rizomi e sedimento). Le matte si creano grazie ai rizomi che si intrecciano tra di essi intrappolando all’interno il sedimento. La matte ha un ritmo di crescita molto lento stimato in circa 1 m al secolo.

Minacce e stato di conservazione
La Posidonia oceanica è specie protetta ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE (habitat prioritario 1120) e il suo danneggiamento è sanzionato dalla normativa italiana e comunitaria. Nonostante questa tutela, le praterie sono in regressione su scala mediterranea per cause molteplici:
- Ancoraggi incontrollati — le àncore e le catene dei natanti strappano fisicamente i rizomi. Il WWF ha stimato che nel solo 2024 siano andati perduti almeno 50.000 ettari di praterie nel Mediterraneo a causa degli ancoraggi, in particolare di imbarcazioni superiori ai 24 metri.
- Pesca a strascico illegale — vietata sotto costa ma ancora praticata, devasta la struttura tridimensionale della matte.
- Specie aliene invasive — Caulerpa taxifolia e Caulerpa racemosa, introdotte accidentalmente, competono con la Posidonia su vaste aree.
- Inquinamento e torbidità — la riduzione della trasparenza dell’acqua limita la fotosintesi, abbassando il limite inferiore della prateria.
- Cambiamenti climatici — l’aumento della temperatura e l’acidificazione del mare alterano le condizioni ottimali di crescita.
In Italia, ISPRA ha avviato a partire dal 2023 la mappatura ad alta risoluzione dell’intero litorale costiero per documentare lo stato di salute delle praterie, nell’ambito del progetto finanziato dal PNRR. I dati preliminari confermano danni evidenti soprattutto in Sardegna e Sicilia nelle zone più frequentate dalla nautica da diporto. La Francia ha già introdotto zone di interdizione per imbarcazioni superiori ai 24 metri entro 300 metri dalla costa; in Italia norme equivalenti sono ancora assenti.
La Posidonia oceanica è inoltre un eccellente bioindicatore della qualità delle acque costiere: la sua rarefazione o scomparsa in un’area è un segnale diretto di degrado ambientale, riconosciuto nei protocolli di monitoraggio della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina (MSFD 2008/56/CE).

Una minaccia crescente per i posidonieti mediterranei viene dalle specie aliene invasive: in particolare due alghe tropicali introdotte accidentalmente nel Mediterraneo — Caulerpa taxifolia e Caulerpa racemosa — stanno progressivamente soppiantando la Posidonia in diverse aree costiere, grazie a una capacità di crescita e colonizzazione molto superiore. Il fenomeno rientra nel più ampio problema delle specie alloctone invasive (IAS) nel Mediterraneo, che rappresenta oggi una delle principali cause di perdita di biodiversità marina nel nostro bacino.
Tra le specie animali che si trovano all’interno della posidonieti, troviamo diverse specie di pesci come saraghi, cernie, orate e serranidi, ma anche molluschi come le patelle e i mitili. Inoltre, le praterie di Posidonia oceanica sono il luogo di riproduzione di numerose specie marine, tra cui molte specie di cefalopodi.
Anche la vegetazione che si trova all’interno delle posidonieti è molto varia e costituisce una parte importante dell’habitat. Tra le specie vegetali più comuni troviamo alghe verdi, brune e rosse, così come anche piante vascolari come Zoostera marina e Cymodocea nodosa.
L’ecosistema creato dalle posidonieti è molto fragile e sensibile agli impatti antropici come l’inquinamento, la pesca eccessiva e la distruzione dell’habitat. Per questo motivo, molte aree di prateria sono state dichiarate riserve naturali e sono soggette a specifiche normative per la loro protezione e conservazione.
I rizomi della Posidonia oceanica
I rizomi della posidonia oceanica sono parte integrante del sistema radicale della pianta. I rizomi sono strisce sottili e ramificate che si sviluppano horizontalmente sotto la superficie del fondale marino, consentendo alla pianta di stabilizzarsi e di assorbire nutrienti dal terreno circostante.
I rizomi della posidonia oceanica sono particolarmente importanti per la conservazione dell’habitat marino. Essi agiscono come ancoraggi naturali che contribuiscono a proteggere le spiagge dalle erosioni costiere. Inoltre, questi rizomi hanno la capacità di intrappolare particelle sospese nell’acqua, contribuendo così a migliorare la qualità dell’acqua nelle zone costiere.
I rizomi della posidonia oceanica sono anche un importante serbatoio di carbonio. La pianta, infatti, è in grado di assorbire grandi quantità di anidride carbonica dall’acqua e di immagazzinarla nei suoi tessuti, compresi i rizomi, contribuendo così a mitigare l’impatto del cambiamento climatico.
La matte della Posidonia

