La pesca dalla barca : ecco quali pesci pescare

Il Giornale dei MARINAI Pesca sportivaLa pesca dalla barca : ecco quali pesci pescare
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Siamo al mare, in vacanza o in gita e inevitabilmente, vedremo che lungo la costa, scorrono barche e barchette di tutte le misure e colori con a bordo alcune persone che stanno pescando.  Ma cosa stanno pescando? Quali sono le specie più comuni dei nostri mari e quindi a nostra disposizione? Vediamolo insieme.

La pesca in mare dalla barca permette la cattura di una grande varietà di prede. Scopriamo insieme questa tecnica.

Ogni proprietario di barca prima o poi sperimenta la pesca in mare. Il primo approccio con la pesca avviene pescando sulla verticale della barca ccon una tecnica chiamata bolentino.

Bastano infatti una canna ed un mulinello a cui fa capo un terminale (anche chiamato paratura) collegato ad un piombo. Basta infatti aprire l’archetto del mulinello e far discendere sul fondo il terminale con le esche. I pesci di branco che viivono a poche decine di metri di profondità sono spesso famelici e l’abboccata non tarda ad arrivare.

La pesca dalla barca si praticata prevalentemente su fondali poco importanti (dai 10 ai 40 metri)

La pesca dalla barca è quella tecnica che consente di entrare a contatto con una grande varietà di pesci. Questa disciplina sportiva, si può praticare in tutti gli ambienti marini (habitat) sia del sottocosta, sia al largo e ci regala l’opportunità di tentare la cattura, di una grandissima varietà di specie le quali generalmente -ma non obbligatoriamente- vivono e si muovono in cerca di cibo a determinate profondità.

Le fasce d’acqua

In linea generale e per comodità, possiamo dividere in tre, le principali profondità o fasce d’acqua in cui si trovano alcuni pesci: mezzofondo, medio fondale, alta profondità; a queste, potremo unire la pesca sui relitti di navi e aerei. In genere quest’ultima categoria, va affrontata, però con l’ausilio dell’elettronica: ecoscandaglio, un determinato tipo di barca: media, grande stazza, attrezzatura da recupero salpabolentino elettrico o elettronico. Le barche, inutile dirlo, devono essere adeguate alla distanza dalla riva in cui andremo ad effettuare la nostra tecnica di pesca.

Si parte?

Detto questo, sembrerebbe tutto pronto per imbarcarci e andare a pescare. Errore, perché per iniziare e continuare con successo dovremo prima di tutto acquisire, col tempo e con la passione, una notevole padronanza tecnica e tattica nell’abbinare la giusta attrezzatura alle varie opportunità che ci offre il mare. Non scordiamoci, infatti, che ogni specie, ogni habitat marino, ogni profondità, necessita di attrezzatura giusta, esche giuste, tecnica di pesca adeguata. Sia chiaro però un concetto generale che acquisiremo con la frequentazione periodica dell’ambiente mare: tutto ciò che adesso abbiamo elencato, può essere smentito. Spieghiamoci meglio. Stiamo pescando a bolentino a tre metri di profondità a una trentina di metri dalla riva; le nostre mire sono rivolte ai pascetti tipici della frittura: donzelle, saraghetti, perchie e compagnia bella. D’un tratto, vedremo filare sotto la barca dei siluri d’argento, oppure, potrebbero presentarsi dei momenti in cui le prede sembra siano scomparse.

Il bello della pesca

Tutto questo, sia chiaro, non fa che aggiungere maggior fascino a questa tecnica che non si può certo definire noiosa o statica, anche se, nel complesso, abbastanza semplice nella dinamica.
Ma procediamo con ordine e vediamo dunque, quali sono le prede più comuni, il periodo dell’anno in cui è più probabile la loro presenza, con cosa e quando si pescano.

Le prede della pesca dalla barca in mare

Serranidi

Questa famiglia di pesci è talmente variegata che sembra quasi impossibile che alcuni appartenenti, siano imparentati. Infatti, si spazia dalle grandi cernie, fino ad arrivare alle perchie e agli sciarrani, per passare dalla spigola, alla minuscola castagnola rossa e ad altri. In ogni caso la caratteristica di questa famiglia è una ampia, protrattile, munita di denti appuntiti. Tutti gli appartenenenti –spigole a parte- hanno come loro habitat fondali rocciosi anche molto profondi. Per i nostri lettori, abbiamo selezionato i due pesci più papabili per il bolentino costiero: Perchia: Serranus cabrilla e lo Sciarrano: Serranus scriba. Attenzione però a non confonderli perché, sovente viene chiamata Perchia, lo sciarranno e viceversa Sciarrano la perchia.

sciarrano, serranus scriba (4)

