Ecologia degli squali

Cosa significa viviparo: definizione ed esempi

Viviparo significa “che partorisce piccoli vivi”. Un animale viviparo non depone uova: l’embrione si sviluppa dentro il corpo della madre e nasce già formato. Il contrario è oviparo, l’animale che depone uova. Tra i due c’è l’ovoviviparo. Ecco le differenze, con esempi presi soprattutto dal mare.

In questo articolo · 5 sezioni
  1. Significato e origine della parola
  2. Vivipari, ovipari e ovovivipari: le differenze
  3. Esempi di animali vivipari
  4. Vantaggi e svantaggi della viviparità
  5. Domande frequenti
Riproduzione squali

Significato e origine della parola

“Viviparo” viene dal latino vivus, vivo, e parere, partorire. In biologia la viviparità è la strategia riproduttiva in cui l’embrione cresce all’interno della madre e nasce come piccolo vivo, simile all’adulto. Il termine si usa anche in botanica, per le piante i cui semi germogliano quando sono ancora attaccati alla pianta madre, come le mangrovie.

Vivipari, ovipari e ovovivipari: le differenze

StrategiaCosa succedeEsempi
OviparitàLa femmina depone uova; l’embrione si sviluppa fuori dal corpo maternoGran parte dei pesci ossei, gattuccio, razze, uccelli
Ovoviviparità (viviparità aplacentale)Le uova restano nel corpo della madre; l’embrione si nutre del tuorlo e nasce vivoSqualo capopiatto, spinarolo, torpedini, molti squali
Viviparità placentaleL’embrione è nutrito dalla madre attraverso una placentaMammiferi, verdesca, palombo, squali martello
Le tre principali strategie riproduttive degli animali.

Oggi molti biologi preferiscono parlare di viviparità aplacentale invece che di ovoviviparità: l’importante è da dove arriva il nutrimento dell’embrione. Può venire solo dal tuorlo dell’uovo, da secrezioni dell’utero, da altre uova prodotte dalla madre (oofagia) o da una vera placenta.

Esempi di animali vivipari

Mammiferi

Quasi tutti i mammiferi sono vivipari placentati, compresi quelli marini: delfini, balene, foche. Le eccezioni sono i monotremi, come l’ornitorinco, che depongono uova.

Squali e razze

Gli squali usano tutte le strategie. Il gattuccio è oviparo e depone uova protette da una capsula cornea. Lo squalo capopiatto è viviparo aplacentale e può partorire più di cento piccoli. La verdesca e il palombo sono vivipari con placenta. Nello squalo bianco e nel mako gli embrioni si nutrono di uova non fecondate prodotte dalla madre. Per saperne di più leggi ovipari, vivipari e ovovivipari: le strategie degli squali mediterranei.

Pesci ossei

La maggior parte dei pesci ossei depone uova, ma ci sono eccezioni. I guppy, i platy e la gambusia sono pesci d’acqua dolce vivipari, molto noti agli acquariofili. In mare sono vivipari, per esempio, gli scorfani del genere Sebastes dei mari del Nord e la blennia vivipara Zoarces viviparus. Nel cavalluccio marino è invece il maschio a portare le uova in una tasca fino alla nascita dei piccoli.

Rettili e anfibi

Alcuni serpenti, come la vipera, e alcune lucertole partoriscono piccoli vivi. Tra gli anfibi è vivipara la salamandra pezzata in alcune popolazioni.

Vantaggi e svantaggi della viviparità

Il vantaggio principale è la protezione: l’embrione cresce al sicuro dai predatori e dai cambiamenti dell’ambiente, e nasce grande e già capace di cavarsela. Il prezzo è alto: la madre investe molte energie, la gravidanza è lunga e i piccoli sono pochi. Per questo gli squali vivipari si riproducono lentamente e sono molto vulnerabili alla pesca eccessiva.

Domande frequenti

Cosa vuol dire vivipari?

È il plurale di viviparo: sono gli animali che partoriscono piccoli vivi invece di deporre uova.

L’uomo è viviparo?

Sì. L’uomo, come quasi tutti i mammiferi, è viviparo placentato.

I pesci sono vivipari o ovipari?

La maggior parte dei pesci ossei è ovipara. Molti squali e razze e alcuni pesci ossei, come i guppy, sono invece vivipari.

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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