Scheda scientifica marina

La spigola o branzino – Dicentrarchus labrax

Dicentrarchus labrax

Actinopterygii IUCN LC — Minor preoccupazione
Famiglia
Nome scientifico
Dicentrarchus labrax
Stato IUCN
LC — Minor preoccupazione

Spigola o branzino: differenza, come riconoscerla e dove pescarla

Spigola e branzino indicano lo stesso pesce: Dicentrarchus labrax, una specie costiera molto conosciuta nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale. La differenza tra i due nomi non è biologica, ma soprattutto geografica e linguistica. In molte regioni del Centro-Sud Italia si usa più spesso il termine spigola, mentre nel Nord Italia è molto diffuso il nome branzino.

Si tratta di uno dei pesci più apprezzati del Mediterraneo, sia per il suo valore gastronomico sia per l’interesse che riveste nella pesca professionale e nella pesca sportiva. La spigola è un predatore costiero elegante e resistente, capace di vivere in ambienti molto diversi: coste rocciose, fondali sabbiosi, porti, lagune, foci fluviali e acque salmastre. Questa adattabilità è una delle ragioni del suo successo ecologico.

La spigola è anche una specie importante per l’acquacoltura mediterranea. Molti esemplari presenti sul mercato provengono da allevamento, mentre la spigola selvatica, più rara e ricercata, raggiunge spesso prezzi più elevati. Per il consumatore, per il pescatore e per l’appassionato di biologia marina, conoscere le sue caratteristiche permette di distinguere meglio habitat, comportamento, valore ecologico e qualità del prodotto.

Spigola o branzino: qual è la differenza?

Spigola e branzino sono lo stesso pesce. Non esiste una differenza scientifica tra i due nomi: entrambi indicano Dicentrarchus labrax. La distinzione riguarda soprattutto l’uso regionale del nome.

CaratteristicaSpigolaBranzino
Nome scientificoDicentrarchus labraxDicentrarchus labrax
Differenza biologicaNessunaNessuna
Uso del nomePiù comune nel Centro-Sud ItaliaPiù comune nel Nord Italia
Tipo di pescePesce osseo predatorePesce osseo predatore
HabitatCoste, lagune, foci, scogliere e fondali sabbiosiCoste, lagune, foci, scogliere e fondali sabbiosi
AlimentazionePesci, crostacei e molluschiPesci, crostacei e molluschi
Valore commercialeAlto, soprattutto se selvaticaAlto, soprattutto se selvatico
ConclusioneÈ lo stesso pesceÈ lo stesso pesce

In sintesi, spigola e branzino sono due nomi comuni della stessa specie. Cambia il modo in cui il pesce viene chiamato nelle diverse aree d’Italia, ma l’animale è lo stesso.

La spigola - Dicentrarchus Labrax

Classificazione della spigola

La spigola, o branzino, appartiene alla famiglia dei Moronidae. Il suo nome scientifico è Dicentrarchus labrax. È un pesce osseo predatore, caratterizzato da corpo allungato, bocca ampia, colorazione argentea e grande capacità di adattamento agli ambienti costieri.

La specie è presente nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nell’Atlantico orientale, dalle coste europee fino ad alcune aree dell’Africa nord-occidentale. Nel Mediterraneo è uno dei pesci costieri più noti e rappresenta una specie importante sia dal punto di vista ecologico sia economico.

Dal punto di vista tassonomico, la spigola appartiene ai pesci ossei, un gruppo molto ampio che comprende la maggior parte delle specie ittiche marine e d’acqua dolce.

Come riconoscere la spigola

La spigola ha un corpo allungato, fusiforme e argentato, con dorso grigio scuro o grigio bluastro e ventre più chiaro. La bocca è ampia, adatta alla cattura di prede mobili, e il profilo generale è quello di un predatore costiero rapido e opportunista.

Gli adulti presentano una colorazione abbastanza uniforme, mentre i giovani possono mostrare piccole macchie scure nella parte superiore del corpo. La linea laterale è ben visibile e segue il profilo del corpo fino alla coda. Le pinne dorsali sono due: la prima è spinosa, la seconda più morbida.

Un dettaglio utile per il riconoscimento è la presenza di una macchia scura sull’opercolo, cioè nella zona che copre le branchie. Questo elemento, insieme alla forma slanciata e alla colorazione argentea, permette di distinguere la spigola da molte altre specie costiere mediterranee.

