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Pesca Sportiva · Cefalopodi del Mediterraneo

Pesca ai Calamari
Guida Completa 2026

Marcello Guadagnino
Marcello Guadagnino
Agg. 26 Marzo 2026 · 12 min di lettura
Rec Fishing 2026
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La pesca ai calamari è una delle tecniche più divertenti della pesca sportiva nel Mediterraneo. Si pratica di notte, dal molo o dalla barca, con artificiali chiamati totanare. Il calamaro è ambito sia per le carni pregiate che come esca viva per la traina a ricciole e dentici. Questa guida 2026 copre tutto: normativa Rec Fishing, taglia minima, tecniche di eging e barca, attrezzatura e totanare.

⚠️
Obbligo di legge dal 10 gennaio 2026
Rec Fishing: il calamaro non è tra le specie da dichiarare

Dal 10 gennaio 2026, in base al Regolamento UE 2023/2842, i pescatori sportivi e ricreativi over 16 devono registrarsi sull’app Rec Fishing e dichiarare le catture delle specie in elenco. In Italia il Decreto direttoriale MASAF del 27 aprile 2026 le limita per ora a tonno rosso, pesce spada, alalunga e lampuga (fase transitoria fino al 31 dicembre 2026). Il calamaro (Loligo vulgaris) non è nell’elenco: la registrazione all’app resta richiesta, ma le sue catture non vanno dichiarate.

Rec Fishing si affianca — senza sostituire — il tesserino MASAF, che rimane obbligatorio per tutti i pescatori sportivi.

  1. Scarica l’app Rec Fishing (iOS / Android) e accedi con EU Login
  2. Registrati: il sistema genera il tuo codice RecFishing personale
  3. Inserisci il codice nel portale SIAN al rinnovo del tesserino MASAF
  4. Prima di ogni uscita: apri la sessione e dichiara le catture a fine pesca

→ Guida completa: Rec Fishing in Italia: cos’è e a che punto siamo

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Nessuna taglia minima UE — Calamaro Loligo vulgaris nel Mediterraneo
Né il Reg. CE 1967/2006 né il Reg. UE 2019/1241 fissano una taglia minima per il calamaro nel Mediterraneo. Rilasciare gli esemplari piccoli resta comunque una buona pratica, che aiuta gli stock.
⚠ Nelle Aree Marine Protette (zona A e B) la raccolta di cefalopodi può essere vietata totalmente, indipendentemente dalla taglia. Verifica sempre l’ordinanza locale del tuo compartimento marittimo. Alcune capitanerie applicano restrizioni aggiuntive sulle quantità massime giornaliere.
Calamaro Loligo vulgaris in acqua
Loligo vulgaris: corpo allungato, pinne triangolari e 10 tentacoli con ventose — il calamaro più comune nel Mediterraneo

Il calamaro europeo: conoscerlo per catturarlo

Il calamaro europeo (Loligo vulgaris) è un mollusco cefalopode dal corpo allungato con due pinne triangolari ai lati. La bocca è circondata da 8 braccia e 2 tentacoli più lunghi, ricoperti di ventose. È un predatore attivo che si nutre di pesci, crostacei e molluschi.

È un animale notturno: di notte risale verso la superficie seguendo la mangianza attratta dalla luce. È cannibale: un calamaro allamato che risale attira spesso altri esemplari.

→ Scheda completa: Calamaro (Loligo vulgaris) — habitat, biologia e stato IUCN

CaratteristicaDati
Nome scientificoLoligo vulgaris
HabitatMediterraneo e Atlantico nord-orientale, 0–500 m di profondità
Taglia minima legaleNessuna taglia minima UE nel Mediterraneo: verifica le ordinanze locali
RiproduzioneGennaio–luglio: si avvicina alla costa, più accessibile dal molo
AlimentazionePesci, crostacei, molluschi — occasionalmente cannibale
Prezzo al mercato10–13 €/kg (fino a 18–20 €/kg sotto le feste)
Pesca ai calamari di notte dal molo
La pesca notturna dal molo illuminato è il contesto classico dell’eging — la luce artificiale fa tutto il lavoro di richiamo

Quando e dove pescare i calamari

La stagione migliore va da settembre a marzo, con picchi in autunno e inizio primavera. Durante il periodo riproduttivo (gennaio–luglio) si avvicinano alla costa e sono più accessibili dal molo. Si pescano di notte, dalle ore successive al tramonto fino a notte fonda.

I fondali giusti: fondali rocciosi e bordi di secche tra 10 e 30 m per la pesca da fermo; posidonieti ricchi di vita; moli illuminati di notte — la luce artificiale attira il plancton, il plancton attira la mangianza, la mangianza attira i calamari.

Posizionati sul bordo ombra — dove la luce del molo incontra il buio. È lì che i calamari stazionano in agguato.

