Pesca all’orata: tecniche e strategie per la regina del sottocosta
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La pesca delle orate

La pesca all’orata è una delle tecniche più’ praticate in mare. Se siete ossessionati da questo pesce ecco una guida per conoscere i segreti sulla pesca alle orate e quando pescare le orate.

Pesca orata : tecniche e segreti per la pesca a questo sparide

Le orate, sparidi per eccellenza, si possono inserire fra i pesci grufolatori a causa della loro indole che le porta a razzolare il fondo alla ricerca di cibo quale molluschi, granchi, oloturie, vermi, ricci ecc.. Sì, perché il formidabile apparato boccale di cui sono fornite, permette loro di “mordere” qualsiasi creatura marina anche la più dura o spinosa.

Dove si pesca l’orata

La pesca all’orata si pratica dagli scogli e dai manufatti. Le orate si possono insidiare indifferentemente sia con le tecniche di fondo, sia con quelle di superficie. La scelta va fatta a seconda delle nostre preferenze e alle abitudini dei pesci che vivono in determinati tratti di mare. E’ fondamentale, per chi si reca per la prima volta in un posto, osservare le abitudini dei pescatori locali; questo servirà, non solo a scegliere e affinare la tecnica di pesca, ma anche ad osservare i vari tipi di esche usate per la cattura delle orate.

Ambienti e soluzioni per la pesca dell’orata.

Le orate si possono pescare all’interno del porto, nella scogliera naturale, in quella antemurale o nella foce. Ambienti diversi e soluzioni diverse da operare, anche se il fattore principale è riuscire a sapere dove si trovano questi sparidi in una determinata zona e che tipo di “cibo” preferiscono. Visto l’ampio spettro alimentare che le caratterizza, però, sarebbe bene, provare alcune varianti. Nella pesca a fondo, ad esempio, si può benissimo pescare con due canne innescandone una con il granchietto di scoglio e l’altra con il bibi.

Orata : esca nuova, forte richiamo

Una ventina di anni fa, furono fatti i primi esperimenti proprio con il bibi, il verme di mare che oggi viene commercializzato e messo in confezioni con esemplari praticamente uguali, lunghi all’incirca come il dito mignolo della mano. Il bibi viene normalmente innescato con l’apposito ago, fatto passare all’interno del corpo, cercando di far perdere il meno possibile il liquido interno di cui è dotato, forte richiamo per l’orata.

Il bibi, esca magica per la pesca all’orata

All’inizio, però, veniva fatto tutto il contrario, i bibi erano molto rari e per trovarli si doveva ricorrere a zone lagunari dove venivano pescati con le turbo-soffianti durante la raccolta dei cannolicchi. Gli esemplari erano enormi, grandi quanto un pollice ed anche più e lunghi anche oltre 20 centimetri. Ma la particolarità stava proprio nel fatto che si innescavano interi, facendo passare ami dell’uno/due dalla parte opposta della bocca, riconoscibile dal “tromboncino” che estroflettono per cibarsi. Sta di fatto che il novanta per cento del verme era libero di muoversi e senza alcuna insidia celata. Si doveva aspettare quindi che l’orata ingoiasse tutto il boccone … e che la canna si flettesse all’inverosimile. La cattura, quando questo succedeva, era assicurata.

Dove e come praticare la pesca  per l’orata 

La pesca all’orata viene praticata a PAF ovvero con la tecnica della pesca a fondo. Idealmente l’orata si cerca prossima alla costa in zone rocciose dove questo sparide cerca cibo come granchi, cozze e piccoli molluschi.

Sia dalle scogliere, sia dai manufatti, le orate vengono insidiate a fondo con canne di 4/5 metri ad azione di punta, mulinelli medio/grandi (6000/7000), dotati di ottima frizione, caricati con monofilo dello 0,25. Il terminale sarà dello 0,18/0,20, lungo circa un metro e mezzo, terminante con un amo di misura variabile a seconda della grandezza dell’esca; normalmente nelle misure che vanno dal cinque all’otto. Il piombo di peso variabile dai 50 ai 75 grammi sarà inserito scorrevole sul filo madre e andrà a battere in una perlina e quindi in una girella con moschettone al quale verrà applicato il terminale stesso. Come detto, conviene pescare con due canne, magari poggiate su un tripode ad altezza regolabile.

