Pesca ai Pagelli a Bolentino: la guida completa
Il pagello fragolino sembra facile da ingannare, ma è uno degli sparidi più sospettosi dei nostri mari. Ecco come trovare il branco, montare il terminale giusto e scegliere l’esca che fa davvero la differenza.
Perché il pagello fragolino non abbocca a chiunque
La pesca al pagello fragolino sembra, a prima vista, una delle più semplici da praticare: basta calare la lenza e aspettare. Non è affatto così. Il pagello è un pesce sospettoso, che aspira l’esca con estrema delicatezza invece di avventarsi su di essa, e che spesso gira attorno al terminale senza che il pescatore se ne accorga nemmeno. Conoscerne le abitudini — dove si trova, quando è più attivo, come si comporta il branco — fa la differenza tra tornare in porto con la cesta piena o con qualche microtoccata rimasta senza risposta.
Le abitudini del pagello fragolino
Un pesce fedele alla propria zona
Il pagello fragolino vive sotto costa a profondità variabili tra i 10 e i 150 metri, mantenendosi nello stesso areale per gran parte dell’anno. Gli individui più giovani prediligono le zone costiere, mentre gli adulti si spostano verso acque più profonde. Si nutre su fondali spesso fangosi, dove — da buon sparide — va alla ricerca di invertebrati e piccoli pesci nascosti sotto il sedimento. Una volta che un branco individua una zona fangosa ricca di cibo, difficilmente si sposta, mantenendosi in loco anche per la riproduzione, che avviene in tarda primavera con emissione di uova pelagiche durante l’estate.
Come molti sparidi, è ermafrodita proteroginico: nasce femmina e cambia sesso con l’accrescimento, anche se una parte dei maschi resta primaria, cioè maschio per l’intera esistenza. È inoltre un predatore prevalentemente notturno, il che spiega perché le ore ideali per insidiarlo siano quelle dell’alba e del tramonto, quando l’attività di caccia è ancora o già ripresa.
Come trovare il branco di pagelli
Il vero lavoro del bolentinaro comincia prima ancora di innescare l’amo. Sebbene si possa andare alla ricerca del pagello con le classiche “prove di calata”, è l’ecoscandaglio a fare davvero la differenza, segnalando i profili di fondale più interessanti — in particolare i punti in cui il fondale fangoso incontra ambienti rocciosi o si trova in prossimità delle praterie di Posidonia oceanica, habitat particolarmente ricchi di cibo per questa specie.
Meglio ancorati o a scarroccio?
Scarroccio per cercare, ancora per pescare
Se non si hanno ancora punti di riferimento precisi, la scelta migliore è pescare a scarroccio: un’ancora galleggiante aiuta a rallentare il movimento della barca nella corrente, permettendo di “battere” una zona più ampia in cerca del branco. Una volta individuati i pagelli, però, è fortemente consigliato ancorarsi: a differenza di altre specie, i pagelli non seguono le esche calate in mare, e restare fermi sopra la zona giusta è essenziale per continuare a catturarli.
Canna, mulinello e lenza per il bolentino ai pagelli
Il pagello non si fionda sull’amo con voracità: lo aspira delicatamente, e le sue “microtoccate” sono spesso solo i primi assaggi dell’esca. Serve un’attrezzatura pensata apposta per percepire questi segnali minimi.
Canna
- Lunghezza 3-4 metri
- Struttura rigida, ma con vettino sensibilissimo
- Deve trasmettere anche le toccate più delicate
Mulinello
- Frizione morbida e molto reattiva
- Bobina capiente per pescare anche a profondità elevate
Lenza madre
- Nylon: spessore 0,30-0,35 mm
- Multifibra (in alternativa): spessore 0,15-0,17 mm
- Piombatura del terminale: 30-100 g a seconda di corrente e profondità
Le montature per il pagello: due o tre ami?
Il terminale per il pagello fragolino può essere montato a due o a tre ami, a seconda della profondità e della densità del branco individuato.
