La nacchera di mare conosciuta con il suo nome scientifico di Pinna nobilis è il piu’ grande mollusco bivalve del Mar Mediterraneo. Si tratta di un filtratore come la cozza ma che puo’ raggiungere sino ad  metro di altezza. In passato la pinna nobilis è stata oggetto di depredazione da parte di pescatori che la estirpavano per rivenderla o solamente come oggetto decorativo. Oggi la specie è protetta secondo la direttiva Habitat della UE. Vige infatti un divieto strettissimo di raccolta se non a scopo scientifico.

In Sardegna la pinna nobilis era raccolta in passato per recuperarne il bisso, una bava fatta da cheratina che a contatto con l’acqua si solidifica divenendo divenendo soffice come la seta. Una volta pulita dagli organismi incrostanti i ricamatori Sardi la utilizzavano per cucire le decorazioni dei foulard tipici. Secondo alcune leggende anche il vello d’oro di Crisomallo era fatto dal bisso delle nacchere.

Oggi si possono ancora trovare al mercato nero o sui siti di compravendita le valve delle nacchere. Non conoscendo la provenienze e se il mollusco è stato pescato prima della direttiva Habitat se ne sconsiglia l’acquisto.

Specie emblematica del Mediterraneo

La Pinna nobilis è una specie di grande interesse ecologico in quanto indicatore ambientale e nucleare in Sardegna alla Maddalena. Questo grande mollusco bivalve è oggi in pericolo a causa di un parassita che sta distruggendo questi grandi ed affascinanti molluschi.

La Pinna nobilis si riproduce e cresce molto lentamente, molto lentamente. Bisogna aspettare almeno una decina di anni prima della prima riproduzione. Negli ultimi decenni le popolazioni stanno letteralmente scomparendo.  In natura il solo vero predatore delle nacchere è il polpo che se trova lo spazio per entrare all’interno delle valve, dapprima si nutre del mollusco per poi diventarne il proprietario.

Il Killer delle Pinne nobilis

Nel 2016 centinaia di nacchere sono state ritrovate morte con le conchiglie aperte e ricoperte di alghe. E’ accaduto nell’alto Tirreno, in Francia ed in Spagna. Gli scienziati allertati sono riusciti a trovare il colpevole rapidamente. Si tratta di un parassita soprannominato Haplosporidium pinnae che vive nella cavità gastrica delle pinne e gli impedisce di nutrirsi correttamente portandole alla morte. In breve tempo i litorali francesi, italiani,  sino a alla Grecia hanno visto episodi di morie massicce legate ad innalzamenti della temperatura delle acque. Sembra che per frenare le morie di nacchere la soluzione è l’abbassamento della temperatura dell’acqua.

Verso quale futuro

Sempre piu’ rare le pinne nobilis, vivono nei primi 40 della colonna d’acqua dove ancora arriva la luce. La loro decimazione è stata una vera ecatombe. Il futuro di questi molluschi è nelle amni del clima e le estati sempre più calde non favoriscono certo il loro benessere. L’estinzione delle pinne nobilis sarebbe un ecatombe per il patrimonio faunistico mediterraneo. Queste morie sono strettamente legate alla scomparsa del piccolo gamberetto simbionte della nacchera il Pontonia pinnophylax.

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