L’orata si pesca anche con il galleggiante

L’uso dei bigattini e l’appurato gradimento di questi da parte della massa dei pesci di mare, ha portato molti pescatori ad optare per la tecnica della bolognese con galleggiante anche per insidiare le orate; le zone migliori, sono le foci dei fiumi e i manufatti dei porti. La tecnica per l’orata è quella classica che fa seguire all’esca il movimento di corrente del mare. Si pesca quindi sia di giorno che di notte, innescando un paio di bigattini e facendoli lavorare a stretto contatto col fondo o poco sopra. In genere si usano galleggianti fissi, su fondali di cinque, sette metri, oppure scorrevoli con profondità superiore alla lunghezza dell’attrezzo.

Per la pesca dell’orata serve la pastura di richiamo ? 

In genere la pastura è un’ottima strategia usata dai pescatori per richiamare i pesci a tiro di canna. Il rischio è che, al posto della specie che desideriamo pescare, sotto di noi si crei una palla di novellame che in pochi istanti polverizzi le esche. Per ovviare a questo problema, conviene usare lo stesso elemento sia per l’innesco, sia per la pastura. Ad esempio, se si pesca l’orata con la cozza intera, conviene gettare in mare, anche il giorno prima, qualche manciata di cozze, sia intere che schiacciate. Lo stesso dicasi per la pesca con la sardina.

Ed il feeder per la pesca all’orata ?

Sono sempre di piu’ gli appassionati di pesca che insidiano l’orata a feeder. Il feeder (dall’inglese gabbia) è una tecnica di pesca praticata in acqua dolce per la pesca della carpa e delle tinche. Grazie a delle pasture che si posizionano all’interno della gabbia l’amo potrà pescare molto vicino alla pastura di richiamo. Questo permette non solo di far avvicinare il pesce ma anche di tenerlo in zona una volta che la pastura è uscita dalla gabbia depositandosi sul suolo. La pesca dell’orata a feeder viene praticata principalmente in zone riparate dal vento e dalle correnti come ad esempio in ambienti portuali (dove la pesca è permessa) per evitare che la pastura si disperda. Per la pesca dalla spiaggia con mare anche posso mosso questa pratica è sconsigliata.

Dove cercare l’orata?

Lungo la costa l’orata la si ritrova su tutti i tipi di fondali. Durante il periodo estivo ama le zone sabbiose, tra le pietre e zone rocciose o vicino a porti e canali. L’orata dunque si puo pescare un po ovunque adattando i terminali e soprattutto le esche.

L’orata di sposta lungo il litorale in cerca di tutte le opportunità alimentari. I suoi spostamenti sono spesso legati ai cambiamenti meteo quando il pesce si sposta tra le acque piu’ profonde sino a pochi cm di acqua. L’orata viene insidiata principalmente con la tecnica del surfcasting, una tecnica di pesca d’attesa che permette comunque delle belle catture. La pesca a surfcasting infatti si destina principalmente all’orata anche se sono tantissime le specie che si possono catturare con questa tecnica. Dalla spigola alla mormora, passando per i gronghi la notte o ancora i saraghi.

L’orata e’ un pesce grufolatore e passa la giornata a scavare alla ricerca di cibo. La tecnica del surf infatti permette di pescare l’orata servendo l’esca nella zona il pesce si alimenta, fornendo un esca simile al suo pasto.

La pesca sportiva dell’orata : terminali ed ami

La si può riscontrare anche presso stagni o lagune e anche li sarà bene avere un equipaggiamento adatto. Generalmente il terminale più idoneo per catturare le orate è formato da un long arm con piombo scorrevole, realizzato con un bracciolo dello 0,22-0,25 lungo anche 150 centimetri con un robusto amo  a becco d’aquila.  

La pesca delle orate

I palamiti per la pesca all’orata

I palamiti invece sono “armati” con una lenza madre da 1 mm di diametro in nylon, i meno esperti sono soliti utilizzare il cordino sempre da 1mm sicuramente più facile da maneggiare del nylon. Ogni 5 metri verranno collegati dei braccioli di circa 1,40 metri di lunghezza che portano in coda un amo a becco d’aquila del 2/0. I palamiti devono essere “calati” in pesca su fondali di circa 30 metri. La migliore delle esche è senza dubbio il bibi ma può essere innescato anche con molluschi e crostacei. Le ore migliori per questa pesca sono assolutamente le prime ore dopo l’alba. Da ricordare che per ogni imbarcazione il pesca-sportivo non può utilizzare più di 200 ami a palamito.

