Grazie alla diffusione dei ristoranti soprattutto asiatici, il sushi è diventato un prodotto prelibato e sempre più consumato. Ma occhio ai parassiti dei pesci.
Spesso mangiare pesce crudo come nel sushi può riserbare brutte esperienze soprattutto se il trattamento del prodotto ittico non viene fatto seguendo i parametri imposti dalla legge. Quando si parla di parassiti dei pesci subito salta alla mente il nematode anisakis, parassita che infesta il pesce azzurro e che, se ingerito, può essere anche letale per l’uomo. Ma l‘anisakis non è il solo nemico degli amanti del pesce crudo. Innanzitutto dobbiamo fare una distinzione tra i parassiti che creano problemi all’uomo e quelli che invece non minacciano la nostra salute. I primi conosciuti come parassiti ittici zoonosici e i parassiti ittici non zoonosici.
Sono quasi sempre le forme larvali a causare problemi, e anche se spesso devitalitazzate con processi quali congelamento a -20°C per 96 ore, possono comunque causare delle fastidiose reazioni allergiche.
I parassiti dei pesci non sono tutti vermi
Fatta eccezione per Pennella che è un piccolo crostaceo il resto dei parassiti appartengono al philum dei platelminti ossia dei vermi piatti.
Opisthorchis è un trematode di piccolissime dimensioni che infesta soprattutto pesci d’acqua dolce come carpe e tinche. Vive nelle acque del Sud Est dell Asia ma anche negli acquitrini di Germania, Polonia e Siberia. Sembra che la loro presenza sia stata segnala anche in Italia (Umbria e Lazio). L’unico modo per essere certi di non incorrere nella malattia, che interessa principalmente il fegato, è congelare i pesci a -20°C per almeno una settimana prima di consumarli crudi, siano essi marinati o affumicati a freddo. Le larve non sono visibili ad occhio nudo.
Diphyllobotrium latum, ovvero la tenia dei pesci. Vive anche nei laghi del territorio italiano e attacca le carni di persici, trote e coregoni. é conosciuto come il verme più lungo al mondo visto che può anche raggiungere i 15 metri. La loro infestazione provoca nell’uomo la difillobotriasi che si manifesta con una carenza di vitamina B nel corpo.
Heterophyes heterophyes è invece un parassita trematode che provoca la malattia Heterophidosi. H. heterophyes è un parassita molto resistente alla cottura e per evitare le gravi infiammazioni all’intestino che esso provoca bisogna cuocere le carni dei pesci a 100° per almeno 10 minuti.
Trypanorhyncha è invece un platelminte che vive nei tessuti muscolari del pescespada.
Pennella è un crostaceo di piccole dimensioni che penetra con la sua testa nei tessuti muscolari del pesce ospite fino ad arrivare agli organi interni dove succhia il sangue per nutrirsi, formando ascessi di grandi dimensioni.
Marcello Guadagnino - Biologo Marino
Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin :
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