L'AMORE AL TEMPO DEI POLPI


Uno studio sulla riproduzione dei polpi svela “una forma” di cannibalismo.

Uno studio sulla riproduzione dei polpi svela “una forma” di cannibalismo. Un gruppo di ricerca ha osservato il momento della riproduzione, in Indonesia, notando che dopo l’accoppiamento la femmina ha avvolto il maschio con i suoi tentacoli soffocandolo, e dopodichè lo ha portato nella sua tana per nutrirsene.

Una scena ancora mai osservata in questo genere di cefalopodi. Sarebbero i maschi che hanno il tentacolo che trasporta lo sperma (ectocotile) più corto a soccombere al partner. Non potendo tenere a debita distanza la femmina, per assicurare la riuscita dell’accoppiamento, la “signora polpo” porta il partner con se “per sempre“.

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la riproduzione dei polpi

Nelle specie che praticano il cannibalismo infatti, tutti i maschi hanno evoluto un ectocotile più lungo, proprio per sopravvivere all’accoppiamento, con il rilascio dell’ultima parte dell’organo nella cavità palleale della femmina.

La riproduzione dei polpi

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L’amore al tempo dei polpi

Per attrarre le femmine, i polpi effettuano un rituale di corteggiamento. Liberano sperma in pacchetti seminali, detti spermatofore. Per trasferirli alla cavità palleale della femmina durante la copula, utilizzano un braccio modificato chiamato ectocotile. Dopo che la femmina del polpo ha deposto le uova (in numero che varia da 50.000 a 400.000) le difende da possibili predatori fino alla schiusa. In questo periodo di 1-2 mesi non si nutre perdendo una gran parte del suo peso e muore dopo la schiusa. Le paralarve che escono dalle uova attraversano prima una fase planctonica, per poi subire metamorfosi, diventare bentonici, ed essere in tutto e per tutto simili ad adulti in miniatura.

 

1 commento

  1. vado sempre a guardare cosa fanno i polpi. Li rispetto molto perchè sono molto pochi ormai anche nel mare di Sardegna. Ormai posso individuaRE LE LORO TANE ma ci sono molti sub che non hanno più rispetto di nulla e le tane sono sempre più vuote. Anche dove è proibito pescare succede tutto questo. E’ un vero attentato alla natura cosa si può fare ? Grazie per il bell’articolo : vi leggerò sempre con piacere. italiagervasio@gmail.com

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