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Banco di tonno rosso nel Mediterraneo — pesca professionale

Pesca professionale · Mediterraneo · ICCAT

La pesca del
tonno rosso
nel mondo

Quote internazionali, stock orientale e occidentale, tecniche di cattura industriali e artigianali, normativa vigente. Un’analisi scientifica e operativa della pesca professionale al Thunnus thynnus.

48.403 t TAC stock orientale 2026–2028
~2.900 t Quota Italia 2026–2028
51 Paesi membri ICCAT
1969 Anno fondazione ICCAT

Una risorsa globale sotto pressione

Il tonno rosso atlantico (Thunnus thynnus) è probabilmente la specie ittica più monitorata, regolamentata e commercialmente rilevante del pianeta. Non si pesca liberamente da nessuna parte: ogni cattura commerciale è soggetta a un sistema di quote internazionali gestito dall’ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas), che stabilisce annualmente il Totale Ammissibile di Catture (TAC) per ciascuno dei due stock principali.

La storia della pesca al tonno rosso è la storia di un quasi-collasso evitato per un soffio. Negli anni ’90 e 2000 le quote venivano fissate sistematicamente al di sopra delle raccomandazioni scientifiche, lo stock orientale perse oltre il 60% della biomassa riproduttiva storica, e nel 2010 Monaco e gli Stati Uniti proposero di inserire la specie nell’Appendice I della CITES — quella delle specie vietate al commercio internazionale. La proposta fu respinta, ma aprì una crisi diplomatica che costrinse ICCAT ad agire sul serio.

Oggi i dati mostrano un parziale miglioramento dello stock orientale — ma i biologi marini più critici avvertono che il recupero è meno solido di quanto le statistiche ufficiali suggeriscano, e che i meccanismi di controllo restano insufficienti. Questa pagina analizza il sistema nella sua complessità: quote, stock, tecniche di pesca, normativa vigente e il ruolo cruciale del Mediterraneo.

Rete da pesca per tonno rosso nel Mediterraneo — pesca professionale
Le reti a circuizione (purse seine) sono la tecnica di cattura industriale dominante nel Mediterraneo — permettono di intercettare interi branchi di tonno rosso in poche ore di operazione.
Stock Est · 45°W
Stock Orientale
Atlantico + Mediterraneo
48.403 t TAC 2026–2028
+178% Aumento dal 2010
25+ Paesi titolari quota
LC Status IUCN 2021

Lo stock orientale comprende le popolazioni dell’Atlantico orientale e del Mediterraneo. Si riproduce principalmente nel Mediterraneo occidentale e centrale (maggio–luglio) e sverna nell’Atlantico. Dopo il collasso degli anni 2000 e il piano di recupero ICCAT 2010–2022, mostra segnali di miglioramento — ma molti scienziati attribuiscono parte della ripresa all’oscillazione multidecennale atlantica (AMO) più che a una reale ripresa demografica. È il più importante per la pesca europea e italiana.

In fase di recupero
Stock Ovest · 45°W
Stock Occidentale
Atlantico Nordamericano
3.082 t TAC 2026–2028
−85% vs. picco storico
USA/CAN Principali titolari
EN Status de facto

Lo stock occidentale si riproduce nel Golfo del Messico (aprile–giugno) e migra verso nord lungo la costa nordamericana. È in condizioni molto peggiori dell’orientale: la biomassa riproduttiva è stimata a meno del 15% del livello storico. La gestione è condivisa tra USA e Canada sotto il coordinamento ICCAT. Il mixing transatlantico — esemplari dell’orientale che sforano al 45°W — complica ulteriormente le valutazioni scientifiche.

In crisi demografica

ICCAT: come funziona la gestione internazionale

L’ICCAT — International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas — è l’organismo intergovernativo con sede a Madrid che gestisce la pesca di tonni e specie affini nell’Oceano Atlantico e nei mari adiacenti (incluso il Mediterraneo). Fondata nel 1969 dalla Convenzione di Washington, conta oggi 51 Parti contraenti, inclusi tutti i principali paesi pescatori europei, nordafricani e nordamericani.

