Ha avuto un grande successo il convengo organizzato dalla Uilapesca a Sant’Anna Arresi il 12 ottobre sul tema “Mare, pesca e lavoro: la Sardegna è una grande risorsa”. Oltre 100 i pescatori presenti, di cui molte donne; e la partecipazione del sottosegretario alla pesca, Giuseppe Castiglione, insieme al capo reparto pesca del Mipaaf, Pietro Verna, al capogruppo PD in Comagri-Camera dei deputati Nicodemo Oliverio e a Gessica Rostellatocomponente della commissione lavoro. Oltre a loro, in rappresentanza della regione Sardegna, Antonio Salis della direzione generale agricoltura e diversi consiglieri regionali. Particolarmente significativa, infine, la presenza, tutta al femminile, del sindaco di Sant’Anna Arresi Teresa Pintus, e dei comandanti della Guardia Costiera di Sant’Antioco Maria Teresa Ostuni, del commissariato di Polizia di Carbonia Gabriella Comi e della Compagnia dei carabinieri di Carbonia Lucia Dilio (nella foto allegata ritratte insieme a Garau e Mammucari).

Per la Uila, il segretario nazionale Pietro Pellegrini ha presieduto il dibattito, introdotto dalla relazione di Gaia Garau, segretaria regionale Uila e concluso dalla segretaria generale Uilapesca Enrica Mammucari. “Questa iniziativa” ha detto Garau “nasce dalla volontà di unire le forze per costruire insieme un progetto di sviluppo per la pesca in Sardegna che restituisca centralità e attenzione al settore e crei opportunità di crescita e di lavoro in particolare per i giovani”.
I problemi specifici della pesca sarda sono stati posti dal segretario regionale Uilapesca Luciano Marica, pescatore e leader della marineria locale. Tra questi, la pesca di tonno e pesce spada, dalla quale sono esclusi i pescatori sardi. Ancor più sentita è “l’emergenza delfini”, dovuta alla loro proliferazione nelle acque sarde, con gravi conseguenze, in termini di pescato sottratto ma, soprattutto di reti distrutte. Da qui la richiesta di prevedere degli indennizzi regionali come già avvenuto nel caso dei cormorani.

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Grande spazio, infine, al tema lavoro e alla denuncia della disparità di trattamento che i pescatori subiscono, rispetto ad altri settori produttivi, in tema di ammortizzatori sociali, sicurezza, riconoscimento delle malattie professionali e soprattutto sul versante previdenziale. “Ma quella che consideriamo l’ingiustizia più grande” ha detto Mammucari “è l’esclusione della pesca dalle attività considerate usuranti che hanno diritto all’anticipo pensionistico (APE social). Una esclusione incomprensibile e inaccettabile, contro la quale Uilapesca e Uila stanno raccogliendo le firme per presentare due progetti di legge di iniziativa popolare su questo ed altri temi legati al welfare”.

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