Il ciclo riproduttivo delle tartarughe marine è tra i più complessi del regno animale, caratterizzato da maturità tardiva, lunga migrazione riproduttiva, deposizione multipla e un meccanismo di determinazione del sesso interamente dipendente dalla temperatura di incubazione.
Le femmine raggiungono la maturità sessuale tra i 20 e i 35 anni (con variazioni tra le specie: più precoce nella Lepidochelys, più tardiva nella Caretta). Questo ritardo biologico ha implicazioni gestionali enormi: gli effetti di una riduzione della sopravvivenza adulta non si manifestano sulla struttura della popolazione per due o tre decenni. Una tartaruga uccisa da una rete da posta oggi rappresenta la perdita di decine di nidiate future che si sarebbero diluite su 30–40 anni.
La stagione riproduttiva nel Mediterraneo si estende da maggio a settembre, con picco di deposizione tra giugno e luglio. I maschi si trattengono nelle acque antistanti i siti di nidificazione per accoppiarsi con più femmine. Una femmina può conservare sperma vitale per diversi mesi nei suoi ovidotti e utilizzarlo per fertilizzare più covate in una stessa stagione — fenomeno noto come polyandry e sperm storage. Analisi di paternità molecolare hanno dimostrato che una singola nidiata può avere contributo genetico di 2–7 maschi diversi.
Ogni femmina depone in media 3–5 nidiate per stagione, con un intervallo di 10–14 giorni tra una deposizione e l’altra. Ogni nidiata contiene 80–130 uova di forma sferica (diametro ∼4 cm, Caretta caretta), con guscio pergamenoso e flessibile. Le femmine non nidificano ogni anno: la remigration interval — l’intervallo tra stagioni riproduttive successive della stessa femmina — è di 2–5 anni, con notevole variabilità individuale e interannuale.
Il meccanismo di Temperatura-Dependent Sex Determination (TSD) regola il sesso dei piccoli senza alcun intervento cromosomico: non esistono cromosomi sessuali nelle tartarughe marine. La temperatura critica (pivotal temperature, Tp) si colloca intorno a 29°C per la Caretta caretta: temperature di incubazione superiori producono prevalentemente femmine, inferiori prevalentemente maschi. La transizione non è netta ma segue una sigmoide: a 29°C si ottiene circa il 50% di ciascun sesso; a 31°C si avvicina al 100% di femmine; a 27°C al 100% di maschi. Il riscaldamento climatico sta producendo un progressivo sbilanciamento del sex ratio verso le femmine in tutte le popolazioni monitorate: alcune spiagge australiane e caraibiche mostrano già un rapporto di 9:1 femmine/maschi.
La schiusa avviene dopo un periodo di incubazione di 45–65 giorni (variabile con la temperatura). I piccoli emergono preferibilmente nelle ore notturne, ridurendo il rischio di predazione e disidratazione. Si orientano verso il mare usando il gradiente luminoso dell’orizzonte marino rispetto alla vegetazione dunale e la pendenza della sabbia; la presenza di luci artificiali sulla spiaggia li disorientra gravemente, causando mortalità massiccia per essiccamento e predazione.
TSD e cambiamento climatico: un problema emergente
L’aumento delle temperature globali sta modificando profondamente il sex ratio delle popolazioni nidificanti nel Mediterraneo. Studi condotti sulle spiagge greche di Zante tra 2010 e 2024 documentano un progressivo incremento della proporzione di femmine nelle nidiate, con una proiezione che porta a sex ratio criticamente sbilanciati entro il 2050 nelle aree più calde del bacino.
L’impatto a lungo termine sulla viabilità demografica delle popolazioni è ancora dibattuto: da un lato, lo squilibrio riduce la disponibilità di maschi per la fertilizzazione; dall’altro, le femmine sono il fattore limitante della produzione di nidiate. La risposta evolutiva a breve termine (selezione per tolleranza termica più elevata) potrebbe tamponare parzialmente l’effetto.
Il nido: struttura e microclima
La femmina sceglie il sito di nidificazione con criteri precisi: sabbia compatta ma scavabile, temperatura del substrato adeguata, posizione al di sopra della linea di marea. Scava con le pinne posteriori una cavità a forma di campana profonda 40–70 cm, vi deposita le uova e la ricopre accuratamente. Il nido funziona come una camera termica: il calore prodotto dalla fermentazione batterica della sabbia organica contribuisce a mantenere temperature costanti. La posizione in spiaggia — vicinanza alla vegetazione, distanza dal mare, esposizione solare — influenza direttamente la temperatura di incubazione e quindi il sex ratio della nidiata.