Il meccanismo di base è semplice in teoria: ogni anno (o ogni tre anni per i piani pluriennali), il SCRS (Standing Committee on Research and Statistics) fornisce una valutazione scientifica dello stato degli stock. Su questa base, la Commissione fissa il TAC (Totale Ammissibile di Catture) e lo distribuisce in quote nazionali tramite il sistema delle allocated quotas. Ogni paese riceve una percentuale fissa del TAC totale, stabilita storicamente in base alle catture passate.

Il problema storico è stato la pressione politica sulle quote: per decenni i paesi pescatori hanno fatto pressione per TAC superiori alle raccomandazioni scientifiche, portando allo sovrasfruttamento sistematico. Solo dopo il quasi-listing CITES del 2010 ICCAT ha implementato misure più restrittive con effetti verificabili sullo stock orientale.

⚠️ Il problema del mixing transatlantico

I dati di tagging satellitare confermano che esemplari dello stock orientale attraversano regolarmente il 45°W verso le acque nordamericane, e viceversa. Questo mixing transatlantico rende la separazione in due stock parzialmente artificiosa e introduce errori sistematici nei modelli di valutazione — con il rischio concreto di sovrastimare la biomassa disponibile.

Evoluzione del TAC: dal crollo alla ripresa

Il grafico mostra l’andamento del Totale Ammissibile di Catture (TAC) per i due stock dal 2006 al 2026. Attivate i pulsanti per confrontare orientale e occidentale.

Fonte: ICCAT — dati TAC ufficiali 2006–2026. I valori 2026–2028 riflettono il piano ICCAT approvato a Siviglia nel novembre 2025. Valori in tonnellate metriche (t).

Distribuzione quote per paese

La quota nazionale viene assegnata in percentuale fissa del TAC totale, calcolata storicamente sulle catture pregresse. L’Italia è il secondo paese UE per quota dopo la Spagna. I dati seguenti si riferiscono allo stock orientale (Atlantico + Mediterraneo).

Paese / Entità Quota 2026–2028 (t) % del TAC Distribuzione Variazione vs 2010
?? Spagna 8.060 t 18,8%
+178%
?? Italia 2.350 t 6,5%
+182%
?? Francia 2.610 t 6,1%
+175%
?? Marocco 3.400 t 9,4%
+210%
?? Tunisia 1.900 t 5,3%
+195%
?? Turchia 1.730 t 4,8%
+168%
?? Giappone 3.150 t 8,8%
+160%
?? Libia 1.620 t 4,5%
+190%
Altri paesi ~12.910 t 35,9%
—
? Le quote italiane: come vengono assegnate

La quota italiana viene suddivisa annualmente dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) tra i segmenti di flotta: circuizione industriale, palangaro, tonnare fisse e pesca ricreativa. La distribuzione interna è oggetto di trattativa con le associazioni di categoria. La quota destinata alla pesca ricreativa è nettamente inferiore al commerciale ma spesso la meno controllata. Per gli aggiornamenti: Quote tonno rosso Italia 2026 →

Reti a circuizione purse seine per la pesca del tonno rosso
01
Tecnica n°1 · Industriale

Reti a Circuizione
Purse Seine

La tecnica dominante nella pesca industriale al tonno rosso. Una rete cilindrica di grandi dimensioni — spesso superiore ai 2 km di lunghezza per 200 m di profondità — viene calata attorno a un branco individuato tramite elicottero o sonar. Una volta chiuso il cerchio, la sagola di chiusura sul fondo (la “borsa”) viene serrata, intrappolando l’intero branco. L’operazione dura poche ore e può catturare centinaia di tonnellate in un singolo tiro. È la tecnica con il più alto impatto sul branco — cattura contemporaneamente tutti gli esemplari, indipendentemente dalla taglia.