Dove vive la spigola

La spigola è una specie costiera molto adattabile. Vive in acque marine, ma può frequentare anche ambienti salmastri e zone con forte variazione di salinità. Per questo motivo si incontra spesso presso foci fluviali, lagune, canali, porti, baie riparate, spiagge sabbiose e coste rocciose.

Questa capacità di tollerare salinità diverse la rende una specie eurialina. La spigola può entrare nei tratti terminali dei fiumi e nelle lagune costiere, soprattutto durante alcune fasi della sua vita o quando le condizioni alimentari sono favorevoli.

Nel Mediterraneo è comune lungo molte coste italiane. La si può trovare sia in ambienti naturali sia in zone fortemente antropizzate, come porti e canali, dove sfrutta la presenza di piccoli pesci e organismi bentonici. Per approfondire gli ambienti in cui vivono molte specie marine mediterranee, puoi leggere anche la sezione dedicata agli organismi marini del Mediterraneo.

A quale profondità vive la spigola

La spigola vive soprattutto in acque basse e costiere. È frequente nei primi metri d’acqua, specialmente vicino a spiagge, scogliere, porti, lagune e foci. Tuttavia può spingersi anche a profondità maggiori, in genere fino a diverse decine di metri, soprattutto gli individui adulti.

La presenza della spigola dipende meno dalla profondità in sé e più dalla disponibilità di cibo, dalla temperatura, dalla salinità e dalla presenza di ripari. I giovani frequentano spesso zone basse e protette, mentre gli adulti possono muoversi lungo tratti di costa più aperti e profondi.

Cosa mangia la spigola

La spigola è un predatore opportunista. Si nutre principalmente di piccoli pesci, crostacei, molluschi e altri organismi marini disponibili nel suo ambiente. Sono stati ritrovati anche altri animali nel suo stomaco come topi, serpenti o uccelli. La dieta varia in base all’età, alla stagione e all’habitat.

Gli esemplari giovani si alimentano spesso di piccoli crostacei e invertebrati, mentre gli adulti predano pesci di piccola e media taglia, gamberi, granchi, cefalopodi e altri organismi costieri. La sua ampia dieta contribuisce alla capacità della specie di colonizzare ambienti molto diversi.

Questa flessibilità alimentare rende la spigola un predatore importante negli ecosistemi costieri. Come altri pesci predatori mediterranei, contribuisce a regolare le popolazioni di piccoli pesci e invertebrati, mantenendo un equilibrio nella rete alimentare.

Riproduzione della spigola

La riproduzione della spigola avviene generalmente nei mesi freddi, con variazioni a seconda della zona geografica e della temperatura dell’acqua. Nel Mediterraneo, la deposizione delle uova può avvenire tra l’autunno e l’inverno, spesso in mare aperto o in prossimità delle zone costiere.

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Le uova sono pelagiche, cioè rimangono sospese nella colonna d’acqua. Dopo la schiusa, le larve si sviluppano e possono spostarsi verso aree costiere più protette, come lagune, estuari e zone salmastre, dove trovano cibo e riparo.

La spigola ha grande importanza anche in acquacoltura proprio perché il suo ciclo biologico è stato studiato e gestito con successo negli allevamenti. Questo ha permesso una disponibilità costante del prodotto sul mercato, ma ha anche creato una distinzione commerciale importante tra spigola selvatica e spigola allevata.

Spigola selvatica e spigola di allevamento

Sul mercato si trovano sia spigole selvatiche sia spigole provenienti da allevamento. La spigola selvatica vive libera in mare, cresce più lentamente e si nutre in modo naturale. Per questo motivo è spesso considerata più pregiata, anche se la qualità finale dipende da molti fattori: freschezza, ambiente di provenienza, taglia, stagione e modalità di conservazione.

La spigola di allevamento proviene invece da impianti di acquacoltura. È generalmente più disponibile, più regolare nella taglia e più accessibile nel prezzo. L’allevamento della spigola è molto diffuso nel Mediterraneo e rappresenta una parte importante della produzione ittica europea.

Distinguere a colpo d’occhio una spigola selvatica da una di allevamento non è sempre semplice. In generale, la spigola selvatica tende ad avere corpo più slanciato, carni più sode e una variabilità maggiore nella forma e nella taglia. La spigola allevata può apparire più regolare, con corpo più compatto e presenza più costante sui banchi del pesce.

Come riconoscere una spigola fresca

Una spigola fresca deve avere occhi vivi e trasparenti, branchie di colore rosso o rosato, pelle brillante, squame ben aderenti e odore marino delicato. Le carni devono essere compatte ed elastiche al tatto. Un odore forte, occhi opachi, branchie scure o pelle spenta possono indicare una perdita di freschezza.