Habitat: Fondali rocciosi e misti, da media a grande profondità
Esche: Vermi di sabbia, tremolina, coreano, polpa di gambero, pezzetti di mollusco
Orari: durante il giorno
Dimensioni: Kg 0,100- 0,500

Labridi

Nei nostri mari sono presenti tre tipi di labridi molto comuni: due tipi di Donzella: Coris julis e Donzella pavonia Thalassoma pavo; il Pesce Pettine Xyrichthys novacula e ben 16 tipi di Tordo. Fra i quali spiccanono il Tordo comune Labrus turdus, il Fischietto Labrus bimaculatus, il Grigio Crenilabrus cinereus e il Pavone Crenilabrus tinca. La caratteristica di questa famiglia sta nella bocca, ovvero nelle labbra carnose spesso grandi. Tutti i suoi appartenenti sono coloratissimi e i toni variano a secondo dell’età, del sesso e dell’epoca della riproduzione durante la quale, assumono la livra nuziale per farsi riconoscere e riconoscere. Vivono lungo i litorali preferendo fondali misti.

Habitat: fondali misti, erba, scoglio e chiazze di sabbia
Esche: Vermi di mare, tremolina, coreano, polpa di gambero, pezzetti di mollusco
Orari: durante il giorno
Dimensioni: Kg 0,100-0,600

Sparidi

Ed ecco adesso una delle famiglie più prestigiose del mare, anche se, i suoi appartenenti, spaziano un po’ fra “miseria e nobilta”. Pure in questo caso, il grintoso Dentice Dentex dentex, la regina, Orata Sparus aurata, i “baronetti” Saraghi Diplodus vulgaris, le sfreccianti Occhiate Oblata melanura, e le zebrate Mormore Lithognathus mormoris, sono apparentati con la Boga e la Salpa. Anche se, pescando nel sottocosta, difficilmente potranno incappare nei nostri ami, a titolo di cronaca, nella famiglia degli sparidi ci sono pure i Pagelli, i Pagri e le Tanute. Di seguito riporteremo le caratteristiche e quindi le opportunità di pesca delle specie più vicine alla nostra tecnica e, ordine: Boga, Salpa, Sarago fasciato, Mormora, Occhiata e Pagello fragolino.

pesca a bolentino

Boga Boops boops
Habitat: fondali misti, sabbia, scoglio, posidonia

Esche: vermi di mare, bigattini, polpa di gambero, sardina, vermi, calamaro
Orari: durante e il giorno a la notte
Dimensioni: Kg 0,100-0,700

La salpa

Salpa Boops salpa

Habitat: fondali misti, sabbia, e praterie di posidonia

Esche: vermi di mare, pane, erba di scoglio
Orari:tutto il giorno
Dimensioni: Kg 0,200-0,500

Sarago fasciato Diplodus vulgaris
Habitat: fondali misti, sabbia, scoglio, posidonia
Esche: vermi di mare, bigattini, sardina, gambero, pezzi di cefalopodi
Orari: alba e tramonto, e la notte
Dimensioni: Kg 0,200-1000/1500

Pesca mormore

Mormora Lithognathus mormoris Habitat: fondali di sabbia

Esche: vermi di mare, tremolino, coreani, muriddu
Orari: alba e ore diurne
Dimensioni: Kg 0,200-0,700

Occhiata Oblata melanura
Habitat: fondali misti, sabbia, scogli, posidonia

Esche: vermi di mare, tremolina, coreani, muriddu, pane
Orari: alba, ore diurne e particolarmente la notte
Dimensioni: Kg 0,300-0,800

Un pagello bogaraveo pescato a bolentino leggero

Pagello fragolino Pagellus erythrinus

Esche: vermi di mare, crostacei e molluschi
Orari: alba, ore diurne
Dimensioni: Kg 0,300-1,500

Una domanda, una risposta

Come si fa a catturare pesci diversi durante una battuta di bolentino?

Semplice, basta pescare a scarroccio e, a meno che non si sia in una grande spianata dove il fondale presenta lo stesso habitat, si prenderanno pesci di specie diverse, ad esempio, mormore, tracine, e pesci piatti sulla sabbia e… tutto il resto fra gli scogli. Attenzione anche a variare l’esca.

Insieme alle spigole, le orate sono le prede più ricercate nella pesca da terra, vuoi per la bontà della loro carne, vuoi per la grande resistenza che esprimono nel combattimento. Le orate frequentano una gran varietà di fondali a profondità molto differenti fra esse, tanto che si possono trovare nelle ghiaie a meno di due metri, come a cinquanta ed oltre dove la sabbia e la posidonia incontrano lo scoglio. A seconda delle diverse località bagnate dai nostri mari, fanno la loro apparizione dalla primavera all’autunno inoltrato però, ad esempio nelle isole, anche col freddo più intenso possiamo imbatterci nella “bella” fra le belle dei pesci.

https://www.youtube.com/watch?v=_MPHPgJmH9g

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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