Specie Aliena Invasiva — Banca Dati IAS Mediterraneo
Specie Aliena Invasiva

Caulerpa cylindracea: l’alga aliena che non viene da Suez (e rende i saraghi “di gomma”)

Caulerpa cylindracea

⚠ Specie aliena invasiva 📍 Acque di zavorra MED dal 1990

Caulerpa cylindracea è oggi l’alga invasiva più diffusa del Mediterraneo, ma la sua origine è spesso raccontata male: non è una specie lessepsiana arrivata dal Mar Rosso, bensì un’alga originaria dell’Australia sud-occidentale, portata nel bacino quasi certamente dalle acque di zavorra delle navi o dal commercio di acquariofilia. Ecco come riconoscerla, cosa fare se te la trovi in immersione e perché ha persino un effetto sul sapore del pesce che mangiamo.

Cosa c’è da sapere subito

  • Non è lessepsiana: nonostante si pensasse inizialmente a un’origine dal Mar Rosso, le analisi genetiche indicano con chiarezza un’origine dall’Australia sud-occidentale, introdotta probabilmente via acque di zavorra, incrostazioni sullo scafo delle navi o commercio di acquariofilia.
  • Prima segnalazione mediterranea nel 1990 lungo le coste della Libia; in Italia arriva già nel 1993, lungo le coste siciliane.
  • È inserita tra le 100 specie aliene più dannose del Mediterraneo, e rientra nel livello di impatto più alto (livello 4) nella scala di Meinesz sulle invasioni biologiche.
  • Colonizza praticamente ogni tipo di fondale — sabbioso, roccioso, e persino le praterie di Posidonia oceanica — dalla superficie fino a oltre 60 metri di profondità.
  • Ha un effetto documentato sulla qualità delle carni del sarago: il fenomeno noto come “sarago di gomma”.

Come riconoscerla

Ha l’aspetto di piccoli grappoli verdi simili a chicchi d’uva in miniatura, disposti su rametti eretti (filoidi) che si sviluppano da uno stolone strisciante ancorato al fondale tramite rizoidi. Il dettaglio distintivo per un occhio esperto è la presenza, nel filoide, di ramuli vescicolari rigonfi disposti radialmente lungo l’asse, con un caratteristico ingrossamento appena sopra il punto di attacco allo stolone.

Va distinta da due specie con cui si può confondere:

  • Caulerpa racemosa var. lamourouxii — la varietà nativa mediterranea, non invasiva: superficie molto più liscia, ramuli vescicolari arrotondati ma meno rigonfi e più corti.
  • Caulerpa taxifolia — l’altra grande caulerpa aliena del Mediterraneo, con filoidi caratterizzati da pinnule disposte in file lungo l’asse anziché dai rametti a grappolo tipici di C. cylindracea. Le due specie hanno storie di introduzione completamente diverse: C. taxifolia arrivò accidentalmente dall’acquario di Monaco nel 1984, C. cylindracea dall’Australia via traffico marittimo nel 1990.

Perché si diffonde così velocemente

Il segreto del suo successo sta in un doppio vantaggio. Primo: produce un metabolita secondario, la caulerpina, che la rende poco appetibile alla maggior parte degli erbivori nativi del Mediterraneo — priva quindi del suo predatore naturale, si espande senza freni biologici. Secondo: uno studio dell’Università di Pisa (2018, Journal of Ecology) ha dimostrato che è in grado di modificare chimicamente e fisicamente il fondale che colonizza — sedimento, movimento dell’acqua, caratteristiche del substrato — creando condizioni sempre più favorevoli a sé stessa e sempre più sfavorevoli alle specie native.

Si riproduce sia sessualmente (l’intera pianta si trasforma in gameti, e la pianta madre muore nel processo) sia vegetativamente, per crescita, frammentazione o formazione di propaguli. Proprio la capacità di rigenerarsi da un semplice frammento è il motivo per cui ancore, pinne da sub e attrezzi da pesca trascinati sul fondale possono involontariamente contribuire a diffonderla in nuove aree.

