Le reti a circuizione

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Le reti a circuizione, conosciute anche come “saccaleve” o “ciancioli”, sono costituite da grandi reti, composti da una singola pezza di rete o da più pezze di diverse dimensioni. Sono reti molto alte, delimitate superiormente da una fila di grossi galleggianti e inferiormente da una fila di piombi, costituiti da un cavo piombato o da una catena. Tanto le lime quanto le reti sono realizzate in fibra sintetica, che ha sostituito le fibre naturali nel corso del tempo, permettendo lo sviluppo di questa attività di pesca. In particolare, la pesca mirata a sardine o altri pelagici viene praticata con reti a circuizione di dimensioni notevoli, che in passato, essendo realizzate con fibre naturali, richiedevano molta manutenzione e tempo per asciugarsi.

La cattura con una rete a circuizione avviene circondando un tratto di mare in cui è stato localizzato o attratto un banco di pesci. La rete circonda completamente il banco di pesci, e viene poi chiusa sulla lima dei piombi per impedire la fuga dei pesci (nel caso di reti a chiusura). Infine, la rete viene tirata a mano o tramite un verricello idraulic, in modo che i pesci vengano tratti in superficie.

In generale, le reti a circuizione si dividono in due categorie principali: le reti a circuizione a chiusura, molto utilizzate dai pescatori professionisti ma soggette a limitazioni, e le reti a circuizione senza chiusura, utilizzate in passato nella pesca manuale e oggi meno comuni. Le reti a circuizione senza chiusura sono limitate principalmente dalla dimensione della maglia.

Il cianciolo

Immagine di Antonio Scaramuzzino via FLickr

I ciancioli sono reti a circuizione a chiusura che possono essere suddivisi in tre tipi a seconda della specie bersaglio: cianciolo per pesce azzurro, cianciolo per tonno ed altri grandi sgombroidei e cianciolo per pesce bianco. Quest’ultimo viene utilizzato anche sottocosta in deroga alla regolamentazione italiana in certi periodi dell’anno. I ciancioli circondano il banco di pesce avvistato visivamente o tramite ecoscandaglio o, dopo averlo attratto e formato mediante una fonte luminosa. I ciancioli per pesce azzurro sono reti molto grandi della lunghezza di varie centinaia di metri ed altezza in proporzione alla lunghezza. La scelta di una rete più o meno alta dipende dalla profondità del fondale su cui si intende operare e dalla lunghezza della rete stessa. La disciplina della pesca italiana impone un limite alla dimensione della maglia del cianciolo per pesce azzurro che non deve essere inferiore a 10 mm di lato. I ciancioli per tonni ed altri sgombriformi sono noti anche come “tonnare volanti” e la pesca con cianciolo per tonno è praticata da grossi motopescherecci singoli o da due natanti di dimensioni minori che lavorano a coppia.

Immagine di Antonio Scaramuzzino via FLickr

Selettività

Le reti a circolazione sono considerate reti selettive e non hanno un impatto significativo sul fondo marino. Queste reti sono calate su banchi precedentemente individuati e non catturano molte specie accessorie (by-catch). Inoltre, si hanno poche notizie di catture di specie marine protette come mammiferi o tartarughe nel Mediterraneo, ma in altre zone come l’Atlantico, queste specie possono rimanere imprigionate nelle reti più grandi.

Tuttavia, in caso di catture accidentali di specie protette, le precauzioni appropriate devono essere prese per liberare queste specie dalle maglie delle reti senza causare danni. Per quanto riguarda l’impatto sul fondo marino, le reti a circolazione non toccano il fondo in modo significativo. In rare occasioni in cui le reti a circolazione molto grandi vengono calate in zone poco profonde, il cavo di chiusura può strisciare sul fondo. Tuttavia, questi sono casi eccezionali e gli stessi pescatori non hanno interesse a rischiare danni alla rete in una cala dove il fondale è troppo basso.

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