Palamiti : stop ai 200 ami, si passa a 50 per imbarcazione

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C’è un’agitazione nelle acque della pesca sportiva lungo le coste italiane, e tutto ha a che fare con un nuovo decreto governativo che ha sollevato molte onde, letteralmente e figurativamente.

Gli amanti della pesca non sono esattamente contenti della nuova normativa. E che normativa, direte voi? Quella firmata dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida. Ecco cosa prevede: cinquanta ami per palamito, uno solo strumento di pesca a bordo indipendentemente dal numero di amici pescatori con te, e niente verricelli elettrici per sollevare le lenze. In poche parole, un po’ meno libertà e un po’ più di regole.

Ora, se il tuo sguardo naviga tra la linea dell’orizzonte e le acque profonde del Mar Mediterraneo, potresti pensare che queste restrizioni siano un po’ tirate per i capelli. Ma c’è un motivo, o meglio, c’è un tentativo di darne uno. Il governo dice che queste nuove regole sono pensate per rispettare le disposizioni europee sulla pesca e per arginare illegalità ed abusivismo.

Tuttavia, il mare agitato delle polemiche ci suggerisce che potrebbero esserci problemi più profondi dietro questa nuova direttiva. I pescatori sportivi non ci stanno proprio. Li senti urlare al “drastico taglio senza alcun fondamento scientifico”.

Soprattutto, sono preoccupati che questa mossa possa cancellare di fatto una tradizione radicata, con conseguenze economiche e sociali.

Per capire meglio la questione, dobbiamo capire meglio il palamito (ndr, io ci ho fatto anche la tesi di laurea sul palamito). Questo strumento di pesca, fatto di fili di nylon o cordino con ami attaccati, è stato usato sia dai pescatori professionisti che da quelli amatoriali.

La sua complessità ha portato molti professionisti a preferire altri strumenti, mentre gli appassionati di pesca sportiva hanno continuato ad utilizzarlo, fino a pochi giorni fa, con un massimo di 200 ami.

Ecco dove le cose si fanno interessanti. Il ministro Lollobrigida, con il suo decreto, ha ridotto il numero di ami consentiti a 50, un taglio abbastanza drastico. Questo potrebbe segnare la fine della pesca sportiva-ricreativa con il palamito, una tradizione che coinvolge migliaia di pescatori sportivi desiderosi di trascorrere del tempo in mare, catturare qualche pesce e gustarlo con la famiglia.

Senza dimenticare il possibile colpo alle attività commerciali legate a questa pratica. Insomma, il dibattito è aperto. Da un lato, c’è chi cerca di preservare risorse marine e lottare contro pratiche illegali. Dall’altro, c’è chi vuole mantenere vive le tradizioni di pesca e la gioia di una giornata in barca con gli amici. Forse c’è una via di mezzo, ma nel frattempo, le acque sono agitate e chi ama la pesca ha molto di cui discutere.

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2 commenti su “Palamiti : stop ai 200 ami, si passa a 50 per imbarcazione”

  1. e ora di iniziare e pensare di organizare un partito politico dei pescatori sportivi cosi vediamo quanti siamo e se abbiamo la forza per legiferare con propposte alla salvaguardia della pesca sportiva e sopratutto della natura ,sarebbe piu oportuno viettare la pesca a strascico che distrugge il fondale e distrugge tutto il nonellame

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  2. Una idea proprio balorda. Le leggi ci sono eccome e se vengono rispetate non c’è alcun problrma. Il prelievo dei pescvatori sportivi è limitato a 5Lk. Che tu possa pescare con 5 o 1000 ami sempre 5kg. sono. Poi il pesce non lo puoi vendere assolutamente. Se fai rispettare queste regole, tra l’altro i palamiti pescano solo pesce adulto, non c’è bisogno di altre norme. Se non sono in grado di rispettare queste regole allora non saranno neanche in grado di far rispettare il limite degli ami. Mandiamo a casa questi ministri incompetenti che stanno facondo danno non solo ai pescatori dilettanti, ma anche ad un mercato della nautca. pensate un po ai picolli cantieri che costruiscono gozzi, alle ditte che producono e vendono salpapalamiti, ecc.

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