Nome scientifico: Portunus segnis (Forskål, 1775)
Sinonimi: Portunus pelagicus, Portunus trituberculatus
Nome comune: Granchio blu, granchio nuotatore blu, flower crab
Distribuzione: Originario dell’Oceano Indiano occidentale, Mar Rosso, Golfo Persico. È entrato nel Mediterraneo orientale attraverso il Canale di Suez, stabilendosi in Egitto già nel 1898 e successivamente in Tunisia, Libano, Siria e Israele.
Morfologia e dimensioni
Il corpo di Portunus segnis è ovale e piuttosto appiattito, con una carapace che può raggiungere i 20 cm di larghezza. La colorazione varia dal grigio-verde al bluastro, con macchie rosse sulle chele. Le chele sono asimmetriche: una è più grande e robusta, mentre l’altra è più piccola e sottile. La specie presenta spine laterali sulla carapace e un margine posteriore dentato. La testa è dotata di due occhi prominenti e due antenne.
Habitat e ecologia
Portunus segnis è una specie bentonica che predilige fondali sabbiosi e fangosi, praterie di fanerogame marine e lagune costiere poco profonde. È stato osservato a profondità fino a 55 metri, ma è più comune tra 0 e 15 metri. La specie è notturna e si rifugia durante il giorno sotto rocce o in cavità. È un predatore opportunista, con una dieta principalmente carnivora che include molluschi, piccoli pesci e detriti organici.
Riproduzione

Portunus segnis è ermafrodita, con organi riproduttivi maschili e femminili. La riproduzione avviene attraverso accoppiamenti incrociati, con scambi reciproci di gameti maschili. Le uova vengono deposte in sacche portate sotto l’addome della femmina e si schiudono in larve che si sviluppano attraverso vari stadi prima di diventare adulti.
Impatto in Mediterraneo
Portunus segnis è stato uno dei primi crostacei lessepsiani a essere registrato nel Mediterraneo, entrando attraverso il Canale di Suez nel 1898. Da allora, ha colonizzato gran parte delle coste orientali del Mediterraneo, inclusi Egitto, Tunisia, Libano, Siria e Israele. La specie è stata segnalata anche in Italia, in particolare nel Golfo di Gabès in Tunisia.
La sua presenza ha suscitato preoccupazioni per l’impatto sulla biodiversità locale. Essendo un predatore opportunista, Portunus segnis può competere con le specie autoctone per il cibo e lo spazio, alterando le dinamiche ecologiche. Inoltre, la sua dieta comprende molluschi e piccoli pesci, che sono risorse alimentari importanti per altre specie marine.
Dal punto di vista economico, Portunus segnis ha avuto un impatto significativo sulla pesca locale. In alcune regioni, è stato considerato una risorsa commerciale, mentre in altre è stato visto come una minaccia per le attività ittiche tradizionali. La gestione della specie invasiva ha richiesto l’adozione di misure specifiche per bilanciare gli aspetti ecologici ed economici.
Differenze con Callinectes sapidus

Portunus segnis e Callinectes sapidus sono entrambi granchi nuotatori appartenenti alla famiglia Portunidae, ma presentano differenze morfologiche e ecologiche significative.
| Caratteristica | Portunus segnis | Callinectes sapidus |
|---|---|---|
| Origine | Oceano Indiano occidentale, Mar Rosso, Golfo Persico | Coste atlantiche americane |
| Introduzione in Mediterraneo | Canale di Suez, 1898 | Introduzione accidentale, anni ’90 |
| Habitat preferito | Fondali sabbiosi e fangosi, lagune costiere | Fondali sabbiosi, estuari e lagune |
| Profondità | Fino a 55 metri | Fino a 35 metri |
| Dieta | Carnivora opportunista | Onnivora, predatore di molluschi bivalvi |
| Impatto ecologico | Invasivo in alcune aree | Invasivo in alcune aree |
| Dimensioni | Carapace fino a 20 cm | Carapace fino a 23 cm |
Pesca
Portunus segnis viene catturato nel Golfo Persico utilizzando reti a strascico per gamberetti, reti a circuizione e reti a picchetto. Nel 1982, le catture a Bahrein superarono le 100 tonnellate, con le femmine ovipare che raggiungevano i prezzi più elevati sul mercato.
In Tunisia, la specie è stata segnalata per la prima volta nel 2014. Qui si è rivelata particolarmente impattante, causando danni agli stock ittici locali e agli attrezzi da pesca tradizionali. Tuttavia, nel tempo è diventata una risorsa redditizia per i pescatori. Per la sua invasività e la capacità di danneggiare le reti, i pescatori locali l’hanno soprannominata “Daesh”, in riferimento allo Stato islamico dell’Iraq e del Levante.
Con l’arrivo della specie, è stata sviluppata una nuova pesca mirata: i pescatori sono stati formati all’uso delle nasse per catturare i granchi. Sebbene in Tunisia non vengano consumati, i granchi pescati vengono esportati in Spagna, Italia, negli Stati Uniti e in diversi paesi asiatici, trasformando l’invasione in un’opportunità economica.
Portunus segnis rappresenta un esempio di come una specie originaria di un’area geografica possa adattarsi e proliferare in ambienti marini diversi, come il Mediterraneo. Sebbene inizialmente considerato dannoso per la pesca locale, il suo sfruttamento come risorsa commerciale ha portato benefici economici in alcune regioni. Tuttavia, è fondamentale monitorare costantemente la sua presenza e l’impatto ecologico per garantire un equilibrio tra sfruttamento e conservazione della biodiversità marina.