La formazione di una struttura chiamata matte è dovuta all’accrescimento verticale dei rizomi della posidonia oceanica. La matte è costituita da un intreccio di rizomi morti e radici, intrappolando il sedimento tra di essi, e solo la parte sommitale di queste strutture è formata da piante vive.
La formazione delle mattes dipende principalmente dalla velocità di sedimentazione; un’alta velocità può portare all’eccessivo insabbiamento dei rizomi e al loro soffocamento, mentre una sedimentazione troppo lenta può portare allo scalzamento dei rizomi e alla regressione della prateria. Poiché la velocità di decomposizione dei rizomi è molto lenta, questi possono rimanere intrappolati all’interno della matte per millenni.
Tuttavia, la crescita della matte avviene molto lentamente, con un tasso stimato di circa 1 metro al secolo.
L’importanza delle banquette
Forma delle vaste praterie ricche di vita che brulica sotto le verdi foglie. Le foglie della Posidonia oceanica attenuano le onde, riducendo l’energia verso le spiagge e la Matte riduce la pendenza della spiaggia sommersa. Detta “Il polmone del mediterraneo” per la quantità di ossigeno prodotta, costituisce una vera e propria “comunità climax” ovvero il culmine di un processo di mutazione dell’ambiente fisico. Soprattutto in inverno ci accorgiamo di questa pianta, quando guardando il litorale scorgiamo le foglie della Posidonia spiaggiate, trasportate dal moto ondoso a riva. Queste foglie che visibilmente ricoprono il litorale formano una struttura detta “banquette”. La presenza di queste strutture scoraggia i turisti e in generale la maggior parte dei fruitori di quel tratto di mare definendolo “sporco”.

Sovente le amministrazioni tendono a rimuovere le banquette di Posidonia dopo le richieste dei turisti per renderle più gradevoli e pulite.
Questo lavoro viene effettuato tramite mezzi meccanici, che asportano oltre alle foglie anche grandi quantitativi di sabbia arrecando seri danni al litorale. Le esigenze dell’uomo portano ad avere dei fenomeni di erosione della costa, in molti tratti di spiaggia si è potuto osservare come il limite inferiore di costa sia regredito in alcuni casi anche di parecchi metri.
Certo che le cause della rimozione delle foglie spiaggiate sono diverse, ma l’erosione è tra quelle che hanno un impatto ambientale rilevante. Il problema è stato già affrontato e regolamentato in Australia, dove vi sono delle vaste praterie di Posidonia. La rimozione delle banquette in inverno e primavera priva le spiagge della protezione delle banquette, esponendole a modificazioni dovute all’azione delle mareggiate. La rimozione deve essere pianificata nel periodo estivo, in cui è minore la probabilità che si verifichino eventi meteomarini estremi. Bisogna quindi portare avanti una campagna si sensibilizzazione verso i turisti e tutti coloro che usufruiscono dei litorali. Una buona regolamentazione e un po’di buon senso possono ancora aiutare l’ ecosistema a difendersi.
Riproduzione

