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Posidonia Oceanica “Croce e Delizia” delle nostre coste

Diversamente da come si possa pensare, quell’ammasso vegetale maleodorante che vediamo spiaggiato dopo forti mareggiate non sono alghe ma bensì le foglie cadute di piante superiori. Comunemente chiamata Posidonia, questa fanerogama marina vive nel piano infra-litorale (Da 0 a 40 metri) ovvero dove arriva ancora il 10% di incidenza della luce.Si insedia su substrati mobili, talvolta misti tra sabbia e fango, intrappolando i sedimenti in una struttura fibrosa chiamata “Matte” (costituita da una trama di radici, rizomi e sedimento).

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Forma delle vaste praterie ricche di vita che brulica sotto le verdi foglie. Le foglie della Posidonia oceanica attenuano le onde, riducendo l’energia verso le spiagge e la Matte riduce la pendenza della spiaggia sommersa. Detta “Il polmone del mediterraneo” per la quantità di ossigeno prodotta, costituisce una vera e propria “comunità climax” ovvero il culmine di un processo di mutazione dell’ambiente fisico. Soprattutto in inverno ci accorgiamo di questa pianta, quando guardando il litorale scorgiamo le foglie della Posidonia spiaggiate, trasportate dal moto ondoso a riva. Queste foglie che visibilmente ricoprono il litorale formano una struttura detta “banquette”. La presenza di queste strutture scoraggia i turisti e in generale la maggior parte dei fruitori di quel tratto di mare definendolo “sporco”.

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Sovente le amministrazioni tendono a rimuovere le banquette di Posidonia dopo le richieste dei turisti per renderle più gradevoli e pulite.

Questo lavoro viene effettuato tramite mezzi meccanici, che asportano oltre alle foglie anche grandi quantitativi di sabbia arrecando seri danni al litorale. Le esigenze dell’uomo portano ad avere dei fenomeni di erosione della costa, in molti tratti di spiaggia si è potuto osservare come il limite inferiore di costa sia regredito in alcuni casi anche di parecchi metri.

Certo che le cause della rimozione delle foglie spiaggiate sono diverse, ma l’erosione è tra quelle che hanno un impatto ambientale rilevante. Il problema è stato già affrontato e regolamentato in Australia, dove vi sono delle vaste praterie di Posidonia. La rimozione delle banquette in inverno e primavera priva le spiagge della protezione delle banquette, esponendole a modificazioni dovute all’azione delle mareggiate. La rimozione deve essere pianificata nel periodo estivo, in cui è minore la probabilità che si verifichino eventi meteomarini estremi. Bisogna quindi portare avanti una campagna si sensibilizzazione verso i turisti e tutti coloro che usufruiscono dei litorali. Una buona regolamentazione e un po’di buon senso possono ancora aiutare l’ ecosistema a difendersi.

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