La lampara è la pesca del buio e della luce. Un sistema antico quanto il Mediterraneo stesso: accendere una fonte luminosa in mare aperto di notte, attendere che i banchi di pesce pelagico salgano attratti dalla luce, poi circondarlo con una rete e chiudere il cerchio. Semplice nella logica, complessa nell’esecuzione — oggi fortemente regolamentata dalle norme europee sui piccoli pelagici.
Cos’è la lampara
Il termine lampara indica sia l’attrezzo luminoso — la lampada potente issata sulla barca — sia per estensione l’intera tecnica di pesca che ne fa uso. In senso stretto, la lampara è una rete a circuizione abbinata a una fonte di luce artificiale molto intensa, usata per concentrare i banchi di pesce pelagico in superficie prima di calare la rete.
Si tratta di una tecnica notturna: la luce è efficace solo nell’oscurità del mare, quando il contrasto tra il fascio luminoso e le acque circostanti è abbastanza forte da richiamare il plancton prima e i pesci poi. Di giorno la lampara non ha alcun effetto.
Come funziona la pesca con la lampara
La pesca con la lampara si svolge secondo una sequenza precisa che i pescatori del Mediterraneo ripetono da secoli, con alcune variazioni modernizzate nell’attrezzatura ma sostanzialmente invariate nella logica:
- Uscita notturna: le barche escono dopo il tramonto, in genere nelle ore di luna nuova o calante, quando l’oscurità del mare è massima e l’effetto della luce è più forte.
- Accensione della lampada: la barca si posiziona in un’area con presenza di pesce — individuata tramite ecosonda — e accende la lampara. La luce potente illumina un’ampia area di mare in superficie.
- Richiamo del pesce: il plancton sale attirato dalla luce e forma una densa nuvola in superficie. I pesci planctofagi — sardine, acciughe, sgombri — seguono il plancton e si concentrano nell’alone luminoso. Questo processo richiede da 30 minuti a qualche ora.
- Calo della rete: quando il banco è sufficientemente concentrato, la barca cala la rete a circuizione descrivendo un cerchio intorno alla luce. La rete chiude il cerchio sotto il banco con una serragliera che impedisce al pesce di scappare in profondità.
- Recupero: la rete viene recuperata restringendo progressivamente il cerchio fino a portare il pescato a bordo.
La luna fa la differenza
I pescatori di lampara escono preferibilmente nelle notti di luna nuova o nelle notti nuvolose. La luna piena o un cielo limpido con stelle riducono drasticamente l’efficacia della luce artificiale — il contrasto non è abbastanza forte da richiamare il plancton e il pesce rimane disperso nella colonna d’acqua.
L’attrezzatura della lampara
La pesca con la lampara richiede un sistema di imbarcazioni e attrezzatura specifico. Nella forma classica mediterranea la lampara prevedeva due barche: una barca madre che portava e gestiva la rete, e una piccola barca ausiliaria — la “lampara” vera e propria — che portava la lampada e rimaneva ferma ad attrarre il pesce mentre la barca madre girava con la rete.
Le imbarcazioni
Nella configurazione moderna più diffusa in Italia si usano una o due imbarcazioni. La barca principale porta la rete a circuizione e tutta l’attrezzatura di recupero — verricelli, rulli, salpatore automatico. In molte marinerie del Sud Italia viene ancora usata una piccola barca ausiliaria con la lampada per il richiamo, tenuta separata dalla barca con la rete per non disturbare il banco durante il calo.
La lampada
Storicamente si usavano lampade ad acetilene o a petrolio — molto fumose ma efficaci. Oggi le lampade sono quasi tutte al sodio o al mercurio, potenti e a largo spettro, montate su un’asta che le proietta sull’acqua. In alcune marinerie si stanno diffondendo le lampade LED subacquee, calate direttamente in acqua: più efficienti, meno dispersione di luce in aria, maggiore concentrazione del banco.
La rete a circuizione
La rete è una circuizione — detta anche cianciolo — con una serragliera sul fondo che si chiude come un sacco. Le dimensioni variano molto: le reti artigianali per la lampara costiera sono molto più piccole delle reti a circuizione industriali usate per il tonno. La maglia è fine, dimensionata per le specie bersaglio.
Specie bersaglio
La lampara è una tecnica specializzata per i piccoli pelagici — pesci che vivono in banchi nella colonna d’acqua superficiale e che si nutrono principalmente di plancton. Le specie principali catturate con la lampara nel Mediterraneo sono:
- Acciuga / Alice (Engraulis encrasicolus) — la più pregiata economicamente, base di un’industria conserviera importante. Vive in banchi densi tra 0 e 150 m, molto reattiva alla luce.
- Sardina (Sardina pilchardus) — la specie più catturata in volume nel Mediterraneo, meno reattiva alla luce rispetto all’acciuga ma ugualmente gregaria.
