Lo squalo volpe – Alopias vulpinus

Il Giornale dei MARINAI SqualiLo squalo volpe – Alopias vulpinus
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Lo squalo volpe é una specie cosmopolita, abita infatti tutti i mari ed oceani del pianeta con acque calde e temperate. Non é presente nelle zone polari.

Dove vive lo squalo volpe

Specie generalmente pelagica, le sue incursioni vicino alle coste sono molto frequenti ma sembrano riservate principalmente ai giovani esemplari. Da adulto questo squalo caccia sino a profondità di 400m

Descrizione

Lo squalo volpe é facilmente riconoscibile dalla grande pinna caudale di dimensioni uguali al corpo dell’animale. Lo squalo volpe può raggiungere i 6 metri e più per un peso di 500 kg!

Coi suoi 6 m di lunghezza, rappresenta la specie più grande fra le tre ascritte al genere Alopias:

Il suo colore dominante varia dal blu argenteo al nero attraverso un grigio brunastro sul dorso.

Muso piccolo, corto e cilindrico, lo squalo volpe ha inoltre una testa piccola e grandi occhi rotondi privi di membrana nittitante.

Nel prolungamento della testa, cinque fessure branchiali sporgono leggermente sulle pinne pettorali falciformi particolarmente lunghe e strette.

La sua spettacolare coda è asimmetrica: il lobo inferiore è corto ma potente mentre il lobo superiore è molto allungato. Spesso rappresenta la metà della lunghezza totale del corpo dell’animale e termina con un lobo terminale piccolo e poco appariscente.

Specie simili

Il genere Alopias ha altre due specie che non devono essere confuse:

Lo squalo volpe obeso Alopias superciliosus (Lowe, 1841):
Simile allo squalo volpe, ma più piccolo (max: 4,80 m). Ha un muso è più lungo, gli occhi molto grandi e ovali, laterodorsali. Presenta una profonda scanalatura sul retro del collo. È più rotondo e meno alto. Nell’A. superciliosus, la parte superiore della pinna caudale ha un lobo terminale ben marcato.
Questa specie sembra essere più comune nel Mediterraneo occidentale, mentre l’Alopias vulpinus si trova in tutto il bacino del Mediterraneo.

Lo squalo volpe pelagico Alopias pelagicus (Nakamura, 1935): Il piu’ piccolo delle tre specie: non supera i 3.30m da adulto. La sua testa è più stretta rispetto allo squalo volpe comune, la fronte è meno arrotondata, il muso più allungato. Le sue pinne pettorali hanno una forma quasi rettilinea, le estremità sono meno appuntite. La pinna caudale è più arretrata che in A. vulpinus. La demarcazione bianca del suo ventre non si estende al di sopra dei pettorali e il lobo terminale della sua caudale è quasi assente. Non è mai stata catturata nel Mediterraneo (considerata una specie dell’Oceano Pacifico e Indiano), ma la sua presenza rimane possibile..

Alimentazione

Esclusivamente carnivoro, è un attivo cacciatore di calamari, pesci e persino uccelli marini. La lunghezza della sua pinna caudale sembra aumentare la sua efficienza nel rintracciare pesci gregari come aringhe, sgombri o sardine, aiutandolo a stordire e catturare la preda.

Riproduzione

L’accoppiamento dello squalo volpe non è mai stato osservato in natura.

La  maturità sessuale del maschio è stata determinata tra 7 e 13 anni (ad una taglia di circa 3 m) e tra 8 e 14 anni nella femmina (per una taglia di circa 3,50 m).

Come altre specie di squali, la femmina dello squalo volpe è in grado di tenere in riserva per un tempo molto lungo, per un utilizzo successivo, lo sperma raccolto durante l’accoppiamento.

Negli ovovivipari come lo squalo volpe, la gestazione richiederà diversi mesi (da nove a dodici) durante i quali le uova si svilupperanno nel ventre della madre.

I piccoli continueranno a svilupparsi nel ventre della madre nutrendosi anche delle uova  rimaste per schiudersi oofagia*.

Parassitismo:

Lo squalo volpe sembra essere parassitato da nove specie di copepodi, del genere Nemesis, che si attaccano alle lamelle branchiali e causano danni ai tessuti provocando problemi respiratori.

*L’oofagia è il meccanismo per il quale, durante la crescita intra- uterina in alcune specie vivipare aplacentate, l’embrione più sviluppato si ciba di uova appositamente prodotte dalla madre.Alla nascita, in primavera, verranno rilasciati solo da due a quattro cuccioli, che misurano ancora da 1,20 ma 1,50 m circa, e pronti ad affrontare il mondo marino ei suoi pericoli …

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Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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