Il caso del “sarago di gomma”

Uno degli effetti più curiosi — e più concreti per chi pesca o consuma pesce — riguarda il sarago maggiore (Diplodus sargus), uno dei pesci più apprezzati del Mediterraneo. Il sarago si nutre attivamente di Caulerpa cylindracea, ma l’assunzione di caulerpina provoca alterazioni fisiologiche e comportamentali nel pesce, e le sue carni, dopo la cottura, assumono una consistenza anormalmente dura e gommosa — un fenomeno documentato scientificamente come “Abnormally Tough Specimen” (ATS), conosciuto tra pescatori e ristoratori come “sarago di gomma”.

Non si tratta di un rischio per la salute, ma di un problema di qualità commerciale reale: un sarago pescato in una zona ad alta densità di caulerpa può risultare praticamente immangiabile in termini di consistenza, indipendentemente dalla freschezza o dalla preparazione.

Cosa fare se la incontri in immersione o in barca

  • Evita di ancorare o di far strisciare catene e ancore sopra i tappeti di caulerpa: ogni frammento staccato è un potenziale nuovo punto di colonizzazione.
  • Se fai immersioni in una zona con caulerpa, pulisci muta, pinne e attrezzatura prima di immergerti altrove, per non trasportare involontariamente frammenti.
  • Segnala nuove aree di colonizzazione, soprattutto se ti trovi in zone dove finora non era mai stata osservata — i progetti di monitoraggio scientifico (come quelli attivi in diverse Aree Marine Protette) si basano proprio su segnalazioni di questo tipo per tracciarne l’espansione.

Dove si sta diffondendo

Dalla prima segnalazione in Libia (1990) e in Sicilia (1993), si è diffusa rapidamente in quasi tutti i paesi del bacino. Uno studio recente dell’OGS (2025) ha rivelato un dato utile per il monitoraggio: gli hotspot di diffusione più probabili non sono le grandi aree offshore indicate dai modelli tradizionali, ma le zone costiere degradate e vicine agli insediamenti urbani — un’informazione preziosa per orientare i controlli dove servono davvero.

Domande frequenti

È una specie lessepsiana come il pesce coniglio o il pesce palla?
No. È un errore comune: le analisi genetiche mostrano un’origine dall’Australia sud-occidentale, introdotta via traffico marittimo (acque di zavorra, incrostazioni sullo scafo) o commercio di acquariofilia — non attraverso il Canale di Suez.

È pericolosa per l’uomo?
No, nessun rischio diretto per chi la tocca o nuota vicino. L’impatto è ecologico (competizione con la flora nativa) ed economico indiretto, come nel caso del sarago di gomma.

Perché i saraghi pescati vicino alla caulerpa hanno le carni dure?
Perché si nutrono attivamente dell’alga, e la caulerpina che ingeriscono altera la consistenza delle loro carni dopo la cottura — un fenomeno noto scientificamente come “Abnormally Tough Specimen”.

Come si distingue dalla varietà nativa di Caulerpa racemosa?
La varietà nativa (C. racemosa var. lamourouxii) ha superficie molto più liscia e ramuli vescicolari meno rigonfi e più corti rispetto a C. cylindracea.

Posso contribuire a limitarne la diffusione?
Sì: evitando di ancorare sopra i suoi tappeti, pulendo l’attrezzatura subacquea tra un’immersione e l’altra, e segnalando nuove aree di colonizzazione ai progetti di monitoraggio locali.

Per il confronto con l’altra grande caulerpa invasiva del Mediterraneo: la scheda completa di Caulerpa taxifolia. Per il quadro generale: tutte le specie aliene del Mediterraneo.


Fonti: Wikipedia EN — Caulerpa cylindracea; IUCN MedMIS — scheda specie e vettori di introduzione; Nizamuddin (1991) — prima segnalazione, coste libiche; Verlaque et al. (2015) — origine genetica australiana; Progetto Caulerpa cylindracea, AMP Isole Egadi — identificazione e confronto con specie simili; OGS (2025), Ecological Solutions and Evidence — modellazione hotspot di diffusione; Università di Pisa / Journal of Ecology (2018) — meccanismo di alterazione del fondale; Della Volpe, La Chimica e la Società — caulerpina e “sarago di gomma”.

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L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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