- Sgombro (Scomber scombrus e S. colias) — pesce azzurro di maggiori dimensioni, catturato frequentemente come bycatch nelle pescate di lampara.
- Suro / Sugherello (Trachurus trachurus) — spesso catturato insieme alle acciughe, meno valorizzato commercialmente. Scopri le differenze tra suro e sgombro.
- Costardella (Scomberesox saurus) — pesce epipelagico molto reattivo alla luce, catturato stagionalmente.
- Alaccia (Sardinella aurita) — diffusa nel Mediterraneo meridionale, in aumento per effetto della tropicalizzazione delle acque.
Acciughe e sardine sono le specie più simili tra loro — scopri come distinguerle con la nostra guida al riconoscimento.
Dove si pratica nel Mediterraneo italiano
La pesca con la lampara è diffusa in tutto il Mediterraneo, ma in Italia è particolarmente radicata nelle marinerie del Sud e delle isole, dove la tradizione della pesca notturna pelagica è più forte e gli stock di piccoli pelagici sono storicamente più abbondanti.
- Sicilia — tra le marinerie più attive, in particolare Mazara del Vallo, Sciacca, Termini Imerese e le coste ioniche. Il Canale di Sicilia è storicamente una delle aree più produttive per acciughe e sardine.
- Campania — Cetara (SA) è il centro mondiale della produzione di colatura di alici, alimentata in parte dalla pesca con lampara nel Golfo di Salerno.
- Calabria e Basilicata — coste ioniche e tirreniche con attività di lampara artigianale.
- Liguria — tradizione storica di pesca delle acciughe con lampara, in particolare nel golfo di Genova e nel levante ligure. Le acciughe di Monterosso al Mare sono DOP legate a questa tecnica.
- Adriatico — la lampara è meno diffusa in Adriatico rispetto alla volante a coppia per i piccoli pelagici, ma alcune marinerie la praticano ancora.
Storia e tradizione
L’uso della luce per attirare il pesce di notte è documentato nel Mediterraneo da millenni. Le prime forme di lampara usavano torce, fuochi su zattere o candelabri a olio calati sull’acqua. Il principio biologico su cui si basa la tecnica — il fototropismo positivo del plancton e dei pesci planctofagi — era conosciuto e sfruttato dai pescatori molto prima che la scienza lo spiegasse.
Con l’avvento delle lampade a gas prima e di quelle elettriche poi, tra fine Ottocento e inizio Novecento, la lampara si è trasformata in una tecnica professionale più potente e affidabile. Le marinerie del Sud Italia — in particolare quelle siciliane e campane — hanno sviluppato nei decenni una vera e propria cultura della pesca notturna con la lampara, con imbarcazioni dedicate, equipaggi specializzati e calendari stagionali legati ai movimenti dei banchi.
A partire dagli anni Settanta-Ottanta, la lampara tradizionale ha progressivamente ceduto terreno alla volante a coppia — ma anche alla sciabica da natante — due barche che trainano una rete pelagica tra loro — molto più produttiva per volume di cattura ma anche molto più impattante sugli stock. Oggi la lampara sopravvive come tecnica artigianale nelle marinerie dove la tradizione è più forte e dove la qualità del pescato fresco vale più della quantità.
Normativa vigente 2026
La pesca con la lampara è regolamentata principalmente come pesca dei piccoli pelagici — acciughe (Engraulis encrasicolus) e sardine (Sardina pilchardus) — nell’ambito del piano pluriennale della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) e dei relativi regolamenti europei.
Punti chiave normativa 2026
- Limite massimo di 100 giorni di pesca annui per le unità autorizzate alla pesca dei piccoli pelagici con reti a circuizione (lampara e cianciolo)
- Per le unità impegnate anche nella pesca del tonno rosso con circuizione il limite scende a 20 giorni annui per i piccoli pelagici
- In Adriatico (GSA 17-18) confermato il fermo tecnico settimanale per la circuizione: stop dalle 17 del venerdì
- Periodi di fermo biologico specifici per acciughe e sardine variabili per area GSA — verificare il decreto MASAF annuale
- Taglia minima acciuga: 9 cm; sardina: 11 cm
- Obbligo di sbarco (landing obligation) — vietato rigettare in mare acciughe e sardine catturate — vedi anche normativa sul novellame
- Tracciabilità obbligatoria delle catture per garantire il rispetto delle quote assegnate — Reg. UE 1380/2013
- Riduzione del 10% dello sforzo di pesca sui piccoli pelagici in Adriatico prevista per il 2026 — Reg. UE 2025/219
Lampara vs volante a coppia
La lampara artigianale è considerata più sostenibile della volante a coppia — che traina una grande rete pelagica tra due barche — per le dimensioni più contenute, il volume di cattura inferiore e la maggiore selettività. La CGPM ha progressivamente ridotto le quote per entrambe le tecniche in risposta al declino degli stock di piccoli pelagici nel Mediterraneo, in particolare in Adriatico e nel Canale di Sicilia.