Le spigole sono grandi predatrici, cacciano tra onde, sulla sabbia o tra le rocce. I piccoli ma aguzzi denti servono non solo a catturare ma anche a triturare i carapaci dei crostacei. Il regime alimentare opportunista della spigola le permette di ingerire tutto ciò che le passa sotto il muso.

La dieta in generale è composta da circa 50% di crostacei (granchi e gamberetti), per il 35% da piccoli pesci ma in analisi di contenuti stomacali non mancano policheti, molluschi e a volte anche alghe. Il regime alimentare dei giovani è costituito prevalentemente da crostacei, solamente una volta raggiunta una taglia superiore ai 20 cm le spigole cominciano a nutrirsi di pesci.

Ma le spigole possono ingerire anche altri animali che magari non sono proprio marini. Come accade per il cugino Black Bass anche la spigola può predare piccoli roditori che finiscono in acqua. Sembra che i piccoli (a volte meno) roditori amino l’acqua di mare. Secondo uno studio sarebbero attirati dalle onde e dalla temperatura dell’acqua.

Ecco, cosa c’è di meglio per una spigola di un pranzetto facile facile. Predare il topo che non è per niente a suo agio nell’acqua è per la spigola un regalo. Poche energie consumate per un lauto pasto ricco di proteine.

Fonte immagine : http://presoallamo.blogspot.com/

Non solo topi

Nel ventre di grosse spigole sono stati ritrovati anche dei piccoli serpenti. Capita soprattutto nelle foci dei fiumi dato che la spigola è una specie eurialina è risale le foci dei fiumi per nutrirsi dei piccoli cefali. Si tratta principalmente di biacchi e bisce d’acqua. I serpenti entrano e nuotano in acqua per predare piccoli pesci ed anfibi ma anche loro sono predati a loro volta dalle spigole.

Sebbene il web non offra delle immagini da poter postare, possiamo assicurarvi con assoluta certezza che in natura ciò che abbiamo citato accade. E, essendo la spigola un predatore non deve per nulla sembrare strano. Pensate che nella pancia di diverse spigole sono stati ritrovati : pile, pezzi di plastica, tappi di sughero, bastoncini per le orecchie, sacchetti di plastica, alcuni resti di lattine e ben altro.

Non stupiamoci dunque se questo predatore ha mangiato qualcosa di naturale, stupiamoci invece quando troviamo plastica ed altri oggetti di uso comune che in mare non dovrebbero trovarsi.

Marcello Guadagnino

Web Editor : Marcello Guadagnino, biologo marino ed esperto di pesca professionale. Autore del Giornale dei Marinai

Questo articolo ha un commento

  1. Ennio Ridi.

    Pescavo spigole a traina. Prima dell’amo, come esca, piazzavo un tubicino di plastica bianco(guaina del filo elettrico). Riuscivo a fare catture anche importanti. È la prova che la spigola ingerisce tutto quello che assomigli a un pesce. Quindi anche la plastica in sospensione nell’acqua.

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