Conosciuta come “spotted sea hare” o lepre di mare maculata, Aplysia dactylomela è un gasteropode opistobranco. Il suo corpo è caratterizzato da una pelle spessa e coriacea, spesso ricoperta da anelli neri o macchie scure. La colorazione varia dal grigio chiaro al verde e al marrone scuro, con anelli neri prominenti sulla parte dorsale.


Nome scientifico: Aplysia dactylomela Rang, 1828
Sinonimi: Aplysia oculifera (Adams & Reeve, 1850)
Nome comune: Lepre di mare maculata
Distribuzione: Caraibi, Oceano Atlantico orientale (Canarie, Madeira, Capo Verde), Mar Mediterraneo
Profondità: 0–40 m, preferibilmente tra 0 e 15 m
Habitat: Fondali sabbiosi con alghe o praterie di fanerogame marine, ma anche fondali rocciosi o ghiaiosi ricoperti di alghe


Descrizione

La Aplysia dactylomela è una grande lepre di mare che può raggiungere una lunghezza di 7,5–15 cm, ma in alcuni casi può arrivare fino a 30–40 cm. Il corpo è ovale, con una parte centrale molto gonfia e le estremità anteriori e posteriori affusolate. Possiede una conchiglia ridotta e poco visibile, coperta dai lobi allungati del mantello, chiamati parapodi. Il corpo appare liscio, mentre il piede, molto sviluppato, è rugoso.

La testa presenta due rinofori a forma di “orecchie di lepre” e due corti tentacoli buccali. Gli occhi, molto piccoli, sono situati alla base dei rhinofori. La branchia si trova a destra del corpo, tra la conchiglia sottile e il parapode destro.

La colorazione varia in base all’alimentazione, passando dal verde al grigio chiaro, al giallo oro e al marrone scuro. La specie si distingue per gli anelli scuri irregolari sul mantello e per altre marcature più discrete, come macchie nere e punti bianchi.


Alimentazione

La Aplysia dactylomela si nutre principalmente di alghe rosse e verdi. Studi condotti da MacFarland nel 1909 e da Wilbur e Yonge nel 1966 hanno osservato preferenze per specie come Chondrococcus hornemanni, Ulva reticulata, Laurencia spp., Martensia fragilis e Spyridia filamentosa. La colorazione dell’animale può variare in base alla dieta; ad esempio, può assumere tonalità più aranciate se si nutre principalmente di alghe rosse.


Riproduzione

Come tutte le aplisie, la Aplysia dactylomela è ermafrodita. Durante la riproduzione, l’individuo maschile copre parzialmente l’individuo femminile e deposita il suo sperma nell’orifizio genitale situato sul lato destro, tra il parapode e il mantello. La riproduzione avviene attraverso accoppiamenti incrociati, con scambi reciproci di gameti maschili.


Specie simili

  • Aplysia oculifera: specie dell’Oceano Indiano e del Pacifico occidentale, simile ma meno affusolata, con macchie irregolari anziché anelli.
  • Aplysia argus: specie dell’Indo-Pacifico, precedentemente considerata Aplysia dactylomela, ma identificata come specie distinta nel 2013.

Comportamento e difesa

Aplysia dactylomela si muove sia strisciando sul substrato sia nuotando grazie ai parapodi. Quando percepisce un pericolo, può secernere un inchiostro purpureo o marrone, che ha sia funzione repellente che camuffante. L’inchiostro contiene sostanze chimiche che confondono i predatori e possono anche avere effetti tossici su alcuni pesci. Questo meccanismo di difesa, unito alle tossine accumulate dalle alghe ingerite, rende la lepre di mare altamente protetta dai predatori naturali.


Impatto in Mediterraneo

La presenza di Aplysia dactylomela nel Mediterraneo rappresenta un caso interessante di specie introdotta o espansione naturale. Essendo una specie erbivora vorace, può modificare la biomassa delle alghe locali, alterando gli habitat di piccoli pesci e invertebrati. La sua capacità di accumulare tossine dalle alghe può inoltre influenzare le dinamiche predatorie locali. Sebbene non ci siano ancora prove di un impatto distruttivo massivo, la specie potrebbe comportarsi come invasiva nelle aree più calde e meno competitive del Mediterraneo, soprattutto con l’aumento delle temperature marine dovuto ai cambiamenti climatici.

Immagine di copertina di MikeTickle via Wikipedia

Marcello Guadagnino

Da Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino - Biologo Marino Biologo marino (Università di Palermo/Camerino) con 10 anni di esperienza nella pesca professionale in Francia per Pacific Peche. Collabora con Oceanis e enti di ricerca scientifica francesi per comunicazione e ricerca. Oltre 500 immersioni scientifiche nel Mediterraneo. Consulente scientifico ed esperto di pesca professionale. Linkedin : Visita il mio profilo LinkedIn

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