Specie aliene invasive nel Mediterraneo — granchio blu e altri organismi non nativi
Biologia Marina · IAS Mediterraneo

Specie aliene
invasive
nel Mediterraneo

Organismi arrivati da lontano che oggi modificano habitat, reti trofiche e attività di pesca. Una delle trasformazioni più profonde del nostro mare.

900+
Specie non native già segnalate nel Mediterraneo
39
Schede specie nel nostro database
3
Principali vie di ingresso: Suez, zavorra, commercio
+2°C
Aumento medio temperatura Mar Mediterraneo dal 1900

Come arrivano le specie aliene nel Mediterraneo

Le specie aliene invasive raggiungono il Mediterraneo attraverso rotte diverse. La più nota è la migrazione lessepsiana: il passaggio di organismi dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez. A questa si aggiungono le acque di zavorra, il commercio marittimo, gli acquari e l'acquacoltura.

Il riscaldamento del Mediterraneo — circa 2°C più caldo rispetto al 1900 — rende il bacino progressivamente più ospitale per specie tropicali e subtropicali che in passato non avrebbero trovato condizioni stabili per insediarsi.

Migrazione lessepsiana

Specie dal Mar Rosso e Indo-Pacifico attraversano Suez e colonizzano il Mediterraneo orientale.

Acque di zavorra

Le navi trasportano larve e organismi rilasciati nei porti mediterranei durante il discarico.

Acquari e allevamento

Alcune specie arrivano da acquari, fughe accidentali o introduzioni legate all'acquacoltura.

Canale di Suez — principale via di ingresso delle specie aliene nel Mediterraneo
Canale di Suez: una delle principali porte d'ingresso per le specie non native nel Mediterraneo.

Impatto ecologico ed economico

Le specie aliene invasive competono con quelle autoctone, predano organismi locali, alterano gli habitat e squilibrano le reti trofiche. Le conseguenze si osservano nei fondali, nelle lagune, negli ambienti portuali e nei sistemi costieri più fragili.

Gli effetti non sono soltanto ecologici. Alcune specie hanno un impatto diretto sulla pesca professionale, sulla molluschicoltura e, in determinati casi, anche sulla salute pubblica.

⚠️ Un fenomeno che riguarda tutto il Mediterraneo

Le IAS non sono una curiosità biologica: rappresentano una delle trasformazioni più importanti del Mediterraneo contemporaneo, incidendo simultaneamente su biodiversità, economia del mare e gestione delle risorse ittiche.

Impatto sulla biodiversità

Competizione e predazione mettono sotto pressione le specie autoctone, alterando equilibri evolutivi consolidati da millenni negli habitat bentonici e pelagici.

Impatto sulla pesca

Il granchio blu ha causato danni significativi alla molluschicoltura adriatica. Il pesce palla maculato, tossico e non commerciabile, si imbriglia nelle reti creando perdite di tempo e attrezzatura.

Invasori — la serie video

I video aiutano a osservare le specie invasive nel loro ambiente e capire il fenomeno nel Mediterraneo contemporaneo.

Invasori Ep. 1

Il granchio blu

Invasori Ep. 2

Il pesce scorpione

Invasori Ep. 3

La fistularia

Invasori Ep. 4

Il monacanto reticolato

Invasori Ep. 5

Il pesce coniglio

Invasori Ep. 6

La caulerpa

Invasori Ep. 7

La caravella portoghese

Invasori Ep. 8

Il pesce palla maculato

FAQ sulle specie aliene invasive

Sono organismi introdotti al di fuori del loro areale naturale che riescono a stabilirsi e diffondersi in un nuovo ambiente, alterando gli equilibri ecologici e causando danni alla biodiversità, agli habitat o alle attività economiche.
È il passaggio di specie marine dal Mar Rosso al Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, uno dei principali motori dell'arrivo di specie non native nel bacino. Dal 1869, anno di apertura del canale, centinaia di specie hanno percorso questa rotta.
Tra le specie più problematiche per la salute umana c'è il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), a causa della sua tossicità da tetrodotossina. Dal punto di vista economico, il granchio blu (Callinectes sapidus) ha avuto l'impatto più immediato sulla pesca e sulla molluschicoltura adriatica.
Perché è un mare intensamente trafficato, collegato al Mar Rosso tramite Suez, fortemente antropizzato e soggetto a un progressivo riscaldamento: fattori che favoriscono l'arrivo e l'insediamento di nuove specie.
Sì. Il granchio blu è commestibile e ha un sapore apprezzato. La sua commercializzazione è stata incoraggiata come strategia per ridurne l'impatto sulla pesca professionale e creare un mercato alternativo che ne sostenga la cattura.