Quota di cattura: 60–70% del totale commerciale EU
Selettività per taglia: bassa — obbligatorio rilascio esemplari sotto 30 kg
Bycatch: limitato — la rete segue il branco specifico
Monitoraggio: EMS obbligatorio su imbarcazioni sopra soglia
Spesso abbinata al tuna ranching per l’ingrasso in gabbia
Pesca del tonno rosso con palangaro derivante nel Mediterraneo
02
Tecnica n°2 · Semi-industriale

Palangaro Derivante
Longline

Il palangaro derivante è la tecnica preferita dalla pesca professionale italiana tradizionale. Una lenza madre di diversi chilometri porta migliaia di ami, ognuno con esca naturale (sgombri, sardine, calamari), distribuiti a profondità variabile tramite calamenti. La rete viene calata la sera e recuperata all’alba con il verricello. È più selettiva della circuizione — cattura principalmente esemplari di taglia medio-grande — ma comporta un significativo bycatch di squali (Prionace glauca, Isurus oxyrinchus), spade e tartarughe marine. Per approfondire: guida alla pesca con il palangaro →

Lunghezza lenza madre: 30–80 km con 1.000–3.000 ami
Profondità: 50–400 m a seconda della stagione
Selettività per taglia: media — ami di grossa misura
Bycatch critico: squali pelagici, pesce spada, tartarughe
Flotta italiana: principalmente imbarcazioni tra 15–25 m LOA
Tonnara mattanza tonno rosso — pesca tradizionale Mediterraneo
03
Tecnica n°3 · Tradizionale

Tonnara Fissa
Mattanza

La tonnara fissa è il sistema di cattura più antico del Mediterraneo, documentato fin dall’epoca fenicia. Una struttura labirintica di reti ancorate al fondo guida i tonni che migrano lungo la costa verso una camera finale — la “camera della morte” — dove vengono catturati durante la mattanza. È il sistema più selettivo e meno impattante dal punto di vista biologico: cattura solo gli esemplari che percorrono la rotta costiera, il bycatch è minimo. Il problema principale è economico: i costi operativi fissi sono altissimi e le quote ICCAT assegnate alle tonnare fisse spesso non bastano a coprirli. In Italia oggi è attiva principalmente la tonnara di Carloforte (Sardegna). Favignana ha sospeso la mattanza commerciale per insufficienza di quote.

Struttura: reti ancorata fissa, 500m–3 km di lunghezza
Stagione: maggio–luglio, durante la migrazione riproduttiva
Selettività: altissima — solo tonni in migrazione costiera
Bycatch: minimo
Attive in Italia: Carloforte (Sardegna); in Spagna e Tunisia
Tuna ranching — gabbie di ingrasso tonno rosso offshore nel Mediterraneo
04
Tecnica n°4 · Ingrasso offshore

Tuna Ranching
Ingrasso in gabbia

Il tuna ranching non è una tecnica di cattura in senso stretto, ma un sistema di ingrasso offshore che ha rivoluzionato il mercato del tonno rosso negli ultimi trent’anni. I tonni vengono catturati vivi con reti a circuizione e trasferiti in enormi gabbie galleggianti di mare aperto (diametro 50–100 m) dove vengono ingrassati per 3–8 mesi con piccoli pelagici freschi. L’obiettivo è aumentare il contenuto lipidico della carne — fondamentale per il mercato giapponese dell’Otoro. Il problema principale è la trasparenza dei dati: quando i tonni vengono catturati vivi e trasferiti in gabbia, la dichiarazione della mortalità non avviene sempre tempestivamente, generando una differenza tra catture reali e dichiarate che distorce le valutazioni degli stock. Il Mediterraneo ospita le principali farm di ingrasso, soprattutto in Croazia, Malta, Spagna e Tunisia.

Principali aree: Croazia, Malta, Spagna meridionale, Tunisia
Durata ingrasso: 3–8 mesi
Aumento peso tipico: +30–50% rispetto alla cattura
Mercato di destinazione: Giappone (80%+)
Problema critico: opacità dichiarazioni cattura a ICCAT

Il Mediterraneo: nursery, corridoio e zona critica

Il Mediterraneo non è solo un’area di pesca per il tonno rosso — è la sua nursery fondamentale. Il 90% della riproduzione dello stock orientale avviene nel bacino mediterraneo tra maggio e luglio, principalmente nel Mar Balearico, nel Tirreno meridionale e nel Canale di Sicilia. Ogni esemplare adulto catturato nel Mediterraneo durante la stagione riproduttiva è un potenziale genitore sottratto permanentemente alla popolazione.

