Specie Aliena Invasiva — Banca Dati IAS Mediterraneo
Specie Aliena Invasiva

Canocchia di Massaua – Erugosquilla massavensis

Erugosquilla massavensis

⚠ Specie aliena invasiva 📍 Migrazione lessepsiana (Canale di Suez)

La canocchia di Massaua non aspetta di diventare un problema per diventare una risorsa: in Sicilia orientale è già in vendita nei mercati ittici, appena un anno dopo il primo esemplare catturato. È uno dei casi più rapidi di lessepsiano che passa dalla curiosità scientifica al banco del pesce.

Cosa c’è da sapere subito

  • Prima cattura in acque italiane lungo la costa orientale della Sicilia, nello Ionio occidentale; nel giro di un anno la popolazione locale era già definita “florida” dai ricercatori.
  • È già offerta in vendita nel mercato ittico di Catania — un caso raro di lessepsiano che diventa risorsa di pesca commerciale quasi subito dopo l’insediamento.
  • Compete potenzialmente con la canocchia comune (Squilla mantis), la specie nativa già ben nota alla pesca professionale e alla ristorazione italiana.
  • È commestibile e già apprezzata: nei mercati ittici di Suez, Ismailia e Port Said, in Egitto, è un prodotto comune da decenni.

Come riconoscerla (e non confonderla con la canocchia comune)

A un primo sguardo assomiglia molto alla canocchia comune (Squilla mantis), la specie che già conosciamo nella pesca e in tavola. Il dettaglio identificativo più affidabile per i ricercatori è la forma del telson (l’ultimo segmento dell’addome): quello di Erugosquilla massavensis ha una conformazione distinta rispetto a quello della canocchia nativa, visibile confrontando i due esemplari fianco a fianco.

Le dimensioni sono comparabili: raggiunge fino a circa 21-22 cm di lunghezza totale, con una taglia comune intorno ai 15 cm — nella stessa fascia della canocchia mediterranea, il che rende la confusione commerciale piuttosto probabile se non si presta attenzione.

Dal primo esemplare al mercato del pesce in un anno

Il caso siciliano è uno degli esempi più rapidi di passaggio da “prima segnalazione” a “presenza consolidata” documentati per un lessepsiano nel Mediterraneo centrale. Il monitoraggio è stato reso possibile da una collaborazione diretta tra il Museo Civico di Storia Naturale di Comiso e i pescatori locali — di nuovo un caso in cui è la pesca professionale, più che i programmi di ricerca dedicati, a intercettare per prima l’arrivo di una nuova specie.

Un anno dopo il primo esemplare, i ricercatori hanno documentato una popolazione già florida al largo della Sicilia, con esemplari regolarmente offerti in vendita nel mercato ittico di Catania — segno che la specie non è più un evento occasionale ma una presenza stabile nell’area.

Perché conviene tenerla d’occhio

Il rischio non è nell’oggi ma nel domani: la canocchia di Massaua ha un’elevata fecondità e una dieta predatrice, caratteristiche che — se la popolazione dovesse espandersi ulteriormente — potrebbero tradursi in una competizione diretta con la canocchia comune per lo stesso habitat e le stesse risorse alimentari. È lo stesso schema di “opportunità oggi, rischio ecologico domani” già visto con altri lessepsiani come il barracuda dalle strisce gialle o il nemiptero.

Non è un caso isolato: la sua comparsa in Sicilia si è accompagnata a quella di altre specie eritree termofile nello stesso periodo, tra cui il pesce coniglio striato (Siganus rivulatus) — un quadro coerente con l’aumento delle temperature superficiali del mare registrato nel Golfo di Catania proprio negli anni dell’insediamento.

Dove si sta espandendo

Originaria del Mar Rosso e del Golfo Persico, è entrata nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Fu segnalata per la prima volta al largo dell’Egitto già negli anni ’30 del Novecento (all’epoca scambiata per un’altra specie), per poi stabilirsi nel Levante e nel sud-est della Turchia dai primi anni ’60. Oggi è presente lungo le coste di Turchia, Siria, Cipro, Libano, Israele, Egitto, Libia, Sicilia, Malta, Tunisia, fino al Mar di Marmara e alle acque greche (Saronico, Creta, Rodi, Karpathos, Zante).

In Tunisia, nel Golfo di Gabès, la popolazione è cresciuta da appena 8 esemplari registrati nel 2013 a oltre un centinaio catturati nel biennio 2018-2019 — un ritmo di crescita che dà un’idea concreta di quanto velocemente questi popolamenti possano consolidarsi una volta superata la fase di primo insediamento.

È commestibile?

Sì, senza riserve particolari. È un prodotto comune da decenni nei mercati ittici egiziani di Suez, Ismailia e Port Said, e oggi è già venduta anche nel mercato ittico di Catania. Resta invece più rara nei mercati di Cipro, Israele e Turchia, anche se gli esperti prevedono un ruolo commerciale crescente man mano che le popolazioni locali si consolidano.

Domande frequenti

È già stabile in Italia?
Sì, almeno in Sicilia orientale: nel giro di un anno dal primo esemplare i ricercatori hanno documentato una popolazione florida, oggi venduta regolarmente al mercato ittico di Catania.

Come la distinguo dalla canocchia che conosco?
La differenza più affidabile è nella forma del telson, l’ultimo segmento dell’addome, diverso da quello della canocchia comune (Squilla mantis). A occhio nudo, taglia e aspetto generale sono molto simili.

È pericolosa per l’uomo?
No, nessun rischio noto. È commestibile e già apprezzata in diversi mercati del Mediterraneo orientale.

Che rischio comporta per la canocchia comune?
Un’elevata fecondità e una dieta predatrice la rendono una potenziale concorrente diretta della canocchia nativa, se la sua popolazione dovesse continuare a espandersi.

Perché è arrivata proprio ora in Sicilia?
La sua comparsa coincide con un aumento misurato delle temperature superficiali del mare nel Golfo di Catania, e si accompagna all’arrivo quasi simultaneo di altre specie eritree termofile nella stessa area.

👤

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

Tutti gli articoli →