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La Bretagna è invasa dai polpi

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Le coste della Bretagna, regione francese che guarda sull’Atlantico, stanno subendo una vera e propria invasione del polpo comune (Octopus vulgaris). Se il polpo era discretamente presente negli anni 60, gli ultimi decenni invece hanno visto la specie divenire sempre meno presente sino all’estate dello scorso anno. Questa presenza massiccia crea degli interrogativi per il futuro degli ecosistemi e per la pesca.

Sono i pescatori del Finistere e delle isole Glenan che per il momento che ne stanno approfittando. Sebbene il polpo non sia un prodotto utilizzato dai ristorati bretoni, in molti si stanno riconvertendo, mettendo il cefalopode al centro dei menu. Venduto a circa 10 euro al Kg, i pescatori arrivano a sbarcare decine e decine di Kg al giorno per imbarcazione. In alcuni porti si arrivano a sbarcare sino a 20tonnellate di polpi al giorno.

Per il momento, sebbene il polpo sia relativamente impopolare tra i ristoratori bretoni, pescatori e grossisti della regione vendono il prodotto nel sud della Francia e in altri paesi europei, principalmente Spagna e Portogallo.

Danni ad altre specie

Stiamo assistendo ad una proliferazione improvvisa che potrebbe causare danni all’ecosistema ed alla pesca.

I polpi hanno l‘abitudine di andare a cibarsi nelle nasse, divorando i granchi esca o le catture. Sembra anche il numero di astici (prodotto molto ricercato nella regione) stia diminuendo negli sbarchi. I prezzi dei crostacei montano cosi alle stelle. Questo fenomeno è accentuato dal fatto che alcuni pescatori hanno cominciato la pesca del polpo, abbandonando altre tecniche di pesca, soprattutto quelle legate alla pesca degli astici o la pesca della spigola.

Proliferazione polpi : quale danno agli ecosistemi

Per quanto riguarda le spiegazioni di questa proliferazione, i ricercatori non hanno ancora dati per affermare che la presenza massiccia dei polpi in Bretagna sia dovuta al cambiamento climatico.  

Uno studio pubblicato nel 2016 sulla rivista scientifica Current Biology mostra che la popolazione mondiale di cefalopodi (compresi i polpi) è generalmente aumentata negli ultimi sessant’anni. Secondo il team di biologi, questi invertebrati potrebbero aver ”  beneficiato  “ dei cambiamenti ambientali di cui sta soffrendo l’oceano .

Anche la mancanza di predatori potrebbe essere una pista da seguire.

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