Uomini appollaiati su altissime pertiche, conficcate sui fondali marini. Questo è l’insolito metodo di pesca tipico della cultura cingalese.

Alla ricerca costante dei più particolari metodi di pesca,dopo aver raccontato la pesca con la guffa, la pesca dei gamberetti a cavallo e ancora la pesca con i cormorani, siamo incappati in un reportage fotografico veramente magnifico che racconta la pesca con la pertica nello Shi Lanka. Un insolito metodo di pesca tipico delle culture dello Shi Lanka conosciuta anche con il nome di pesca sul trespolo. Le foto realizzate a Kogala, sono lo specchio di come l’uomo, in base al territorio ed alle sue risorse, possa pescare in maniera veramente sostenibile.

la pesca con la pertica
La pesca con la pertica, chiamata in inglese stilt fishing, è praticata all’alba ed al tramonto, i pescatori sono seduti su di un trespolo o pertica in legno, a pochi cm dall’acqua. I pali che vengono piantati in acqua rimangono un “patrimonio familiare” che viene tramandato di generazione in generazione.

Appollaiati sul trespolo

la pesca con la pertica
Appollaiati su questi pali, i pescatori catturano sardine, aringhe e piccoli sgombri che la mattina vengono poi portati al mercato del pesce.
la pesca con la pertica
Le canne da pesca, semplici bastoni di bambolo, sono dotati di una lenza che riporta l’amo, a cui i pescatori innescano vermi di sabbia raccolti sul luogo di pesca. Il palo portante è fissato sul fondo del mare e quasi in cima c’è una barra trasversale, chiamata Petta, su cui i pescatori si siedono. L’equilibrio precario fa si che il pescatore con una mano trattenga la canna e con l’altra si appoggi al palo per evitare di cadere in acqua.

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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