granchio crocifisso

Dalle calde acque dell’Indopacifico arriva uno dei granchi più curiosi e riconoscibili grazie alla particolare macchia a forma di croce che orna il suo carapace: si tratta del Charybdis feriata, soprannominato granchio crocifisso.

Questa specie, un tempo osservabile solo nei mari orientali, è oggi oggetto di attenzione anche nel Mediterraneo, in virtù dei cambiamenti climatici e delle specie aliene che lentamente si stanno insediando nei nostri mari.


Identikit del granchio crocifisso

Il Charybdis feriata è un granchio appartenente alla famiglia Portunidae, la stessa dei granchi nuotatori. Si distingue facilmente per:

  • carapace largo fino a 20 cm nei grandi esemplari adulti;
  • colorazione marrone e crema, spesso simmetrica;
  • una linea biancastra centrale, che parte dalla fronte e si estende sul dorso, formando un disegno a croce (da cui deriva il soprannome);
  • chele robuste e appiattite, usate per difesa e alimentazione;
  • zampe posteriori appiattite, adattate al nuoto.

Habitat e abitudini

Il granchio crocifisso vive in:

  • acque costiere poco profonde,
  • fondali sabbiosi o detritici,
  • zone lagunari o foce di fiumi,
  • fino a circa 50 metri di profondità.

È un animale notturno e bentonico, che trascorre il giorno nascosto sotto la sabbia o tra detriti e rocce. Durante la notte esce per nutrirsi e può percorrere distanze considerevoli in cerca di prede.


Dieta e comportamento

Il Charybdis feriata è onnivoro-opportunista:

  • si nutre di molluschi, vermi, pesci morti, crostacei più piccoli,
  • contribuisce a ripulire il fondale da materiali in decomposizione,
  • è anche predatore attivo, grazie alla velocità e alle chele potenti.

Come altri granchi nuotatori, può essere aggressivo se disturbato, ma in genere evita il contatto con l’uomo.


Distribuzione: originario, ma in espansione

Specie tipicamente indopacifica, presente in:

  • Mar Arabico
  • Golfo del Bengala
  • Filippine, Indonesia
  • Nord dell’Australia
  • Mar Cinese Meridionale

Negli ultimi anni è stato segnalato nel Mar Rosso e, occasionalmente, lungo le coste del Mediterraneo orientale, probabilmente attraverso il canale di Suez (migrazione lessepsiana).

La sua presenza stabile nel Mediterraneo non è ancora confermata, ma le condizioni sempre più calde dei nostri mari potrebbero favorirne l’insediamento futuro.


Curiosità

  • Il nome scientifico Charybdis feriata richiama Cariddi, il mostro marino della mitologia greca, simbolo delle acque turbolente: un nome evocativo per un granchio rapido, forte e poco incline a farsi catturare.
  • La simmetria della croce sul dorso è talmente precisa da sembrare un disegno artificiale.
  • È molto apprezzato in cucina nei paesi asiatici, dove viene cucinato al vapore o fritto in tempura.
  • In condizioni ottimali, può raggiungere la maturità sessuale in pochi mesi, rendendolo una specie potenzialmente invasiva.

Il Charybdis feriata non è solo un affascinante abitante dei fondali tropicali, ma anche una delle tante specie sentinella del cambiamento ecologico in atto nei mari del mondo. Riconoscerlo è facile, ma non va sottovalutato il suo potenziale impatto sugli ecosistemi mediterranei, qualora dovesse stabilirvisi in modo permanente.


Fonti e approfondimenti

  • FAO Species Catalogue – Portunid crabs
  • WoRMS: Charybdis feriata
  • Galil, B.S. et al., “Aliens in the Mediterranean: new records and perspectives”, BioInvasions Records, 2018
  • CIESM Atlas – Exotic Crustaceans
  • GBIF data portal

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Autore

Marcello Guadagnino

marcelloguadagnino@gmail.com

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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