Le tecniche principali a confronto

TecnicaDa doveProfonditàDifficoltàIdeale per
EgingMolo o riva3–20 mMediaChi non ha barca, pesca notturna costiera
Pesca da fermoBarca ancorata10–30 mFacilePrincipianti con punti GPS noti
ScarroccioBarca alla deriva20–80 mMediaEsplorare secche e posidonieti
Traina lentaBarca in movimento20–50 mMediaFondali ampi, ricerca attiva
Calamari pescati
Cattura di calamari dalla barca: il momento del recupero è il più critico — usa sempre il guadino per non perdere la preda

Attrezzatura e totanare

Canna e mulinello

Per la pesca ai calamari servono canne corte con vettino molto sensibile — fondamentale per percepire la tocca leggera del calamaro. Per l’eging dal molo: canne da 2,4–3 m specifiche con anelli ravvicinati. In bobina usa filo 0,18–0,20 mm elastico. Per l’eging, preferisci il trecciato PE 0.6–0.8 con finale in fluorocarbon 0,20–0,25 mm: più sensibile e resistente all’abrasione.

Le totanare

La totanara è l’esca artificiale per eccellenza. Ha la forma di un gamberetto o pesciolino con alla base un cestello di ami senza ardiglioni detto “traditore”. Prima di calarla va avvicinata a una fonte luminosa per renderla fosforescente — questo passaggio non va mai saltato.

? Totanare piombate
Il piombo è incorporato nell’esca. Ideali per fondali non troppo profondi e per la pesca dal molo con eging. Affondano a velocità costante e prevedibile — utile per il dart and fall.
? Totanare non piombate
Il piombo viene aggiunto in fondo al calamento. Ideali per montare più totanare a bandiera sullo stesso filo — tecnica dalla barca. Permettono di pescare su più profondità contemporaneamente.
? Misure
Dalla misura 1.5 alla 4.0 (notazione giapponese). Nel Mediterraneo le misure 2.0–2.5 sono le più efficaci per il calamaro. Misure maggiori per il totano.
? Colori
Di notte: rosa, arancione e dorato — i più efficaci con la luce del molo. Di giorno in acque chiare: blu e verde. In acque torbide: colori fluo e fosforescenti.

Pesca ai calamari dal molo: l’Eging

L’Eging è la tecnica giapponese per la pesca ai cefalopodi dal molo o dalla riva, oggi diffusissima in tutto il Mediterraneo. Il nome deriva da “egi” — il nome giapponese della totanara. Per la tecnica completa e la scelta delle totanare: sezione tecnica eging di GDM →

  1. Lancia la totanara verso il punto desiderato. I moli illuminati: posizionati sul bordo ombra, dove la luce finisce e inizia il buio.
  2. Lascia affondare fino alla profondità voluta — conta i secondi per avere la stessa profondità ad ogni lancio.
  3. Recupera lentamente con il mulinello imprimendo leggeri strattoni verso l’alto: il classico “dart and fall”. Il calamaro aggredisce nella fase di caduta.
  4. La tocca del calamaro non è violenta come quella di un pesce — sentirai un peso che aumenta sull’artificiale, come se l’esca si fosse appesantita.
  5. Ferrata decisa e recupero veloce senza mai allentare la tensione. Il calamaro si sfila facilmente con un filo molle.
? Consiglio da campo: se un calamaro segue la totanara senza aggredire, fermati completamente qualche secondo — il movimento improvviso della caduta libera spesso scatena l’attacco. Tieni sempre una torcia per ricaricare la fosforescenza della totanara ogni 3–4 lanci.
Calamaro con totanara
Il calamaro catturato con totanara: il “traditore” (cestello di ami senza ardiglioni) trattiene il cefalopode senza ferirlo se si vuole usarlo come esca viva

Pesca dalla barca: da fermo e scarroccio

Tecnica da fermo

Ancorati su batimetrie dai 10 ai 30 m, meglio se su coordinate GPS di pescate precedenti. Cala la totanara fino a toccare il fondo, risali di 1–2 m, poi imprimi strattoni delicati e regolari verso l’alto — simulano una preda viva. Puoi montare 2–3 totanare a bandiera sullo stesso calamento con piombo in fondo.

Per pasturare: nella pesca sportiva la lampara è vietata. Usa sacchetti di sardine tritate a rilascio lento — concentrano la minutaglia e dove c’è minutaglia arrivano i calamari.

Tecnica a scarroccio

Lascia la barca in balia della corrente senza ancorarsi, scorrendo fondali e secche da 20 a 80 m. Se la corrente è troppo forte, riducila con un’ancora a pallone o un secchio legato a una corda. Terminata la secca, risali la corrente a motore e ripercorri il tratto. Calibra il piombo in base all’intensità della corrente.

Traina ai calamari

Dalla barca a velocità ridottissima, traina il terminale facendo strisciare il piombo sul fondale. I calamari in zona si avvicineranno all’artificiale. Efficace su fondali dai 20 ai 50 m.

