La Posidonia oceanica, la pianta marina polmone del Mediterraneo

Il Giornale dei MARINAI Biologia marinaLa Posidonia oceanica, la pianta marina polmone del Mediterraneo
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La Posidonia oceanica è una pianta marina appartenente alla famiglia delle angiosperme.  Si Tratta di una pianta marina superiore importantissima per la produzione di ossigeno in mare e per dare riparo a tantissime specie bentoniche. Endemica del Mar Mediterraneo la Posidonia oceanica forma delle praterie su fondali sino a 40m ovvero dove arriva ancora la luce.  

I grandi posidonieti sono importantissimi perché riescono a catturare l’anidride carbonica dell’atmosfera. Oggi però questa pianta marina superiore è in pericolo a causa dell’inquinamento e degli ancoraggi scriteriati da parte dei diportisti. Per tale motivo i la Posidonia è considerata specie protetta ai sensi della Direttiva Habitat 92/43 CEE (come habitat prioritario)

Posidonia Oceanica

La Posidonia possiede le stesse caratteristiche delle piante terrestri, vale a dire che ha delle radici, un fusto rizomatoso e delle lunghe foglie a nastro che raggiungono il metro di lunghezza. Fiorisce in autunno e in primavera produce frutti galleggianti volgarmente chiamati “olive di mare”.

Diversamente da come si possa pensare, quell’ammasso vegetale maleodorante che vediamo spiaggiato dopo forti mareggiate non sono alghe ma bensì le foglie cadute di piante superiori. Comunemente chiamata Posidonia, questa fanerogama marina vive nel piano infra-litorale (Da 0 a 40 metri) ovvero dove arriva ancora il 10% di incidenza della luce. Si insedia su substrati mobili, talvolta misti tra sabbia e fango, intrappolando i sedimenti in una struttura fibrosa chiamata “Matte” (costituita da una trama di radici, rizomi e sedimento). Le matte si creano grazie ai rizomi che si intrecciano tra di essi intrappolando all’interno il sedimento. La matte ha un ritmo di crescita molto lento stimato in circa 1 m al secolo.

La Posidonia possiede le stesse caratteristiche delle piante terrestri, vale a dire che ha delle radici, un fusto rizomatoso e delle lunghe foglie a nastro che raggiungono il metro di lunghezza.
Posidonia oceanica
La posidonia fiorisce in autunno e in primavera produce frutti galleggianti volgarmente chiamati “olive di mare”.

L’importanza delle banquette

Forma delle vaste praterie ricche di vita che brulica sotto le verdi foglie. Le foglie della Posidonia oceanica attenuano le onde, riducendo l’energia verso le spiagge e la Matte riduce la pendenza della spiaggia sommersa. Detta “Il polmone del mediterraneo” per la quantità di ossigeno prodotta, costituisce una vera e propria “comunità climax” ovvero il culmine di un processo di mutazione dell’ambiente fisico. Soprattutto in inverno ci accorgiamo di questa pianta, quando guardando il litorale scorgiamo le foglie della Posidonia spiaggiate, trasportate dal moto ondoso a riva. Queste foglie che visibilmente ricoprono il litorale formano una struttura detta “banquette”. La presenza di queste strutture scoraggia i turisti e in generale la maggior parte dei fruitori di quel tratto di mare definendolo “sporco”.

Una banquette di POsidonia

Sovente le amministrazioni tendono a rimuovere le banquette di Posidonia dopo le richieste dei turisti per renderle più gradevoli e pulite.

Questo lavoro viene effettuato tramite mezzi meccanici, che asportano oltre alle foglie anche grandi quantitativi di sabbia arrecando seri danni al litorale. Le esigenze dell’uomo portano ad avere dei fenomeni di erosione della costa, in molti tratti di spiaggia si è potuto osservare come il limite inferiore di costa sia regredito in alcuni casi anche di parecchi metri.

Certo che le cause della rimozione delle foglie spiaggiate sono diverse, ma l’erosione è tra quelle che hanno un impatto ambientale rilevante. Il problema è stato già affrontato e regolamentato in Australia, dove vi sono delle vaste praterie di Posidonia. La rimozione delle banquette in inverno e primavera priva le spiagge della protezione delle banquette, esponendole a modificazioni dovute all’azione delle mareggiate. La rimozione deve essere pianificata nel periodo estivo, in cui è minore la probabilità che si verifichino eventi meteomarini estremi. Bisogna quindi portare avanti una campagna si sensibilizzazione verso i turisti e tutti coloro che usufruiscono dei litorali. Una buona regolamentazione e un po’di buon senso possono ancora aiutare l’ ecosistema a difendersi.

Come salvaguardare le praterie

I danni provocati alla posidonia dagli ancoraggi

La pesca a strascico che ara i fondali, la costruzione di dighe ed il rinascimento delle spiagge stanno riducendo i posidonieti in Mediterraneo.

Oggi le praterie di Posidonia sono in regressione, e a causare tale declino non è soltanto l’uomo ma anche uno dei nemici numero uno della Posidonia. Si tratta dell’alga tropicale Caulepra, un’alga invasiva che occupa lo spazio ecologico della Posidonia e che partecipa alla regressione di quest’ultima.

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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