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Il mistero del cimitero delle balene

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cimitero delle balene
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Esiste veramente il cimitero delle balene?

Sulla punta nord dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, vi è una lunga lingua di sabbia chiamata Farewell Spit. La zona è divenuta famosa per aver accolto centinaia di balene che a Farewell Spit hanno trovato la morte.

Nel febbraio 2015, 200 globicefali si sono spiaggiati sulla riva. E’ stata la più grande moria di balene concentrata in poche centinaia di metri dell’ultimo decennio. La metà sono morte, il resto del gruppo è stato salvato da volontari che muniti di secchielli hanno cercato di mantenere i corpi dei cetacei idratati per poi spingerli in mare e ridare loro la vita..

Spiagge come Farewell Spit potrebbero essere dei veri e propri cimiteri delle balene, ma ne estirebbero altri che non conosciamo.

Già Aristotele, oltre 2000 anni fa si era posto la domanda. In Historia Animalium aveva scritto: «Non si sa per quale motivo le balene si arenano sulla terraferma; in ogni caso accade abbastanza spesso, e per nessun motivo evidente.”

Spiaggiamenti di massa si verificano di frequente in tutto il mondo.

Nel Regno Unito, fino a 800 cetacei l’anno (tra cui stenelle, globicefali e delfini) trovano la morte lungo le spiagge. In Scozia nel 2013, ci sono stati 211 casi. Anche nel sud-est e nord-ovest degli Stati Uniti si osservano centinaia di spiaggiamenti all’anno, così come le coste dell’ Italia della Nuova Zelanda e Australia. Ma è chiaro che il numero degli spiaggiamenti di Farewell Spit è anomalo, ci potrebbe essere un legame più forte tra le morti dei cetacei e il possibile cimitero dei cetacei. Ma perchè proprio a Farewell Spit?

cimitero delle baleneIl tempo sembra essere un fattore  determinante. Nel 2005, un team guidato da Karen Evans, e poi dalla University of Tasmania a Hobart, ha analizzato gli spiaggiamenti avvenuti in  oltre 82 anni nel sud-est dell’Australia e della Tasmania. Gli scienziati hanno scoperto che il picco di spiaggiamenti avviene ogni 11-13 anni, e questi picchi sono correlati  ai cambiamenti del vento e delle correnti aeree.

I cetacei potrebbero perdere la rotta…

I venti che cambiano direzione potrebbero spingere i nutrienti verso le coste spingendo cosi i cetacei troppo vicino alla costa spingendoli a spiaggiarsi. Potrebbero anche causare tempeste in mare che disorienterebbero i cetacei sino a portarli alla morte in terra. Delle ipotesi che ancora non trovano riscontro negli studi scientifici, in particolare a Farewell Spit.

E’ strano che questi spiaggiamenti avvengano sempre in massa e sempre contemporaneamente.  Molte specie di balene vivono in grandi gruppi, tra cui molte femmine con i loro piccoli. Tra questi anche i globicefali, la specie più a rischio per quanto riguarda gli “spiaggiamenti di massa”. Questo ha spinto a pensare all’ipotesi del  “leader  malato”. Se un membro dominante del gruppo si ammala o si perde, gli altri potrebbero seguirlo nel pericolo.

cimitero delle balene
Scheletro di balena depositato sul fondale marino ormai abitazione del porcellino di mare

Ancora un’altra ipotesi spinge a pensare che le balene malate per evitare l’annegamento in mare si spingerebbero lungo le spiagge per continuare a respirare. Sarebbe un comportamento bizarro ma che potrebbe portare i mammiferi a dei ricordi ancestrali di quando abitavano la terra ferma.

Adesso arriva un’altra ipotesi sulla causa degli spiaggiamenti di massa: L’uomo Molti ricercatori e ambientalisti hanno suggerito che le attività umane contribuiscono agli spiaggiamenti delle balene. Ad esempio, nel Regno Unito c’è stato un aumento del 25% tra il 1990 e il 2010, secondo il programma di inchiesta britannica Cetacei Strandings. Ciò potrebbe essere accaduto proprio per l’aumento dell’antropizzazione lungo le coste inglesi. Ma il colpevole più accreditato potrebbe essere il sonar utilizzato dalle navi militari, cosi potente che penetra sino al fondo dell’oceano. Il sonar potrebbe spaventare e disorientare le balene che a causa di rapide risalite potrebbero rischiare l’ embolia.

