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Come riconoscere le nuvole

Andar per mare vuol dire conoscere gli elementi che creano sinergie con esso, molte cose ci vengono spiegate, ma altre spesso riusciamo ad apprenderle soltanto vivendo il mare.

Capire le condizioni meteo-climatiche può essere a volte fondamentale per non ritrovarsi in situazioni critiche e si sa che in mare le precauzioni non sono mai troppe. Un validissimo aiuto nella formulazione delle condizioni meteoclimatiche è dato dall’ osservazione delle nuvole: la stabilità dell’ atmosfera, l’arrivo di una perturbazione, la pioggia sono tutti fenomeni che possono essere in qualche maniera previsti utilizzando le nuvole come chiavi di lettura.

nuvole-1 Nuvole: Impariamo a riconoscerleTutti noi “marinai” prima di salpare dal porto facciamo quel semplice gesto che consiste nel portarsi una mano alla fronte e scrutare il cielo, e senza rendercene conto riusciamo a formulare delle previsioni che influenzeranno il nostro viaggio. E’ successo a tutti di guardare l’orizzonte e di rimanere fermi in porto per l’arrivo un temporale, le nuvole sono il primo elemento valutativo nelle nostre analisi, ma è bene capire come si formano, che nome hanno e soprattutto quando possiamo fidarci.

Come si formano le nuvole

La formazione delle nuvole è data dall’ incontro di aria calda con aria fredda, sono il prodotto del brinamento del vapore acqueo contenuto nell’ atmosfera.
Sono costituite sostanzialmente da molecole di acqua allo stato solido o allo stato liquido a seconda delle temperatura che le circonda.
A temperature al di sopra di 0 °C le nuvole risultano costituite da minuscole particelle di acqua, con temperature inferiori ai – 40°C invece formano dei cristalli di ghiaccio. A temperature comprese tra i – 40 e lo 0°C possono mischiarsi particelle di acqua a cristalli di ghiaccio.

La nube: come si presenta

Due sono le forme caratteristiche di una nube, stratificate o a sviluppo verticale (Cumuliformi). Le nuvole stratificate si presentano schiacciate o compresse, invece le nuvole cumuliformi sono più allungate, queste due forme sono ulteriormente divise in dieci generi, quattordici specie e nove varietà.
Un’altra classificazione più scientifica sta nel riconoscere la nube in funzione della sua altezza rispetto al suolo. Per calcolare l’ altezza di una nube si utilizza un strumento detto “nefoipsometro”, strumento che certamente non farà mai parte delle nostre dotazioni di bordo per costi e dimensioni. Da secoli chi va per mare utilizza un sistema per riconoscere le nuvole detto “a vista”, cioè confrontare l’altezza della base delle nuvole rispetto a dei punti noti, di cui si conosce l’altezza. Allora utilizzando tale sistema faremo una prima analisi basandoci su tre famiglie:

  1. Famiglia A -Le nubi comprese tra i 50 e i 2000 metri sono dette “nubi basse”
  2. Famiglia B -Le nubi comprese tra i 2000 e i 6000 metri sono dette “nubi medie”
  3. Famiglia C -Le nubi al di sopra dei 6000 metri sono dette “nubi alte”
    Ovviamente in mare aperto il tutto diventa più difficile per l’assenza di riferimenti, allora riconoscere i principali gruppi di nuvole a volte può essere importante per “salvare” la giornata o il weekend in mare.

nuvole2 Nuvole: Impariamo a riconoscerle

Nel 1803 l’inglese Howard nella sua pubblicazione “L’evoluzione delle nubi” studiò per primo tale fenomeno definendo 4 gruppi di nubi come: Cirrus, Status, Cumulus e Nembus. Questi nomi tuttora sono utilizzati nella forma italiana come cirri, strati, nembi e cumuli cioè le forme principali di nubi che è bene conoscere.

I cirri si presentano a forma di piuma, ricciolo o virgola; il colore è generalmente bianco e può essere più o meno brillante, se si osservano all’ alba o al tramonto Distinguere i cirri di bel tempo: alti in cielo, si spostano lentamente, hanno una forma irregolare ed estensione limitata. I cirri di cattivo tempo sono disposto parallelamente e ricoprono il cielo, quando si avvicina la depressione si muovono ad alta velocità.

Gli strati sono nubi molto basse, si notano talvolta a pochi metri sull’orizzonte, grigie, con la base estesa ed uniforme, non raggiungono mai altezze superiori ai 300 metri. Si possono presentare in banchi od oscurare completamente il cielo, e spesso sono di origine orografica (derivano dalla nebbia che si origina dal suolo). Dato il loro limitato spessore, non danno quasi mai origine a fenomeni particolari, se non ad una riduzione di visibilità quando la base è molto vicina alla terra.

Tipico_ciclo_di_una_singola_Cella_Temporalesca-1800x601 Nuvole: Impariamo a riconoscerleI cumuli hanno dimensioni diverse, piccole e rade, come si presentano generalmente lungo la costa o grosse a base orizzontale. Il loro colore è generalmente grigio alla base, la sommità invece è bianca accesa. Se si scorgono all’orizzonte bassi e piccoli e bianchi alla sommità sono nubi di bel tempo, se invece l’estensione verticale è più sviluppata e si presentano con colori grigi e neri allora il tempo può preludere a rovesci più o meno forti.

I nembi sono nubi medio-basse, generalmente grigio scure, difficilmente si potrà riconoscerne la base. All’ osservazione, il cielo si presenterà buio e tetro. Sono nuvole di cattivo tempo e, in relazione alla temperatura presente in zona, possono generare pioggie o nevicate.

SCALA DELLA NUVOLOSITÀ

La nuvolosità del cielo è misurabile in okta, con una scala che va da 0 a 9; ogni grado è identificabile con un colore:

0 okta (blu chiaro): nessuna nuvola in cielo
1 okta (giallo): nuvole rare e sparse
2 okta (magenta): nuvole sparse
3 okta (verde chiaro): nuvole sparse che hanno tendenza a raggrupparsi e accumularsi
4 okta (argento): metà del cielo è coperta da nuvole
5 okta (blu-nero): la maggior parte del cielo è coperta da nuvole
6 okta (marrone): cielo generalmente coperto
7 okta (grigio): cielo coperto con rare schiarite
8 okta (viola): cielo totalmente coperto
9 okta (rosso): cielo completamente invisibile (a causa di nebbia o neve).

Web Editor : Marcello Guadagnino. Io sono Marcello, sono nato a Palermo ed ho vissuto a Marinella di Selinunte (Tp). Sono stato a contatto di pescatori sia sportivi che professionali che mi hanno dato la spinta dopo le scuole superiori a studiare biologia marina per poi terminare gli studi con un master in gestione della fascia costiera e delle risorse acquatiche nelle Marche. Oggi vivo in Francia a Montpellier dove mi occupo di pesca. Rimango sempre in contatto con la mia Sicilia dove torno spesso in particolare in estate dove mi aspetta la mia barca. Qui a Montpellier pratico tanta pesca sportiva, faccio subacquea, vado in barca e la sera quando si spengono le luci del giorno mi dedico al giornale dei marinai andando alla ricerca di news, articoli, guide per cercare di sensibilizzare il grande pubblico sui temi legati al mare.

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