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Pesca professionale con palangaro derivante nel Mediterraneo — recupero del palamito

Tecniche di pesca · Professionale e sportiva

Palamito e Palangaro:
guida completa

Dal palamito artigianale per orate e saraghi al palangaro derivante pelagico per tonno rosso e pesce spada: storia, tecniche, attrezzatura, normativa e differenze tra i sistemi di pesca a lenza multipla.

Pesca professionale Pesca sportiva Tonno rosso Normativa vigente

L’attrezzo

Cos’è il palamito (o palangaro)?

Il palamito — chiamato anche palangaro o palangrese nelle diverse tradizioni marinare italiane — è uno degli attrezzi da pesca più antichi e versatili del Mediterraneo. Nella sua forma essenziale è semplice: una lenza madre (la “madre” o “trave”) alla quale si collegano a intervalli regolari delle calate laterali più corte (i “braccioli” o “avanzini”), ognuna terminante con un amo innescato.

Questa struttura di base rimane identica dall’antichità ai giorni nostri. Quello che cambia radicalmente è la scala, il contesto e il target: un palamito artigianale per orate in 10 metri d’acqua può avere 20-50 ami su 50 metri di lenza; un palangaro derivante professionale per tonno rosso può svilupparsi per 80 chilometri con oltre 3.000 ami. Stessa logica, universi operativi completamente diversi.

Comprendere queste differenze è fondamentale sia per il pescatore professionista che per quello sportivo — anche perché le normative di utilizzo variano enormemente tra i due contesti, e la confusione tra i due sistemi è spesso fonte di irregolarità involontarie.

Scheda tecnica — Palamito
Tipo attrezzoLenza multipla passiva
Componenti baseMadre, braccioli, ami
Versione artigianale20–200 ami / 50–500 m
Versione professionale1.000–3.000 ami / fino a 80 km
PosaCalata serale
RecuperoSalpata all’alba con verricello
Target principaliOrata, sarago, tonno, spada
Classificazione EUAttrezzo passivo — Reg. CE 2015/812
Schema tecnico del palamito (palangaro) — struttura madre, braccioli e ami
La struttura del palamito: lenza madre, braccioli a intervalli regolari, ami innescati. La logica è rimasta invariata per millenni — cambia solo la scala operativa.

Le varianti

Tipologie di palamito: dal costiero al pelagico

Non esiste “il palamito” in senso assoluto — esiste una famiglia di attrezzi che condividono la stessa logica ma si differenziano per profondità operativa, dimensioni, target e normativa applicabile. La distinzione fondamentale è tra palamito di fondo (o costiero) e palangaro derivante (o pelagico).

01
Palamito di fondo artigianale

Il palamito tradizionale mediterraneo, usato sia da professionisti artigianali che da pescatori sportivi. Opera su fondali costieri e mediamente profondi, con la madre ancorata sul fondo tramite piombi e galleggianti di segnalazione in superficie.

Profondità: 5–100 m
Ami: 20–500 tipicamente
Target: orate, saraghi, dentici, cernie, spigole
Esca: sardina, calamaro, polpo, gambero
Palamito per orate →
02
Palamito a vela

Variante tradizionale che sfrutta una vela di superficie per trascinare il palamito lungo la corrente. Tecnica tipica della pesca artigianale costiera, molto diffusa nel Sud Italia e nelle isole. Permette di coprire aree maggiori senza propulsione motorizzata.

Profondità: 10–50 m
Metodo: deriva guidata da vela
Target: pesci di mezza acqua e fondo
Tradizione: tipicamente sud-italiana
Palamito a vela →
03
Palamito per saraghi

Versione specializzata per la pesca ai saraghi su fondali rocciosi costieri. Richiede una conoscenza approfondita dei fondali, esche specifiche e braccioli più corti per evitare incagliamenti tra le rocce. Molto praticato nella pesca sportiva e artigianale.

Profondità: 5–40 m
Fondo: roccioso, posidonia
Target: saraghi, occhiate, pagelli
Esca: gambero, polipetto, lugworm
Palamito per saraghi →
Calata del palamito — posa della lenza madre con braccioli e ami innescati
Pesca professionale · Fase 1

La calata: come si posa il palamito

La calata avviene tipicamente nel tardo pomeriggio o la sera. Gli ami vengono innescati uno ad uno mentre la lenza viene filata fuori bordo, a una velocità calibrata in base alla lunghezza del palangaro e alla corrente. Sull’imbarcazione professionale, la madre è avvolta in ceste di plastica impilate in ordine di uscita per evitare aggrovigliamenti. La velocità di posa e la profondità vengono regolate in base al target: più superficiale per lo spada di notte, più profondo per il tonno rosso nelle ore diurne.

Durata calata: 2–6 ore secondo la lunghezza
Velocità di posa: 4–6 nodi tipicamente
Segnalazione: boe con bandierina e luce lampeggiante
Sosta in acqua: 6–12 ore (posa serale, salpata alba)
Innesco del palangaro con sardina — esca per la pesca professionale al tonno e al pesce spada
Pesca professionale · Innesco

L’innesco: l’arte di scegliere e preparare l’esca

L’innesco è la fase più delicata e che più influisce sull’efficacia del palangaro. La sardina (Sardina pilchardus) è l’esca principe per il palangaro pelagico — profumata, facilmente reperibile e molto efficace su tonno rosso e pesce spada. Lo sgombro viene usato per i target di taglia maggiore. L’esca deve essere fresca o scongelata correttamente: un’esca deteriorata è non solo inefficace ma può attirare specie indesiderate. Ogni amo viene innescato con gesti rapidi e precisi durante la calata stessa.

