Il parassita Ceratothoa italica infesta gli allevamenti. Nessun problema per l’uomo.

Il parassita dei pesci Ceratothoa italica
Il parassita dei pesci Ceratothoa italica

Un esempio di parassiti non pericolosi per l’uomo è Ceratothoa italica, un isopode parassita di dimensioni spesso superiori ai 5 cm. Le larve, libere in acqua, una volta raggiunto il pesce lo attaccano legandosi alla pelle per poi spostarsi in breve tempo nella cavità orale. Una volta che arrivano nella bocca del pesce le larve di Ceratothoa italica cominciano letteralmente a succhiare il sangue dell’ospite. Li cominciano a crescere sino a raggiungere lo stadio adulto che puo’ misurare sino a 6 cm. A differenza di un altro parassita il Cymothoa exigua che si nutre mangiando la lingua del pesce e sostituendosi ad essa, Ceratothoa italica si nutre del sangue del pesce provocando uno stress cronico, un ritardo nella crescita e predisposizione ad infezioni batteriche.

parassita Ceratothoa italica
Il parassita Ceratothoa italica

I pesci più colpiti da questo parassiti sono pesci grufolatori o predatori che si nutrono vicino ai fondali delle acque costiere come spigole ed orate. I pesci invece pelagici sembrano non interessare il Ceratothoa italica.

Gli allevamenti intensivi sono soggetti alle infestazioni di C. italica soprattutto nei periodi estivi quando la temperatura dell’acqua si alza raggiungendo un tasso d’infezione spesso superiore al 50%.

C. italica dunque non rappresenta un pericolo per l’uomo, ma nonostante cio’ è assolutamente vietato immettere sul mercato pesci invasi da parassiti regolamento (CE) 853/2004.

I consumatori spesso non sono a conoscenza di questi parassiti e cio’ li puo’ spaventare, soprattutto se i prodotti provengono da mercati ittici o direttamente dal pescatore. Dunque bisogna fare attenzione al prodotto acquistato o se pescato è meglio privare il pesce della testa prima della cottura.

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