Montatura a due ami
Il piombo va inserito appena sopra l’amo che lavora a contatto con il fondale, con il secondo amo posizionato più in alto, a circa 70-80 cm di distanza. I braccioli devono essere lunghi almeno 40 cm.
Montatura a tre ami
Il calamento, dall’alto verso il basso, è composto da amo-piombo-amo-amo. I braccioli vanno distanziati di almeno 80 cm l’uno dall’altro, per evitare ingarbugliamenti durante il recupero.
Cosa mettere sull’amo per il pagello fragolino
La scelta dell’esca è probabilmente la variabile che più di ogni altra decide l’esito di una sessione di bolentino ai pagelli.
| Esca | Note pratiche |
|---|---|
| Gambero di paranza | L’esca con la resa maggiore in assoluto in molte zone d’Italia; unico neo, è costosa e non sempre facile da reperire |
| Cannolicchio | Ottima alternativa al gambero, ampiamente diffusa e più economica |
| Paguro | Esca di alta resa ma di reperimento difficile; si può richiedere a pescatori che lavorano con tramagli, recuperandolo dopo la salpata delle reti |
| Muriddu, verme coreano | Vermi marini molto validi, presenza fissa nella scatola del bolentinaro |
| Cappuccetto | Piccolo mollusco simile a una seppia in miniatura, molto gradito al pagello |
| Calamari a strisce | Esca versatile, utile come alternativa quando le altre scarseggiano |
Quando pescare il pagello fragolino
Il pagello fragolino ha un picco di attività ben definito tra l’autunno e la primavera, quando si sposta su batimetriche più accessibili rispetto ai mesi estivi. All’interno della giornata, le ore migliori restano l’alba e il tramonto: essendo un predatore che caccia prevalentemente con il favore del buio, è in questi momenti di passaggio tra luce e oscurità che si mostra più disposto ad abboccare.
Pagello fragolino, occhione o pagello bastardo?
Sotto il nome generico di “pagello” si nascondono in realtà specie diverse, spesso confuse anche da pescatori esperti. Il pagello fragolino viene catturato principalmente a bolentino sportivo, mentre viene pescato con reti e palamiti dai professionisti; l’occhione (Pagellus bogaraveo) vive fino a 900 metri di profondità e si riconosce dalla macchia nera circolare dietro la testa e dalla grande dimensione dell’occhio da cui prende il nome. Per un confronto dettagliato tra le tre specie e i criteri di riconoscimento corretti, la nostra guida dedicata è la lettura di riferimento: Pagello fragolino, occhione e pagello bastardo: come riconoscerli.
Le domande più comuni sulla pesca ai pagelli
Perché non sento le toccate del pagello?
Perché il pagello aspira l’esca con estrema delicatezza invece di attaccarla con voracità: serve una canna con vettino molto sensibile e attenzione costante al filo per percepire le microtoccate iniziali.
Quale esca scegliere se il gambero di paranza è troppo costoso?
Il cannolicchio è un’ottima alternativa più economica, così come muriddu e verme coreano, sempre presenti nella scatola di un bolentinaro esperto.
Meglio pescare ancorati o in movimento?
Conviene cercare il branco a scarroccio, con un’ancora galleggiante che rallenta la deriva della barca, per poi ancorarsi stabilmente una volta individuata la zona giusta: i pagelli non seguono le esche in movimento.
A che profondità si trova di solito il pagello fragolino?
Generalmente tra i 10 e i 150 metri, con i giovanili più vicino alla costa e gli adulti che prediligono acque più profonde all’interno di questo intervallo.
Qual è il periodo migliore per pescare i pagelli?
Il picco di attività si concentra tra autunno e primavera; nella giornata, le ore migliori restano l’alba e il tramonto.
Approfondimenti collegati
Fonti
- Esperienza diretta e osservazioni di campo sul bolentino costiero al pagello fragolino
- Letteratura ittiologica sugli Sparidi mediterranei (ermafroditismo proteroginico, biologia riproduttiva)
Marcello Guadagnino
Biologo marino · Fondatore di Il Giornale dei Marinai · ilgiornaledeimarinai.it