La posidonia oceanica è una pianta marina che si riproduce sessualmente ed asessualmente per stolonizzazione. La riproduzione avviene attraverso la produzione di fiori maschili e femminili che sono portati dalle piante maschili e femminili rispettivamente.
La fioritura avviene in primavera e la fecondazione avviene nell’acqua. I semi prodotti dalle piante femminili vengono trasportati dall’acqua per una distanza di pochi chilometri e, se trovano un substrato adatto, si insediano e germinano. La germinazione dei semi può avvenire entro pochi mesi o anche diversi anni dopo la loro dispersione.
La posidonia oceanica può anche riprodursi vegetativamente attraverso la crescita di nuovi rizomi e la formazione di nuove piante. Inoltre, la posidonia oceanica può produrre nuove gemme laterali, che possono svilupparsi in nuove piante.
La riproduzione della posidonia oceanica è un processo delicato e influenzato da molti fattori ambientali, come la temperatura dell’acqua, la disponibilità di nutrienti e la qualità dell’acqua. Pertanto, la conservazione di questa importante specie marina è fondamentale per garantire la riproduzione e la sopravvivenza della posidonia oceanica e delle comunità marine ad essa associate.
Come salvaguardare le praterie
La pesca a strascico che ara i fondali, la costruzione di dighe ed il rinascimento delle spiagge stanno riducendo i posidonieti in Mediterraneo.

Purtroppo, la posidonia oceanica è minacciata da numerose attività umane, tra cui la pesca, l’inquinamento e il cambiamento climatico. La pesca a strascico e le ancore delle barche possono danneggiare i prati di posidonia, mentre l’inquinamento dell’acqua può intossicare le piante e uccidere la fauna marina associata. Il cambiamento climatico sta inoltre causando un aumento della temperatura dell’acqua e un’acidificazione degli oceani, che possono avere effetti negativi sulla posidonia.
Per proteggere la posidonia oceanica, sono state implementate diverse misure di conservazione, tra cui la creazione di parchi marini protetti, la regolamentazione della pesca e la promozione di pratiche di navigazione sostenibili. Inoltre, gli sforzi per ridurre l’inquinamento delle acque e mitigare il cambiamento climatico sono essenziali per garantire la sopravvivenza di questa importante specie marina.
Domande frequenti sulla Posidonia oceanica
Cos’è la Posidonia oceanica?
La Posidonia oceanica è una fanerogama marina — una vera pianta con fiori e frutti — endemica del Mar Mediterraneo. Forma praterie sottomarine dette posidonieti, classificate come habitat prioritario dall’Unione Europea per la loro straordinaria importanza ecologica.
La Posidonia oceanica è un’alga o una pianta?
È una pianta vera e propria, non un’alga. Appartiene alle Angiosperme monocotiledoni, produce fiori in autunno e frutti galleggianti in primavera (le cosiddette “olive di mare”), e possiede radici, fusto rizomatoso e foglie differenziate.
Dove vive la Posidonia oceanica?
Vive esclusivamente nel Mar Mediterraneo, su fondali sabbiosi e rocciosi dalla superficie fino a 40–45 metri di profondità. È una specie endemica: non esiste in nessun altro mare o oceano del mondo.
Cosa sono le matte di Posidonia?
La matte è una struttura compatta formata dall’accumulo di rizomi morti, radici e sedimento, che cresce verticalmente di circa 1 cm per anno. Rappresenta una delle strutture biologiche più longeve del Mediterraneo e un importante serbatoio di carbonio organico.
La Posidonia oceanica è protetta dalla legge?
Sì. È specie protetta ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE (habitat prioritario 1120). Danneggiare le praterie — attraverso ancoraggi, pesca a strascico o scarichi inquinanti — è sanzionato dalla normativa europea e italiana.
Cosa sono le palle di Posidonia che si trovano in spiaggia?
Sono gli egagropili: aggregati sferici di fibre di foglie e rizomi di Posidonia modellati dal moto ondoso. Non sono rifiuti né alghe morte, ma un prodotto naturale del ciclo biologico della prateria, utili per la protezione della spiaggia dall’erosione.
Oggi le praterie di Posidonia sono in regressione, e a causare tale declino non è soltanto l’uomo ma anche uno dei nemici numero uno della Posidonia. Si tratta dell’alga tropicale Caulepra, un’alga invasiva che occupa lo spazio ecologico della Posidonia e che partecipa alla regressione di quest’ultima.
Domande frequenti
La posidonia è un’alga?
No, è una vera pianta marina con radici, fusto e foglie.
Perché la posidonia è importante?
È fondamentale per l’ecosistema marino perché produce ossigeno e offre habitat a molte specie.
Dove si trova la posidonia?
Solo nel Mar Mediterraneo, su fondali sabbiosi e acque limpide.
Perché è protetta?
Perché cresce lentamente ed è molto sensibile ai danni causati dall’uomo.