La freschezza è particolarmente importante per un pesce come la spigola, spesso consumato intero, al forno, alla griglia, al sale o in preparazioni semplici che valorizzano il sapore naturale delle carni. La qualità non dipende soltanto dal fatto che il pesce sia selvatico o allevato, ma anche dalla gestione dopo la cattura o la raccolta.

Dove pescare la spigola

La spigola è una delle specie più ricercate nella pesca sportiva costiera. Può essere pescata lungo spiagge, scogliere, porti, canali, lagune e foci fluviali. Le zone di transizione tra acqua dolce e acqua salata sono spesso molto interessanti, perché concentrano piccoli pesci e altri organismi di cui la spigola si nutre.

Gli ambienti più favorevoli sono quelli dove ci sono movimento d’acqua, corrente, ossigenazione e disponibilità di prede. Le foci, le imboccature dei porti, le scogliere naturali, le barriere artificiali e le spiagge con canaloni possono essere aree frequentate da questo predatore.

La presenza della spigola può variare molto in base alla stagione, alla temperatura dell’acqua, alla marea, al vento, alla pressione di pesca e alla disponibilità alimentare. È una specie mobile e opportunista, capace di avvicinarsi alla costa anche in pochissima acqua quando le condizioni sono favorevoli.

Interesse per la pesca professionale e sportiva

La spigola ha un forte interesse per la pesca professionale, la pesca sportiva e l’acquacoltura. Dal punto di vista commerciale, è una delle specie più apprezzate del Mediterraneo per la qualità delle carni e la versatilità in cucina. Viene commercializzata fresca, intera o sfilettata, e occupa un posto importante nei mercati ittici.

Nella pesca professionale può essere catturata con diversi attrezzi, nel rispetto delle normative locali e delle taglie minime previste. La pressione di pesca, soprattutto sugli individui riproduttori e sulle aree costiere più sensibili, deve essere gestita con attenzione per evitare impatti negativi sulle popolazioni naturali.

Nella pesca sportiva, la spigola è considerata una specie affascinante perché unisce forza, diffidenza e comportamento predatorio. È ricercata da chi pesca da riva, da scogliera o in foce, ma il suo prelievo dovrebbe sempre rispettare taglie minime, periodi biologici e buone pratiche di sostenibilità.

La spigola in cucina

La spigola è molto apprezzata in cucina per le carni bianche, delicate e digeribili. Si presta a preparazioni semplici, come cottura al forno, alla griglia, al sale, al cartoccio o al vapore. Il sapore fine la rende adatta sia a ricette tradizionali sia a preparazioni più leggere.

Gli esemplari selvatici possono avere un sapore più marcato e carni più consistenti, mentre quelli allevati offrono una qualità più uniforme e una disponibilità costante durante l’anno. In entrambi i casi, la freschezza resta il criterio principale per valutare il prodotto.

Dal punto di vista alimentare, la spigola è considerata un pesce magro, ricco di proteine di buona qualità e adatto a molte diete. Come per tutti i prodotti ittici, è importante scegliere pesce proveniente da filiere controllate e rispettose delle norme sanitarie e ambientali.

Stato di conservazione

La spigola non è attualmente considerata una specie minacciata a livello globale, ma le popolazioni locali possono essere influenzate dalla pressione di pesca, dalla perdita di habitat costieri, dall’inquinamento e dalla trasformazione delle lagune e delle foci fluviali.

Gli ambienti costieri sono tra gli ecosistemi più esposti alle attività umane. Porti, urbanizzazione, scarichi, alterazione delle foci e riduzione delle zone umide possono modificare aree importanti per la crescita dei giovani pesci. La tutela degli habitat costieri è quindi essenziale anche per specie apparentemente comuni come la spigola.

Una gestione sostenibile della pesca e dell’acquacoltura è fondamentale per mantenere l’equilibrio tra valore economico, disponibilità alimentare e conservazione degli ecosistemi marini. La spigola, proprio per la sua importanza ecologica e commerciale, rappresenta un buon esempio di specie in cui biologia, pesca e consumo responsabile sono strettamente collegati.

L'autore

Marcello Guadagnino

Marcello Guadagnino

Biologo marino · GDM

Marcello Guadagnino - Biologo Marino. Direttore del Giornale dei Marinai. Responsabile scientifico di Oceanis. Opera come consulente scientifico, con competenze specifiche nella gestione sostenibile e nelle tecniche di pesca professionale.

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