Le esche per la pesca dell’orata

Sono tantissime le esche indicate per la pesca di questo pesce. Partiamo dal granchio di sabbia, uno dei cibi preferiti dell’orata. Il granchio deve essere reperito preferibilmente attorno alla zona di pesca. E’ un’esca che se innescata bene può’ anche durare circa un’ora e, che se muovendosi tra la sabbia e le alghe ‘ attirare facilmente l’attenzione del pesce. Solitamente il granchio viene innescato con due ami nella parte posteriore del carapace. Questo permette un movimento libero del crostaceo senza ucciderlo durante l’innesco. Il granchio e’ un’esca micidiale per l’orata, l’ideale e’ comunque di ferrare alla prima toccata per evitare che il pesce morda il granchio senza mordere l’amo.

Il montaggio classico per la pesca dell’orata

Per la pesca all’orata non dimenticate di portare con voi la vostra cassettina da pesca con gli accessori necessari alla cattura delle orate. Portate sempre con voi un filo elastico per legale l’esca in caso sia troppo morbida e rischi di staccarsi dall’amo durante il lancio. Un ago per innescare i vermi come il bibi o il verme coreano. Le starlight per la pesca di notte e delle campanelline per la pesca di giorno. Per la pesca all’orata bisogna essere preparati a sentire le micro toccate del pesce per ferrare rapidamente. Se pescate l’orata a beach ledgering portate con voi un trepiede per posare le canne durante la pesca, difficilmente tra i moli e le scogliere potrete trovare un punto d’appoggio per posare le canne. Se invece pescate a surfcasting sulla spiaggia portate con voi dei picchetti porta canne da spiaggia.

Il paguro, esca micidiale per orate

Il paguro è un esca micidiale per pescare le orate. Si innesca estraendolo dalla conchiglia ed innescandolo all’amo dal cefalotorace (la schiena del crostaceo). In molti preferiscono fare qualche giro di filo elastico per evitare che al lancio si possa perdere.

Cosa serve per pescare l’orate: alcuni consigli per aumentare la capacità di cattura ed il comfort

La pesca a questo sparide rimane sempre e comunque una delle tecniche piu’ praticare in mare. In particolare negli ambienti portuali e costieri l’orata è onnipresente. Ricordate solamente di rispettare il mare e di rilasciare gli esemplari di orata al di sotto dei 20 centimetri. Permetterete al pesce di crescere e riprodursi e un giorno chissà, pescherete l’orata da record che tanto aspettate !

LE MIGLIORI ESCHE PER l'ORATA

La pesca dell’orata dalla barca

orata pescata dalla abrca

Lancio e Attesa: Dopo aver lanciato l’esca, mantieni la canna in una posizione stabile e controlla regolarmente per eventuali morsi. L’orata è un pesce prudente, quindi può mordere in modo molto delicato.

Recupero: Una volta sentito un morso, attendi qualche secondo prima di ferrarla. Il recupero deve essere costante e delicato per evitare che l’orata scappi.

La pesca dell’orata dalla barca è una pratica comune tra gli appassionati di pesca sportiva. L’orata è un pesce molto apprezzato per il suo sapore e può essere un obiettivo desiderato per chi ama pescare in mare o in acque salmastre.

L’orata è una preda tipica della pesca da terra ma si può pescarla anche dalla barca e con ottimi risultati. Vediamo come…

L’orata come tutti gli sparidi e un pesce abbastanza schivo e pauroso. La sua forza però spinge i pescatori del Mediterraneo a ricercarla sia da terra ma anche dalla barca. Sebbene la pesca dell’orata dalla barca sia una tecnica a parte, diversa dal classico bolentino, viene praticata con la barca in deriva su zone poco profonde. L’orata infatti vive nei primi 30 metri d’acqua, piu’ facilmente la si trova nei primi 15.

