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  • Categoria dell'articolo:I molluschi
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  • Ultima modifica dell'articolo:17 Gennaio 2022

Il calamaro Mediterraneo, della specie Loligo vulgaris è presente non solo nei nostri mari ma anche in Atlantico occidentale e nel mare del nord. Vive tra i 50 ed i 400m di profondità e si avvicina alle coste nei periodi di riproduzione per deporre le uova all’interno di grotte o relitti depositati sul fondo.

Il calamaro ha una forma slanciata ed un colore che va dal bianco al rossastro. Ha due pinne triangolari laterali che si uniscono nella parte posteriore e giunge sino ai due terze del mantello. Questa è una caratteristica importante perché ci permette di comprendere ad esempio la differenza tra calamaro e totano.

Nel calamaro sono presenti due occhi ben sviluppati, e la bocca è circondata da 8 tentacoli e da due lunghe braccia retrattili specializzate per la caccia. I tentacoli del calamaro sono dotati di ventose. Il calamaro raggiunge i 20/30cm

Al centro dei tentacoli, la bocca è dotata di ghiandole salivari velenose è costituita da due mandibole a base di chitina che formano un robusto becco chiamato becco a pappagallo.

Questo mollusco è privo di conchiglia, ma nasconde tuttavia, all’interno del mantello una sorta di lama cornea a forma di piuma chiamata gladio.

Sotto il mantello si trova la cavità palleale dove si trovano gli organi riproduttori, il sistema digestivo e la sacca d’inchiostro. Sono presenti anche due branchie che ossigenano il sangue blu dei calamari.

La dieta del calamaro

I calamari si nutrono principalmente di organismi planctonici, ma gli individui adulti predano aringhe, spratti e altri piccoli pesci. Nel calamaro Loligo vulgaris sono stati osservati casi di cannibalismo.

Riproduzione

I calamari sono animali gonocorici (i gameti si originano in due individui diversi, la femmina e il maschio), la riproduzione avviene intorno al terzo anno di età. La riproduzione avviene in primavera ed in estate. Prima dell’accoppiamento, il calamaro maschio si posiziona parallelamente alla femmina,  che circonda con i tentacoli. Grazie ad un tentacolo modificato detto ectotile, il calamaro è in grado di trasferire gli spermatozoi nell’apparato riproduttore della femmina. La femmina depone cosi le uova in zone protetta ma ben areate per far si che non manchi il giusto apporto di ossigeno ai nascituri. I calamari usciranno completamente formati dopo 3 o 4 settimane.

I calamari cambiano colore molto rapidamente. La mutazione del colore è il risultato dei cromofori : cellule pigmentate del derma capaci di dare al calamaro delle tonalità di colore differenti.

calamaro loligo vulgaris

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

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Questo articolo ha un commento

  1. Agostino Giorgi

    Ne ho puliti quintali, mio papà aveva alcune pescherie a Genova; non immaginavo che per cibarsi usavano il veleno e poi banchettavano in tutta tranquillità.
    Bello !