Amo : meglio tagliare o slamare ?

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Una domanda che ci siamo posti un po’ tutti durante le nostre battute di pesca. Cosa accade se lasciamo l’amo all’interno del pesce ?

Da qualche tempo i ricercatori si sono interessati a questo aspetto etico della pesca per fare un po’ di chiarezza e dettare delle linee guida per la manipolazione della preda.

Sappiamo tutti che allamare un pesce nelle branchie, nell’intestino o magari nella vescica natatoria riduce notevolmente la sopravvivenza del pesce. Per tale motivo si devono preferire ami tipo circle che non penetrano in profondità o ancora meglio senza ardiglione per non creare danni alle pareti interne del pesce. Una ricerca ha dimostrato che è meglio non slamare il pesce se gli ami sono penetrati in profondità. Tagliare la lenza all’altezza della bocca aumenta le possibilità di sopravvivenza del pesce. I ricercatori hanno raccolto dati sulla pasca di una specie di pagro, il Pagrus auratus. I risultati sono confortanti. Ben il 77% dei pesci rilasciati con l’amo conficcato in profondità è sopravvissuto e che la maggior parte dei pesci hanno perso l’amo dopo circa 9 giorni.  Stessa cosa per le corifene, i pesci a cui è stato lasciato l’amo in gola hanno avuto una sopravvivenza pari all’ 85% e dopo circa un mese tutti gli ami sono stati eliminati dal pesce stesso.

pesce con amo in pancia
Questa immagine mostra un pesce con un amo di dimensione del 2/0 conficcato nello stomaco. Questo pesce si nutriva voracemente anche con l’amo nella cavità peritoneale.

Ovviamente i pesci a cui è stato lasciato l’amo nello stomaco possono perdere energie ed avere ritmi più lenti del normale. Per tale motivo gli ami biodegradabili sono sempre consigliati.

I dati sugli squali pescati come cattura accessoria nella pesca con palangari del Pacifico hanno dimostrato come ami in acciaio inossidabile di taglia 10/0 resistano nella bocca degli squali circa 3 volte più a lungo per un periodo medio di circa 7 anni. Lo stesso studio dimostra come gli ami più piccoli e senza ardiglione vengano eliminati molto più rapidamente.

E cosa dire degli artificiali? Un altro studio ha dimostrato che su 50 lucci che sono ripartiti con l’artificiale in bocca solamente uno è morto. Questo studio è stato portato a termine grazie a degli artificiali costruiti con un trasmettitore radio all’interno. Tutti i pesci sopravvissuti sono riusciti ad eliminare l’artificiale dalla loro bocca entro 14 giorni dal rilascio.

Anche in questo caso, l’uso di ami senza ardiglione ha ridotto significativamente il tempo necessario al luccio per liberarsi dagli artificiali, mentre un altro dato interessante è stato che quei pesci che venivano allamati più profondamente tendevano a non essere attivi quanto quelli allamati superficialmente.

Questi risultati erano simili a quelli per il persico trota in Nord America, che ha dimostrato che il black-bass che aveva ingerito artificiali di gomma in genere espelleva l’esca entro 9 giorni dall’ingestione, o sputandolo o defecando. Il principale effetto dannoso che è stato notato per i bass che hanno ingerito esche è stata una temporanea riduzione del tasso di crescita, a causa di una temporanea riduzione dell’assunzione di cibo.

Adesso sappiamo cosa accade quando l’amo rimane nella pancia del pesce.

È incoraggiante sapere che i pesci possono sopravvivere con un amo in pancia. Quindi se l’amo è in pancia evitate al pesce sofferenze inutili, lasciate l’amo in pancia e tagliate la lenza. Aumenterete sicuramente le possibilità di sopravvivenza.

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

2 thoughts on “Amo : meglio tagliare o slamare ?”

  1. donato m mangialardo ha detto:

    finalmente la risposta ad un dilemma che mi porto dietro da 40 anni :)

  2. Andrea ha detto:

    Grazie per il consiglio, adesso so con certezza che anche se sembra una cosa brutta lasciare il pesce all’amato è sicuramente la cosa più giusta da fare.

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