Il limone di mare, Microcosmus sabatieri

Il Giornale dei MARINAI Organismi mariniIl limone di mare, Microcosmus sabatieri
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Il limone di mare conosciuto anche con il nome di viola è un’ ascidia appartenente alla famiglia dei piuridi che vive su fondali fondali rocciosi o detritici e fra le praterie di Posidonia oceanica. La si può’ trovare dai 3 ai 300 metri di profondità.  Il limone di mare è un ascidiaceo solitario con una struttura piuttosto massiccia e vive in forma sessile (fissata al fondale) grazie a dei rizoidi che partono dal ventre del limone di mare per poi ancorarsi sul fondale. Il limone di mare possiede un apparato boccale sviluppato che rimane visibile anche quando l’animale si contrae. Come altri tunicati, questa ascidia possiede una tunica spessa e coriacea caratterizzata da solchi e rughe che permettono ad organismi incrostanti di utilizzare la superficie esterna del limone di mare per ancorarsi sino a nascondere la parte visibile del limone di mare. Solitamente di colore grigio con sfumature di colore rosso, il limone di mare raggiunge i 20 cm di altezza.  La sua forma ricorda quella di una grossa patata. La tunica  è molto dura al tatto e parzialmente rugosa. È molto spesso ricoperto da organismi sessili e di solito incrostano i substrati vicini. Questo camuffamento rende difficile l’identificazione per un occhio non addestrato. Contratto, il limone di mare è quasi invisibile. Quando l’animale è rilassato, nella filtrazione attiva, i sifoni sono spesso le uniche parti visibili dell’animale. Questi sifoni sono contrassegnati con 8 strisce rosse con sfumature violacee alternate a più ampie aree chiare . Un sottile anello bianco è presente all’interno dei sifoni .
L’ingresso del sacco branchiale ha circa 25 grandi tentacoli ramificati. Le branchie hanno sette pieghe meridiane interne su ciascun lato; questa caratteristica consente l’identificazione, per dissezione, di questa ascidia. All’interno, le caratteristiche gonadi gialle  sono di forma voluminosa. Coprono completamente il tratto digestivo occupando gran parte dello spazio interno .  La riproduzione del limone di mare Le larve del limone di mare sono planctoniche e vengono rilasciate in acqua nel periodo tra la primavera e l’autunno. Dopo qualche ora passata sotto forma planctonica la larva del limone di perde la goccia di olio presente all’interno e si deposita sul fondo dove si fisserà per poi crescere si il substrato è idoneo. 

Nome scientifico: Microcosmus sabatieri

Nomi volgari: limoni di mare, viola, patata di mare, uovo di mare.

Altri nomi scientifici a volte usati ma non validi : Microcosmus sulcatus (non valido) e M. vulgaris (che si riferiscono ad una specie valida ma attualmente distinta) sono stati usati per denominare tutti i Microcosmus con sette pieghe branchiali.

Dove vive il limone di mare

Mediterraneo, Atlantico, Canale e Mare del Nord. Questa specie è endemica del Mediterraneo, è presente principalmente nella parte occidentale, nell’Adriatico e nel Mar Egeo.

Il limone di mare a differenza dell’ Halocynthia papillosa è commestibile e riconosciuto ed apprezzato per il forte gusto iodato. Il limone di mare viene solitamente mangiato crudo ma ci sono anche ricette piu’ elaborate.

La pesca del limone di mare

Vietata in alcune regioni d’Italia come ad esempio, il limone di mare viene pescato da pescatori subacquei che lo raccolgono dal substrato. Oggi la pesca intensiva di questa ascidia sta decimando la popolazione ma non si tratta dell’unico nemico del limone di mare. Infatti negli anni 90 un’epidemia batteria ha decimato le popolazioni di limoni di mare dell’alto tirreno.

“Un evento di mortalità massiva senza precedenti nel Mediterraneo è stato osservato alla fine dell’estate 1999 sulle coste della Provenza (Francia) e della Liguria (Italia). Questo evento ha colpito gravemente una grande diversità invertebrati sessili e filtri alimentatori di comunità di substrati rigidi, tra cui spugne (in particolare spugne cornee Hippospongia e Spongia ), cnidari (in particolare, antozoi Corallium, Paramuricea, Eunicella e Cladocora ), bivalvi, ascidie e briozoi. Sulle coste della Provenza, l’epidemia si diffuse da est a ovest. Una temperatura eccezionalmente alta e stabile sull’intera colonna d’acqua (23-24 ° C per più di un mese fino a 40 m) costituiva un contesto ambientale che probabilmente determinava il fenomeno della mortalità massiva. Come l’anomalia termica, la mortalità è limitata dalla profondità. Tuttavia, non è possibile determinare se la temperatura abbia avuto un effetto diretto.

Limoni di mare accumulano metalli pesanti

Essendo dei filtratori i limoni di mare accumulano metalli pesanti in particolare cadmio, arsenico, cromo, ferro, mercurio e zinco. La resistenza di queste ascidie all’inquinamento spiega la loro presenza all’interno dei porti.

Dove si possono mangiare i limoni di mare ?

In tutto il sud Italia tranne che in puglia dove la pesca è vietata da un ordinanza regionale. SI mangiano principalmente crudi con del limone spremuto.

Quanto costano i limoni di mare

Anche se di difficile reperimento i limoni di mare si possono trovare nelle pescherie e nei banconi dei supermercati. Il prezzo varia da 15 ai 25 euro al chilo

Aprire i limoni di mare

Aprire i limoni di mare è abbastanza semplice. Basta usare la lama di un coltello ed incidere orizzontalmente l’animale per aprirlo letteralmente in due come se fosse una cozza. La tunica è abbastanza dura ma con un po di forza si aprirà facilmente.

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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