Storicamente il Mediterraneo ospitava concentrazioni di tonno rosso straordinarie: le tonnare siciliane e sarde nel loro periodo di massima attività (anni ’50–’70) catturavano decine di migliaia di tonni per stagione. Oggi la situazione è radicalmente diversa: la biomassa è stimata a meno del 30% dei livelli storici, le tonnare fisse sono quasi tutte chiuse, e il monitoraggio sullo stock mediterraneo rimane insufficiente.

Il paradosso mediterraneo è questo: la zona più importante per la riproduzione della specie è anche quella con la pressione di pesca più alta, i controlli meno efficaci e i dati scientifici più lacunosi. Il tuna ranching nel Mediterraneo aggiunge ulteriore opacità a un sistema già difficile da monitorare.

Distribuzione storica catture Mediterraneo
Mar Tirreno + acque siciliane 42%
Adriatico 27%
Mar Ionio 15%
Bacino Levantino 11%
Mar di Alboran + bacino algerino 5%

Fonte: Lasinio, Moro, Ferretti (Sapienza–Virginia Tech) — analisi 700+ segnalazioni 1860–2016

Controllo ufficiale del tonno rosso — ispezione al porto, sistema BCD ICCAT
Il sistema di controllo ICCAT: ogni cattura deve essere dichiarata tramite il Bluefin Tuna Catch Documentation Scheme (BCD), che segue il tonno dalla barca al mercato finale.

Normativa: dall’ICCAT al pescatore italiano

La pesca professionale al tonno rosso è uno degli ambiti più regolamentati del settore ittico mondiale. Il quadro normativo si stratifica su tre livelli: internazionale (ICCAT), europeo (regolamenti UE) e nazionale (decreti MASAF). Ogni cattura commerciale deve essere tracciata dalla barca al mercato attraverso un sistema documentale obbligatorio.

Livello internazionale
ICCAT — Recommendations

Le Recommendations ICCAT sono vincolanti per tutti i 51 paesi membri. Fissano il TAC, le quote nazionali, le misure tecniche (taglie minime, periodi di chiusura), gli obblighi di reporting e i requisiti di monitoraggio. Le Recommendations vengono aggiornate alle sessioni annuali di novembre.

Livello europeo
Regolamento UE 2016/1627

Il Regolamento (UE) 2016/1627 stabilisce il piano pluriennale di ricostituzione del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo, recependo le Recommendations ICCAT nel diritto europeo. Include misure specifiche su tuna farming, controllo elettronico e obbligo di osservatori scientifici a bordo.

Livello nazionale
Decreti MASAF annuali

Il Ministero dell’Agricoltura emette ogni anno un decreto che ripartisce la quota italiana tra i segmenti di flotta, stabilisce le autorizzazioni individuali (licenze di pesca al tonno rosso), i periodi autorizzati e le modalità di dichiarazione delle catture. Le licenze sono nominali e non trasferibili.

Sistema di tracciabilità
BCD — Catch Documentation

Il Bluefin Tuna Catch Documentation Scheme (BCD) è il sistema obbligatorio che segue ogni esemplare commercializzato dalla cattura al mercato finale, incluse le importazioni da paesi terzi. Il documento deve accompagnare il prodotto in ogni passaggio della catena di distribuzione. Dal 2023 l’eBCD (versione elettronica) è obbligatorio per le flotte UE.

Monitoraggio elettronico
EMS — Electronic Monitoring

I sistemi di monitoraggio elettronico (EMS) — telecamere di bordo e sensori automatici — sono obbligatori sulle imbarcazioni da circuizione sopra una certa stazza. Permettono di verificare le dichiarazioni di cattura e rilevare eventuali rilasci non dichiarati o sovra-catture. La loro adozione è stata graduale e non ancora universale.

