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“Granchio blu, la bufala dei “supermaschi”: cosa dice davvero la scienza”

A fine agosto 2026 Science ha pubblicato un articolo che farà notizia anche in Italia, e prevedibilmente verrà frainteso: negli Stati Uniti, biologi dell’Idaho e dell’Arizona hanno dimostrato che allevare “supermaschi” — salmerini di fonte con due cromosomi Y invece di uno — può portare all’estinzione locale di popolazioni di Salvelinus fontinalis invasivo. Nel West Fork Black River la popolazione è arrivata al 61% maschile; in due torrenti dell’Idaho l’eradicazione è già stata confermata geneticamente. È una notizia vera, verificata, importante per la gestione delle specie invasive d’acqua dolce nordamericane.

Ed è quasi inevitabile che qualcuno, in Italia, si chieda: “possiamo fare lo stesso col granchio blu?”

La risposta breve è no, e vale la pena spiegare perché con precisione, perché la tentazione di un “proiettile magico” contro Callinectes sapidus — dopo che i danni alla pesca e all’acquacoltura hanno superato i 100 milioni di euro nel solo 2024 — è comprensibile ma rischia di alimentare aspettative che la biologia non può sostenere.

Come funziona la tecnica dei supermaschi

Il meccanismo, chiamato “Trojan Y-chromosome”, sfrutta un sistema genetico di determinazione del sesso ben noto nei salmonidi: i maschi hanno cromosomi XY, le femmine XX. Somministrando estradiolo a maschi giovani di salmerino, i ricercatori li femminilizzano anatomicamente — restano geneticamente YY ma sviluppano organi riproduttivi femminili. Incrociati con maschi normali (XY), producono una parte di prole YY: i supermaschi. Rilasciati in un corso d’acqua e accoppiati con femmine selvatiche di salmerino (XX), generano progenie che è per definizione tutta maschile, perché la femmina può trasmettere solo X. Ripetuto su più generazioni, il rapporto tra i sessi collassa e la popolazione si estingue per mancanza di femmine.

È un protocollo mutuato dall’acquacoltura, che da decenni usa maschi YY per aumentare la produzione di alcune specie ittiche — motivo per cui gli scienziati dell’Idaho hanno potuto applicarlo relativamente in fretta, anche se ci sono comunque voluti cinque anni per creare la prima linea riproduttiva.

Perché il granchio blu è un caso completamente diverso

Ci sono quattro ragioni, tutte tecniche, per cui questa strategia non è trasferibile al granchio blu nelle lagune e nelle coste italiane.

1. Il sistema di determinazione del sesso è diverso. Nei crostacei decapodi — granchio blu incluso, ma anche altri invasori come il granchio cinese — il sesso non è governato da un sistema cromosomico semplice tipo XY, ma da una ghiandola androgena, scoperta per la prima volta proprio nel granchio blu nel 1947. Questa ghiandola produce un ormone insulino-simile (IAG, insulin-like androgenic gland factor) che induce la mascolinizzazione durante lo sviluppo. Non esiste un equivalente diretto del sistema “YY” dei salmonidi: manipolare il sesso di un decapode significherebbe intervenire su un asse ormonale molto diverso, per il quale non esiste alcun protocollo scalabile equivalente a quello acquacolturale usato per il salmerino.

2. La biologia riproduttiva del granchio blu rende la strategia matematicamente improponibile. Ogni femmina produce tra 700.000 e 2,1 milioni di uova per deposizione, con larve planctoniche (zoea → megalopa) che si sviluppano per 30-70 giorni disperse dalle correnti su distanze di centinaia di chilometri — è proprio questo il motivo per cui la specie è arrivata in Mediterraneo dall’Atlantico attraverso le acque di zavorra delle navi. Anche riuscendo a produrre supermaschi di granchio blu, la quantità necessaria per alterare il rapporto tra i sessi in popolazioni di milioni di individui, disperse su un intero bacino marino, sarebbe di ordini di grandezza superiore a quanto richiesto per un torrente idahoano — e lo stesso articolo di Science ammette che già la carpa comune, pesce d’acqua dolce molto fecondo ma comunque confinato in bacini chiusi, è considerata “un’impresa ardua” per questo metodo.

3. Il sistema è aperto, non contenibile. Il successo in Idaho dipende dalla possibilità di isolare e monitorare un singolo corso d’acqua. Le lagune italiane dove il granchio blu prolifera — Sacca di Goro, delta del Po, laguna di Venezia, Manfredonia — sono connesse al mare aperto, con scambio idrico costante e popolazioni che si mescolano su scala regionale e mediterranea. Non esiste un “torrente Bear” italiano da poter isolare e trattare.

4. L’ostacolo regolatorio europeo. Il rilascio deliberato di organismi manipolati geneticamente o ormonalmente in acque comunitarie ricadrebbe sotto una delle normative più restrittive al mondo in materia di OGM e salute animale — la stessa cornice normativa (Regolamento UE 1143/2014) che vieta oggi il rilascio, il trasporto e persino la detenzione di specie aliene come il granchio cinese. Anche negli Stati Uniti, dove la regolamentazione è più permissiva, il progetto ha richiesto quasi vent’anni dal primo modello matematico (2008) ai primi risultati concreti pubblicati.

Cosa dice davvero la biologia del granchio blu sull’eradicazione

Non è un caso che la comunità scientifica italiana consideri già l’eradicazione del granchio blu dal Mediterraneo irrealistica, proprio a causa della biologia riproduttiva della specie e dell’ampia dispersione delle larve planctoniche — la stessa combinazione di fattori che rende inapplicabile la strategia dei supermaschi. Le strategie di gestione realistiche restano quelle su cui l’Italia si sta già muovendo: pesca mirata intensiva e sostegno alla filiera commestibile, monitoraggio e — dove possibile — coinvolgimento diretto dei pescatori locali nella rimozione, sul modello già sperimentato con successo in Nord America per altri crostacei invasivi.

Il punto

I supermaschi funzionano, e sono una notizia scientifica genuinamente importante — probabilmente cambieranno la gestione delle specie ittiche invasive d’acqua dolce nei prossimi anni, con carpa comune, luccio e persino la rana toro già nel mirino dei ricercatori americani. Ma è una tecnologia costruita su un sistema genetico e su un ambiente — corsi d’acqua dolce chiusi, specie con determinazione del sesso cromosomica nota — che non ha equivalente nel caso del granchio blu mediterraneo. Chi propone i supermaschi come soluzione al problema italiano sta, nella migliore delle ipotesi, confondendo due biologie molto diverse.

Biologia della ghiandola androgena / determinazione del sesso nei decapodi (Callinectes sapidus)

Biologia riproduttiva e dati già pubblicati su GDM

Marcello Guadagnino
A cura di
Marcello Guadagnino
Direttore e resp. scientifico del Giornale dei Marinai
Biologo marinoResponsabile Scientifico Oceanis

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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