Il ruvetto (Ruvettus pretiosus) è un grande pesce di profondità della famiglia Gempylidae, lungo fino a circa 3 metri. Deve il nome alla pelle ruvida come una lima ed è famoso soprattutto per la sua carne: è ricchissima di cere indigeribili che provocano diarrea oleosa. Nell’Unione europea si può vendere solo confezionato e con un’avvertenza in etichetta.

Come si riconosce
- Corpo allungato e robusto, a sezione quasi cilindrica. Di solito 1–1,5 m, al massimo circa 3 m.
- Pelle scura, bruno-violacea o quasi nera, coperta di squame con piccoli tubercoli ossei appuntiti: al tatto è ruvida come carta vetrata.
- Ventre con una carena ossea lungo la linea mediana.
- Bocca grande, con denti robusti e qualche dente a zanna sul palato.
- Due pinne dorsali: la prima bassa e spinosa, la seconda seguita da 2 piccole pinnule, come la pinna anale.
Specie simili
Il ruvetto si confonde soprattutto con l’escolar (Lepidocybium flavobrunneum), della stessa famiglia: ha la pelle liscia e una chiglia carnosa ai lati della coda. Entrambi sono spesso venduti con nomi di fantasia come “pesce burro” o, peggio, come merluzzo o pesce bianco. È una delle frodi più segnalate nel commercio del pesce.
Dove vive
Vive in tutti i mari tropicali e temperati, sulla scarpata continentale e attorno alle isole oceaniche, di solito tra 200 e 400 metri, con segnalazioni da 100 a 800 metri. Di notte sale verso acque più basse seguendo le prede. Nel Mediterraneo è raro: compare soprattutto nel bacino occidentale e meridionale.
Cosa mangia e come si riproduce
È un predatore notturno: mangia pesci, calamari e crostacei. Si riproduce deponendo uova pelagiche, che galleggiano e vengono fecondate in acqua. Le larve vivono nel plancton vicino alla superficie e scendono in profondità crescendo. Su età e accrescimento si sa ancora poco.
Perché la carne fa male
Il grasso del ruvetto è fatto per gran parte di esteri cerosi, sostanze che servono al pesce per galleggiare ma che il nostro intestino non riesce a digerire. Mangiato in porzioni normali provoca la cosiddetta cheriorrea: diarrea oleosa, arancione, a volte con crampi e nausea. Non è un avvelenamento grave, ma è molto sgradevole.
Per questo il Regolamento (CE) 853/2004 stabilisce che i pesci della famiglia Gempylidae, in particolare Ruvettus pretiosus e Lepidocybium flavobrunneum, possono essere venduti solo confezionati e con un’etichetta che spieghi come cucinarli e avverta del rischio. Comprarlo sfuso al banco, senza nome scientifico, è un campanello d’allarme. Vedi anche come si riconoscono le frodi sul nome del pesce.
Stato di conservazione
Per la Lista Rossa IUCN il ruvetto è a minore preoccupazione (LC): è diffuso in tutto il mondo e non è oggetto di una pesca mirata importante.
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Domande frequenti
Il ruvetto si può mangiare?
Sì, ma con cautela: la sua carne contiene cere che il nostro intestino non digerisce. Mangiato in quantità provoca diarrea oleosa. Per questo nell’Unione europea si può vendere solo confezionato e con l’avviso in etichetta.
Perché si chiama ruvetto?
Per la pelle ruvida: le squame hanno piccole spine ossee che la rendono simile a una lima.
Ruvetto e pesce burro sono la stessa cosa?
No, ma si somigliano. Il “pesce burro” venduto in pescheria è spesso l’escolar (Lepidocybium flavobrunneum), della stessa famiglia del ruvetto e con le stesse cere indigeste.
Si pesca nel Mediterraneo?
È raro. Arriva a volte come cattura accessoria dei palangari profondi, soprattutto nel Mediterraneo occidentale e meridionale.
Fonti
- Regolamento (CE) n. 853/2004, Allegato III, Sezione VIII.
- IUCN Red List, Ruvettus pretiosus.
- FAO, Species Catalogue, vol. 15 (Gempylidae).
- Approfondimenti: la pesca con il palangaro