Osservatori scientifici
Obbligo di osservazione

Le flotte di circuizione e palangaro sopra soglia sono obbligate a imbarcare osservatori scientifici per una percentuale delle uscite di pesca. Gli osservatori verificano le catture, raccolgono campioni biologici e compilano i registri di bordo. In Italia questa attività è coordinata da enti scientifici accreditati come Oceanis Srl →

Oceanis e Cofrepêche: la scienza a bordo delle flotte del tonno rosso

L’obbligo ICCAT di imbarcare osservatori scientifici richiede strutture tecniche specializzate, capaci di formare personale qualificato, gestire la logistica in mare aperto e garantire la qualità dei dati raccolti. Nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale, due realtà operano in prima linea in questo settore altamente specializzato.

Italia · Osservatori scientifici ICCAT
Oceanis Srl
Responsabile scientifico: Marcello Guadagnino

Oceanis è la società italiana di riferimento per il coordinamento degli osservatori scientifici di pesca al tonno rosso nel Mediterraneo. Ogni campagna, i suoi osservatori vengono imbarcati sulle flotte di circuizione e palangaro autorizzate, raccogliendo dati biologici, verificando le dichiarazioni di cattura e compilando i registri ICCAT. Come spiega il CLC Paolo Pignalosa: “Non vogliamo cambiare il mondo della pesca, ma cambiare la pesca nel mondo” — un approccio che pone la raccolta dati scientifica al centro della gestione sostenibile delle risorse.

Leggi l’intervista a Paolo Pignalosa →
Francia · Bureau d’études international
Cofrepêche
Paris · Operativo in tutti i continenti

Cofrepêche è uno dei principali bureau d’études europei specializzati in pesca, acquacoltura e ambiente marino, con oltre 35 anni di esperienza in missioni di assistenza tecnica internazionale. Certificata ISO 9001, opera in Africa, America, Asia, Europa e Oceania. Dal 2010 gestisce — nell’ambito del raggruppamento MRAG–Cofrepêche — il programma ICCAT di osservatori regionali per il tonno rosso dell’Atlantico Est (ROP-BFT), coordinando la formazione degli osservatori e la raccolta dati su scala mediterranea e atlantica.

Visita cofrepeche.fr →
? Il problema dell’enforcement nel Mediterraneo

Nonostante il quadro normativo sia articolato, il Mediterraneo rimane l’area con maggiori criticità nell’enforcement. La frammentazione delle giurisdizioni (14 paesi costieri), la presenza di flotte extracomunitarie con standard di controllo inferiori e la difficoltà di verificare le catture delle farm di ingrasso rendono il sistema di controllo strutturalmente debole. Gli studi più critici stimano che le catture reali superino quelle dichiarate a ICCAT di una percentuale significativa — con impatto diretto sulla valutazione dello stato dello stock.