Una pesca tecnica

La pesca dell’orata in barca è praticata con canne lunghe sino a 2.70 metri spesso con vettino in fibra per sentire meglio le tocche del pesce. Infatti, l’orata deve essere subito ferrata ed nel caso che il pesce riesca a scappare difficilmente si riavvicinerà alla vostra esca. La canna da barca per l’orata come già detto oltre ad essere leggera per poter pescare canna in mano deve essere tattile e trasferire rapidamente alla mano il segnale della toccata.

Dove trovare l’orata

Non esiste uno spot per l’orata dato che questo pesce si muove di continuo alla ricerca di cozze, vermi o crostacei da “spaccare” con i possenti denti conici. Per tale motivo l’orata in barca la si cerca facendosi trascinare dal vento in deriva su zone rocciose o miste sabbia/posidonia.

Oggi ci sono nuove tecniche di pesca che potremmo definire “alla moda” come ad esempio la pesca al tenya indirizzata prevalentemente agli sparidi.

Se invece si fa parte della vecchia scuola, l’orata in barca potete pescarla con il bibi,il granchio, la cozza, i vermi o anche il paguro bernardo. Queste esche funzionano bene per l’orata e permettono comunque di pescare anche pagri e pagelli oltre ad altre specie minori.

Il terminale per l’orata

A seconda che peschiate con il granchio, con la cozza o il verme, per la pesca all’orata è d’obbligo il fluorocarbon. Questo filo invisibile permette di aumentare considerevolmente le tocche dei pesci proprio per la sua trasparenza in acqua.

La montatura per la pesca dell’orata dalla barca

In quanto all’amo come per la pesca da terra sono da preferire a becco d’aquila di misura dal 4 al 8. L’amo per orata deve essere scelto con cura e non si deve sbagliare perché non si tratta di un dettaglio. La scelta di un amo diverso potrebbe farvi perdere tutte le chance di catturare questo magnifico sparide con la macchia d’oro sulla fronte.

Quando pescare l’orata dalla barca

Il periodo migliore sicuramente varia da aprile sino ad agosto settembre. Con l’arrivo dell’inverno le orate si spostano verso fondali piu’ profondi per la riproduzione e dunque le catture saranno rare e sporadiche di qualche esemplare rimasto sotto costa.

  1. Attrezzatura:
    • Canna da pesca: Usa una canna da pesca di lunghezza e resistenza adeguate per gestire l’orata. Le canne da spinning o le canne da bolentino possono essere adatte.
    • Mulinello: Scegli un mulinello della taglia 2000 sino a 4000
    • Esche: Le orate si nutrono di una varietà di prede, tra cui piccoli pesci, crostacei e vermi. Le esche comuni includono il bibi, la cozza, i vermi come coreano o tremolina ma anche piccoli crostacei
    • Terminali: Usa piombi e ami adatti all’orata. La dimensione dell’amo a becco d’aquila dipenderà dalle dimensioni dell’orata che stai cercando di catturare. Comunemente sono usati lai del 2/0 e 4/0
  2. Localizzazione:
    • Le orate possono essere trovate vicino a fondali sabbiosi, scogliere, relitti o strutture sommerse. Un sonar o un ecoscandaglio a bordo della barca può aiutarti a individuare le zone promettenti.
  3. Tecniche di pesca:
    • Pesca in deriva: La pesca inderiva è un’altra tecnica popolare. Lascia che la barca si sposti con la corrente e getta l’esca. Questo metodo è efficace per coprire diverse zone mentre ti sposti con la deriva naturale.
    • Pesca a fondo: Se sai che le orate si nascondono nelle zone sabbiose o vicino a strutture sommerse, puoi praticare la pesca a fondo. Utilizza un piombo per far scendere l’esca sul fondo e attendi che l’orata morde.
  4. Attendi pazientemente: La pesca richiede pazienza. Aspetta che l’orata abbocchi e quando lo fa, esegui una ferma ferrata e comincia a recuperare.
  5. Sicurezza: Assicurati che la tua barca sia in buone condizioni, che tu abbia attrezzature di sicurezza a bordo e che tu conosca le condizioni del mare e le previsioni meteorologiche prima di uscire a pescare.

La pesca dell’orata dalla barca può essere un’esperienza gratificante, ma richiede pazienza, conoscenza e attrezzature adeguate.

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