Le tecniche principali a confronto
| Tecnica | Da dove | Profondità | Difficoltà | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| Eging | Molo o riva | 3–20 m | Media | Chi non ha barca, pesca notturna costiera |
| Pesca da fermo | Barca ancorata | 10–30 m | Facile | Principianti con punti GPS noti |
| Scarroccio | Barca alla deriva | 20–80 m | Media | Esplorare secche e posidonieti |
| Traina lenta | Barca in movimento | 20–50 m | Media | Fondali ampi, ricerca attiva |
Attrezzatura e totanare
Canna e mulinello
Per la pesca ai calamari servono canne corte con vettino molto sensibile — fondamentale per percepire la tocca leggera del calamaro. Per l’eging dal molo: canne da 2,4–3 m specifiche con anelli ravvicinati. In bobina usa filo 0,18–0,20 mm elastico. Per l’eging, preferisci il trecciato PE 0.6–0.8 con finale in fluorocarbon 0,20–0,25 mm: più sensibile e resistente all’abrasione.
Le totanare
La totanara è l’esca artificiale per eccellenza. Ha la forma di un gamberetto o pesciolino con alla base un cestello di ami senza ardiglioni detto “traditore”. Prima di calarla va avvicinata a una fonte luminosa per renderla fosforescente — questo passaggio non va mai saltato.
Pesca ai calamari dal molo: l’Eging
L’Eging è la tecnica giapponese per la pesca ai cefalopodi dal molo o dalla riva, oggi diffusissima in tutto il Mediterraneo. Il nome deriva da “egi” — il nome giapponese della totanara. Per la tecnica completa e la scelta delle totanare: sezione tecnica eging di GDM →
- Lancia la totanara verso il punto desiderato. I moli illuminati: posizionati sul bordo ombra, dove la luce finisce e inizia il buio.
- Lascia affondare fino alla profondità voluta — conta i secondi per avere la stessa profondità ad ogni lancio.
- Recupera lentamente con il mulinello imprimendo leggeri strattoni verso l’alto: il classico “dart and fall”. Il calamaro aggredisce nella fase di caduta.
- La tocca del calamaro non è violenta come quella di un pesce — sentirai un peso che aumenta sull’artificiale, come se l’esca si fosse appesantita.
- Ferrata decisa e recupero veloce senza mai allentare la tensione. Il calamaro si sfila facilmente con un filo molle.
Pesca dalla barca: da fermo e scarroccio
Tecnica da fermo
Ancorati su batimetrie dai 10 ai 30 m, meglio se su coordinate GPS di pescate precedenti. Cala la totanara fino a toccare il fondo, risali di 1–2 m, poi imprimi strattoni delicati e regolari verso l’alto — simulano una preda viva. Puoi montare 2–3 totanare a bandiera sullo stesso calamento con piombo in fondo.
Per pasturare: nella pesca sportiva la lampara è vietata. Usa sacchetti di sardine tritate a rilascio lento — concentrano la minutaglia e dove c’è minutaglia arrivano i calamari.
Tecnica a scarroccio
Lascia la barca in balia della corrente senza ancorarsi, scorrendo fondali e secche da 20 a 80 m. Se la corrente è troppo forte, riducila con un’ancora a pallone o un secchio legato a una corda. Terminata la secca, risali la corrente a motore e ripercorri il tratto. Calibra il piombo in base all’intensità della corrente.
Traina ai calamari
Dalla barca a velocità ridottissima, traina il terminale facendo strisciare il piombo sul fondale. I calamari in zona si avvicineranno all’artificiale. Efficace su fondali dai 20 ai 50 m.
Il calamaro allamato che risale attira gli altri — se noti un calamaro che segue senza attaccare, tienilo vicino alla barca il più a lungo possibile. Gli altri del branco arriveranno.
— Tecnica collaudata nella pesca notturna in TirrenoRecupero, guadino e conservazione
Il momento più critico è il recupero in superficie. Il calamaro arrivato vicino alla barca espellerà violentemente acqua dal sifone nel tentativo di liberarsi — e ci riesce facilmente se non si usa il guadino.
- Il calamaro (Loligo vulgaris): biologia, habitat e stato IUCN
- Tecnica eging: tutti gli articoli GDM
- Rec Fishing in Italia: cos’è e a che punto siamo (2026)
- Molluschi del Mediterraneo: tutte le specie
- La pesca con il palamito: come usare il calamaro come esca
- Guida completa alla pesca sportiva in mare
Domande frequenti
Fonti e riferimenti normativi
- Regolamento UE 2019/1241 — Misure di conservazione per le risorse alieutiche nel Mediterraneo (taglie minime cefalopodi)
- Regolamento UE 2023/2842 — Pesca ricreativa e obbligo di registrazione digitale (Rec Fishing)
- Decreto MASAF 27 aprile 2026 — Categorie soggette a registrazione RecFishing in Italia
- FAO — Fisheries and Aquaculture: Loligo vulgaris species factsheet
- ISPRA — Monitoraggio stock di cefalopodi nel Mediterraneo occidentale
- Oceanis Srl — Dati osservativi 2024–2025, pesca ai cefalopodi in Tirreno e Adriatico