Il calamaro allamato che risale attira gli altri — se noti un calamaro che segue senza attaccare, tienilo vicino alla barca il più a lungo possibile. Gli altri del branco arriveranno.

— Tecnica collaudata nella pesca notturna in Tirreno

Recupero, guadino e conservazione

Il momento più critico è il recupero in superficie. Il calamaro arrivato vicino alla barca espellerà violentemente acqua dal sifone nel tentativo di liberarsi — e ci riesce facilmente se non si usa il guadino.

1
Non usare il guadino — è il modo sicuro per perdere la preda in superficie
2
Allentare la tensione durante il recupero — il calamaro si sfila immediatamente
3
Non ricaricare la fosforescenza — la totanara perde efficacia in 3–4 lanci
4
Ferrare troppo presto — aspetta di sentire il peso aumentare sull’esca
5
Usare totanare senza caricarle alla luce — inutili in pesca notturna
? Come esca viva per la traina: il calamaro pescato di notte va conservato nelle vasche ossigenate fino alla battuta di traina. Deve essere ancora vivo al momento dell’innesco — la traina va iniziata entro poche ore dalla pesca. Il “traditore” senza ardiglioni permette di liberarlo senza danni se si vuole rilasciarlo.

Domande frequenti

La stagione migliore va da settembre a marzo, con picchi in autunno e inizio primavera. Durante il periodo riproduttivo (gennaio–luglio) i calamari si avvicinano alla costa e sono più facilmente raggiungibili dal molo. La pesca notturna è sempre preferibile a quella diurna.
Nel Mediterraneo la normativa UE (Reg. CE 1967/2006 e Reg. UE 2019/1241) non fissa una taglia minima per il calamaro europeo (Loligo vulgaris). Possono però esistere limiti locali, per esempio nelle Aree Marine Protette o nelle ordinanze delle Capitanerie. È buona pratica rilasciare gli esemplari piccoli. Nelle Aree Marine Protette il prelievo può essere vietato totalmente indipendentemente dalla taglia.
La pesca ai calamari inizia dopo il tramonto e prosegue fino a notte fonda. Il calamaro è un predatore notturno che risale verso la superficie di notte seguendo la mangianza attratta dalla luce. Le ore migliori sono generalmente le prime 3–4 ore dopo il tramonto e le ultime ore prima dell’alba.
Le totanare sono artificiali specifici per la pesca ai cefalopodi. Hanno la forma di un gamberetto o pesciolino con alla base un cestello di ami senza ardiglioni detto “traditore”. Prima di usarle vanno avvicinate a una fonte luminosa per caricare la fosforescenza. Si recuperano con strattoni leggeri verso l’alto (tecnica “dart and fall”) — il calamaro aggredisce nella fase di caduta libera.
Nella pesca da fermo la barca è ancorata in un punto preciso (ideale con coordinate GPS di pescate precedenti) su fondali di 10–30 m. Nello scarroccio la barca deriva con la corrente esplorando secche e posidonieti su profondità maggiori (20–80 m). La pesca da fermo è più facile per i principianti; lo scarroccio permette di trovare i calamari su fondali sconosciuti.
Sì, con la tecnica dell’Eging — nata in Giappone e oggi diffusissima nel Mediterraneo. Si lancia la totanara e si recupera lentamente con strattoni verso l’alto. I moli illuminati di notte sono i punti migliori: posizionati sul bordo ombra, dove la luce del molo incontra il buio. Approfondimento: tecnica eging su GDM.
Il calamaro pescato di notte va conservato in vasche ossigenate con acqua di mare. Deve rimanere vivo fino al momento dell’innesco per la traina a ricciole e dentici — la battuta va iniziata entro poche ore dalla pesca. Come esca per consumo alimentare: mettilo subito in ghiaccio appena pescato per preservare la qualità delle carni.

Fonti e riferimenti normativi

  • Regolamento UE 2019/1241 — Misure di conservazione per le risorse alieutiche nel Mediterraneo (taglie minime cefalopodi)
  • Regolamento UE 2023/2842 — Pesca ricreativa e obbligo di registrazione digitale (Rec Fishing)
  • Decreto MASAF 27 aprile 2026 — Categorie soggette a registrazione RecFishing in Italia
  • FAO — Fisheries and Aquaculture: Loligo vulgaris species factsheet
  • ISPRA — Monitoraggio stock di cefalopodi nel Mediterraneo occidentale
  • Oceanis Srl — Dati osservativi 2024–2025, pesca ai cefalopodi in Tirreno e Adriatico
Pesca ai calamari
Rilascia i calamari piccoli e registrati su Rec Fishing — la sostenibilità è il futuro della pesca sportiva
Marcello Guadagnino
Direttore Scientifico — GDM
Marcello Guadagnino
Biologo marino e responsabile scientifico del Giornale dei Marinai. Collabora Oceanis Srl e Cofrepêche. Oltre 10 anni di esperienza nella pesca professionale e ricreativa in Mediterraneo e Atlantico.