La pesca ai calamari


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Una breve guida su come pescare i calamari. La biologia, le esche, la tecnica per la pesca sportiva a questo stupendo cefalopode.

Sono due le tecniche principali per pescare i calamari, la pesca da fermo o lo scarroccio. La prima consiste nell’ancorarsi dove sappiamo per certo di trovare i calamari; più facile ancora se si conoscono le coordinate geografiche, rilevate in precedenti pescate con l’utilizzo di GPS, in cui le catture sono state abbondanti. La seconda invece a scarroccio ci permette di scorrere i fondali in balia della corrente, senza gettare nessuna ancora sul fondo. Se la corrente è forte si puo’ ridurre il movimento della barca con un ancora a pallone in mare o un secchio legato ad una corda e gettato in acqua. Per pescare i calamari ci si posizionerà su batimetrie dai 10 ai 30 metri su fondali rocciosi, su bordi delle secche o dove può stazionare la mangianza dei calamari costituita da piccoli pesci e in misura minore da crostacei, molluschi e policheti.

Si procederà quindi a far affondare le esche fino a che non si sentirà il piombo toccare, dopodiché si procederà a un’azione di spinning per la risalita dell’esca. Bisognerà applicare degli strattoni molto delicati in modo da imprimere un movimento “veritiero” all’esca. Il calamaro, riconoscendolo come preda, si attaccherà all’esca rimanendo tradito dagli ami che circondano la base. Nel momento in cui la nostra preda verrà allamata bisognerà procedere a un recupero veloce.

Attrezzature per pescare i calamari

Per la pesca ai calamari sono da preferire canne corte dal vettino molto sensibile, in modo da poter agitare in acqua la nostra esca finta. In bobina nel mulinello ci sarà del filo dello spessore di 0,18-0,20 mm molto elastico. Le esche per la pesca ai calamari utilizzate sono le totanare, che nel tempo si sono evolute cambiando peso, forma e colore. Sono lenze che portano legato un cestello di ami senza barbe detto “traditore”, fissato a una lunga barretta in metallo cui in passato si legava un pezzo di pesce salato. Adesso questa barretta ha preso le sembianze di un crostaceo o di un pesce, che viene avvicinato a una fonte luminosa prima di essere “calato” in acqua in modo da divenire fosforescente e quindi essere più riconoscibile. Le totanare possono essere piombate, oppure il piombo può essere inserito al termine del calamento.

 

Web Editor : Marcello Guadagnino. Io sono Marcello, sono nato a Palermo ed ho vissuto a Marinella di Selinunte (Tp). Sono stato a contatto di pescatori sia sportivi che professionali che mi hanno dato la spinta dopo le scuole superiori a studiare biologia marina per poi terminare gli studi con un master in gestione della fascia costiera e delle risorse acquatiche nelle Marche. Oggi vivo in Francia a Montpellier dove mi occupo di pesca. Rimango sempre in contatto con la mia Sicilia dove torno spesso in particolare in estate dove mi aspetta la mia barca. Qui a Montpellier pratico tanta pesca sportiva, faccio subacquea, vado in barca e la sera quando si spengono le luci del giorno mi dedico al giornale dei marinai andando alla ricerca di news, articoli, guide per cercare di sensibilizzare il grande pubblico sui temi legati al mare.

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