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Consigli pratici per pescare il tonno alalunga a traina in Mar Mediterraneo

La pesca sportiva del tonno rosso e’ oggi, fortunatamente, limitata da leggi che proteggono gli stock ittici dopo decenni di sovrapesca sconsiderata perpetrata in larga parte dalla grande pesca industriale. La pesca del tonno rosso si conclude per l’anno 2017 il 14 ottobre. Il tonno rosso e’ la specie forse piu’ ricercata dai pescatori sportivi.

Finito questo periodo la pesca sportiva non e’ comunque finita e puo’ continuare andando alla ricerca di altre specie. In questo caso specifico, una preda interessante ma che non raggiunge la taglia del tonno rosso e’ il tonno alalunga. Si tratta di scombride molto simile al tonno rosso da cui differisce per una forma meno slanciata, nelle pinne pettorali che nel tonno alalunga (come dice anche il nome) sono di dimensioni maggiori e poi dall’occhio (molto piu’ grande nel tonno alalunga). Questa specie che non supera quasi mai i 30 Kg di peso viene pescata in tutto il Mediterraneo fatta eccezione per il Mar Adriatico ove e’ piu’ raro. Questo pesce pelagico ama vivere in grossi banchi andando a caccia di sardine, acciughe, calamari ma anche pesci volanti.

La pesca del tonno alalunga a traina

Il tonno alalunga viene spesso catturato durante la pesca al tonno in drifting ma e’ durante le battute di pesca a traina che questo pesce regala sensazioni emozionanti. Idealmente la pesca a traina indirizzata a questo veloce pelagico si puo’ praticare con la maggior parte degli artificiali da traina in commercio ma sono le teste piombate a dare i migliori risultati. La pesca all’alalunga si pratica trainando ad una velocità che varia tra i 6 e i 9 nodi, spesso su fondali profondi anche meno di 30 metri. Sono le mangianze infatti a farci reperire le nostre prede. Se sardine ed alici si avvicinano sotto-costa di certo non mancherà qualche predatore che non vorrà perdersi questo lauto pasto. Allora comincia la cosiddetta frenesia alimentare, i pesci partono in caccia divorando tutto cio che passa loro davanti. Una testa piombata adornata da piume e, perché’ no, magari anche resa piu’ interessante da una lunga striscia di cotenna di maiale potrebbe essere l’artificiale perfetto per iniziare il combattimento.

Attrezzatura per la pesca dell’alalunga

Per la pesca dell’alalunga bisogna un’attrezzatura medio-pesante. Anche se questi pesci non raggiungono dimensioni enormi i loro scatti e le loro ripartenze sono degni di pesci ben piu’ grandi. Una canna da traina stand-up da 30 libbre e’ perfetta se non ci si imbatte in qualche altro predatore di dimensioni maggiori. Anche il mulinello deve essere solido e capiente per poter dare al pesce la possibilità di prendere filo all’abboccata ma soprattutto quando si trova vicino alla barca. L’alalunga infatti e’ solito avvisarci con una grande partenza all’abboccata che fa subito “cantare” il mulinello. Una volta calmatosi il pesce si lascerà trasportare dalle vostre pompate sino a quando non scorgerà la chiglia della barca. In quel momento il pesce, con tutta la sua forza, tenterà una ripartenza riprendendo filo al vostro mulinello. Se il pesce supera i 15 Kg puo’ dare delle belle emozioni all’angler di turno. Come già detto sono consigliate le piume con testa piombata trainate a 30-50m di distanza dalla barca. Tali artificiali possono misurare dagli 11 ai 16cm. Ideale e’ posizionare piu’ canne in traina in maniera da poter avere delle abboccate multiple se si passa vicino al gruppo di pesci.

Il “rush” finale

Il pesce una volta stremato si farà portare in barca facilmente. Un ultimo consiglio: Anche se la pesca del tonno alalunga non e’ limitata da alcune leggi per la protezione della specie, la sua popolazione non e’ per niente florida, anzi. Ricordiamo che una pesca sportiva rispettosa e’ quanto di meglio possiamo fare per proteggere il nostro mare.

Decreto sulle catture a bersaglio del tonno alalunga

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