Ma come si spiega il mistero del cimitero delle balene nel deserto di Atacama?
Gli spiaggiamenti di massa di cetacei come abbiamo visto sono spesso un mistero. Oggi spesso riusciamo a scoprire le cause degli spiaggiamenti. I ricercatori dell’Università di Santiago è riuscito addirittura a scoprire le cause di spiaggiamenti di cetacei avvenuti fra 6 e 9 milioni di anni fa  in Cile in una zona chiamata Cerro Ballena nel deserto di Acatama, che rappresenta un vero e proprio cimitero delle balene. Gli scienziati, fino ad oggi, non conoscevano la causa della morte di queste balene. Sarebbero ben 4 gli spiaggiamenti consecutivi di cetacei avvenuti in diversi periodi in quel luogo e dovuti tutti, secondo quanto riportato nello studio,  ad avvelenamento causato da alghe.

Il cimitero delle balene è stato scoperto quando si stava costruendo la grande Autostrada Panamericana. Si tratta di un sito ricchissimo perchè sono diverse le specie di cetacei che ivi si trovano risalenti a ere antiche del nostro pianeta. Gli scienziati che hanno potuto operare sul sito per alcuni anni hanno creato una riproduzione in 3D grazie a sofisticate apparecchiature tecnologiche.  Una ricerca in cui viene dimostrata la causa dei successivi spiaggiamenti è stata pubblicata sui Proceedings of The Royal Society B.

Gli scienziati hanno trovato gli scheletri di 10 tipi di vertebrati marini, ben 40 grandi balene e una specie di capodoglio ormai estinta.

Gli scheletri si sono conservati in quattro livelli distinti, facendo pensare ad uno stesso evento che si è ripetuto nel tempo. Inoltre dalla posizione degli animali gli scienziati hanno dedotto che potrebbero essere morti in mare andandosi a depositare sulla terraferma in un secondo momento. Questo avrebbe consentito ai corpi di non essere dilaniati da animali spazzini del mare e di essere rimasti intatti a terra perchè non vi erano animali spazzini terrestri allora in quell’area.

Gli animali non presentano traumi e lo spiaggiamento antico sembra avere caratteristiche simili agli spiaggiamenti moderni dovuti a fioriture algali tossiche. Secondo gli scienziati inoltre, lungo la costa occidentale dell’America del Sud, ci sono state per oltre 20 milioni di anni le condizioni per fioriture algali nocive.  Perciò i cetacei potrebbero essere morti avendo ingerito altri animali o per ingestione diretta, con una morte relativamente rapida.

L’enorme ricchezza di fossili che il team ha esaminato rappresenta solo una frazione del potenziale di Cerro Ballena . Gli scienziati stimano che l’intera area possa conservare diverse centinaia di fossili, scheletri di mammiferi marini, in attesa di essere scoperti. Gli scienziati della  Universidad de Chile a Santiago stanno lavorando attivamente per creare un centro di ricerca vicino ai fossili di Cerro Ballena in modo che quelli che sono stati raccolti e quelli che sono ancora coperti da sedimenti possano essere protetti per i posteri .

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Web Editor : Marcello Guadagnino. Io sono Marcello, sono nato a Palermo ed ho vissuto a Marinella di Selinunte (Tp). Sono stato a contatto di pescatori sia sportivi che professionali che mi hanno dato la spinta dopo le scuole superiori a studiare biologia marina per poi terminare gli studi con un master in gestione della fascia costiera e delle risorse acquatiche nelle Marche. Oggi vivo in Francia a Montpellier dove mi occupo di pesca. Rimango sempre in contatto con la mia Sicilia dove torno spesso in particolare in estate dove mi aspetta la mia barca. Qui a Montpellier pratico tanta pesca sportiva, faccio subacquea, vado in barca e la sera quando si spengono le luci del giorno mi dedico al giornale dei marinai andando alla ricerca di news, articoli, guide per cercare di sensibilizzare il grande pubblico sui temi legati al mare.

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