FAQ — Pesca professionale del tonno rosso

ICCAT fissa ogni anno (o ogni tre anni per i piani pluriennali) un TAC — Totale Ammissibile di Catture — per ciascuno dei due stock. Il TAC viene poi distribuito in quote nazionali percentuali, calcolate storicamente sulle catture pregresse di ciascun paese. Ogni paese riceve una quota in tonnellate che può essere assegnata alle proprie flotte tramite autorizzazioni individuali. Le catture vengono dichiarate obbligatoriamente tramite il sistema BCD e monitorate dagli osservatori di bordo.
La quota italiana per il 2026 è in aumento rispetto al 2024, nell’ambito del piano pluriennale ICCAT 2025–2028 che prevede incrementi progressivi del TAC orientale. La quota viene distribuita annualmente dal MASAF tra i segmenti di flotta: circuizione, palangaro, tonnare fisse e pesca ricreativa. Per i valori aggiornati: Quote tonno rosso Italia 2026 →
I due stock sono divisi convenzionalmente al 45° meridiano ovest. Lo stock orientale comprende le popolazioni dell’Atlantico orientale e del Mediterraneo, si riproduce nel Mediterraneo ed è il più rilevante per la pesca europea. Lo stock occidentale si riproduce nel Golfo del Messico ed è prevalentemente nordamericano, in condizioni molto peggiori. Il problema è che i dati di tagging satellitare mostrano esemplari che attraversano regolarmente questa linea in entrambe le direzioni — il “mixing transatlantico” — rendendo la separazione parzialmente artificiosa.
Sì, il tuna ranching è legale ed è regolamentato da ICCAT e dal Regolamento UE 2016/1627. Le farm di ingrasso devono essere registrate, le catture vive dichiarate tramite BCD e le strutture sottoposte a ispezioni periodiche. Il problema non è la legalità ma la trasparenza dei dati: la dichiarazione della mortalità in gabbia non avviene sempre con la dovuta tempestività, e la stima del numero reale di esemplari nelle gabbie è difficile da verificare esternamente.
La causa principale è economica: i costi fissi di una tonnara (installazione, manutenzione della rete, equipaggio) sono molto alti e indipendenti dalle catture. Le quote ICCAT assegnate alle tonnare fisse — storicamente penalizzate rispetto alle flotte industriali di circuizione — spesso non bastano a coprire i costi operativi. La tonnara di Favignana ha sospeso la mattanza commerciale proprio per questo motivo. Rimane attiva la tonnara di Carloforte (Sardegna), che ha saputo integrare l’attività produttiva con un modello turistico-culturale che ne sostiene la sostenibilità economica.
Gli osservatori scientifici di pesca sono tecnici accreditati che vengono imbarcati sulle navi da pesca professionali per monitorare le catture, raccogliere dati biologici e verificare la conformità alle norme ICCAT. A bordo compilano i registri di cattura, pesano e campionano gli esemplari, verificano le taglie e registrano le eventuali catture accidentali (bycatch). I dati raccolti dagli osservatori alimentano le valutazioni scientifiche dello SCRS che sono alla base delle decisioni sulle quote.
Marcello Guadagnino — biologo marino

A cura di

Marcello Guadagnino

Biologo marino · Direttore scientifico Il Giornale dei Marinai

Biologo marino con oltre dieci anni di esperienza nel settore della pesca professionale nel Mediterraneo. Collabora con Oceanis Srl per campagne di osservazione scientifica della pesca al tonno rosso e con l’Università di Camerino nell’ambito del Master in Gestione della Fascia Costiera. Membro della rete di corrispondenti scientifici per il monitoraggio delle quote ICCAT in Italia.

Oceanis Srl Unicam — Master Gestione Fascia Costiera Cofrepêche

Fonti e riferimenti scientifici

  1. ICCAT (2024) — Report of the Standing Committee on Research and Statistics (SCRS). International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas, Madrid.
  2. ICCAT (2022) — Recommendation 22-08: Establishing a multi-annual management plan for Atlantic Bluefin Tuna. ICCAT, Madrid.
  3. Fromentin J.-M. & Powers J.E. (2005) — Atlantic bluefin tuna: population dynamics, ecology, fisheries and management. Fish and Fisheries, 6(4): 281–306.
  4. Block B.A. et al. (2005) — Electronic tagging and population structure of Atlantic bluefin tuna. Nature, 434: 1121–1127.
  5. Ottolenghi F. (2008) — Capture-based aquaculture of bluefin tuna. FAO Fisheries Technical Paper No. 508.
  6. Lasinio G.J., Moro S., Ferretti F. — Abundance and distribution of the white shark in the Mediterranean Sea (metodo applicato al tonno rosso). Sapienza/Virginia Tech.
  7. Regolamento (UE) 2016/1627 del Parlamento Europeo e del Consiglio — Piano pluriennale di ricostituzione del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo.
  8. IUCN Red List (2021) — Thunnus thynnus. MacKenzie B.R. et al. — Least Concern (globale).
  9. Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (2025) — Decreto di assegnazione quote tonno rosso campagna 2026.