Esca principale: sardina, sgombro, calamaro
Tonnage esca per uscita: 50–200 kg
Ami: circolare o J, numero 5/0–10/0 per il pelagico
Conservazione: ghiaccio o surgelato a bordo
Salpata del palamito all'alba — recupero con verricello meccanico
Pesca professionale · Fase 2

La salpata: il recupero all’alba

La salpata inizia all’alba, quando il palamito ha trascorso la notte in acqua. Il verricello meccanico recupera la lenza madre a velocità controllata mentre i braccioli vengono risistemati ordinatamente nella cesta per la prossima uscita. Il momento della salpata è il più emotivamente intenso dell’uscita: ogni bracciolo che esce dall’acqua può nascondere una cattura o essere vuoto. Le specie catturate vengono identificate, pesate, ghiacciate e registrate nel giornale di bordo — obbligo di legge per i palangari professionali. Il bycatch (catture accidentali) deve essere dichiarato.

Durata salpata: 3–8 ore per palangari lunghi
Verricello: elettrico o idraulico sulle barche professionali
Obbligo: registrazione catture nel giornale di bordo
Bycatch più comuni: squali, tartarughe, spada non target

Il palangaro professionale pelagico

Il palangaro derivante per tonno rosso e pesce spada

Il palangaro derivante — detto anche longline o palangaro di superficie — è la versione industriale del palamito, impiegata nella pesca professionale ai grandi pelagici: tonno rosso (Thunnus thynnus), e pesce spada (Xiphias gladius), . Non è ancorato al fondo ma deriva libero in superficie o a profondità controllata tramite calamenti con galleggianti.

Le dimensioni sono di un altro ordine rispetto al palamito artigianale: la lenza madre può svilupparsi per 30–80 km con 1.000–3.000 ami. Un’uscita di pesca con palangaro derivante richiede tipicamente 2-3 giorni in mare. La flotta italiana di palangaro è regolamentata da ICCAT tramite quote annuali e autorizzazioni individuali — ogni pescatore deve possedere una specifica licenza di pesca al tonno rosso o al pesce spada.

Il palangaro derivante è la tecnica più selettiva per la pesca ai grandi pelagici rispetto alla circuizione, ma comporta un bycatch significativo: squali pelagici (soprattutto verdesca e mako), tartarughe marine e esemplari di taglia inferiore alla minima. Le normative EU impongono la liberazione immediata delle tartarughe vive e la dichiarazione del bycatch di squali.

Palangaro derivante · Dati tecnici
Lunghezza madre30–80 km
Numero ami1.000–3.000
Profondità operativa50–400 m
Durata in acqua6–12 ore
Esca principaleSardina, sgombro
Target principaleTonno rosso, spada
Bycatch criticoSquali, tartarughe
Quota ICCATObbligatoria
? Approfondimento cluster tonno rosso

Il palangaro derivante è una delle tecniche principali nella pesca professionale del tonno rosso nel Mediterraneo, insieme alle reti a circuizione e alle tonnare fisse. Per capire come funziona il sistema di quote ICCAT che regola queste catture, leggi la nostra guida completa.

Palamito artigianale vs Palangaro derivante: confronto tecnico

Caratteristica Palamito artigianale Palangaro derivante
Lunghezza lenza madre50–500 m30–80 km
Numero ami20–5001.000–3.000
Posizione in acquaAncorato al fondoDeriva libera in superficie/colonna d’acqua
Profondità operativa5–100 m50–400 m
Target principaleOrata, sarago, dentice, cerniaTonno rosso, pesce spada, mako
Imbarcazione tipicaGozzo, piccola barca artigianaleMotopesca 15–25 m LOA
Durata uscita1 giorno2–4 giorni
SelettivitàMedia–alta (per taglia ami)Media (bycatch squali)
Licenza richiestaLicenza pesca professionale standardLicenza specifica ICCAT (tonno/spada)
Uso sportivo consentitoSì, con limitiNo — solo uso professionale
Pesca con il palamito nel Golfo di Castellammare — tradizione mediterranea
Pesca con il palamito nel Golfo di Castellammare: una delle aree del Mediterraneo dove la tradizione del palamito artigianale è più radicata e documentata.

Pesca sportiva e ricreativa

Il palamito nella pesca sportiva: cosa dice la normativa

Il palamito è uno degli attrezzi storicamente più utilizzati anche dalla pesca sportiva e ricreativa nel Mediterraneo, in particolare nella pesca notturna da imbarcazione su fondali costieri. Tuttavia la normativa italiana ha subito significative modifiche negli ultimi anni, e molti pescatori sportivi non sono aggiornati sui limiti vigenti.

Le regole vigenti per i pescatori sportivi

Il Decreto Ministeriale del 12 gennaio 1995 e le successive modifiche regolamentano l’uso del palamito nella pesca sportiva. I punti chiave sono:

  • Numero massimo di ami: 100 per imbarcazione nella pesca sportiva — molto meno dei palamiti professionali
  • Divieto di pesca al tonno rosso con palamito senza specifica licenza ICCAT — il tonno rosso è sempre soggetto a quota, anche per la pesca ricreativa
  • Obbligo di identificazione della lenza con dati del proprietario
  • Divieto di commercializzazione del pescato — il pesce catturato con licenza sportiva non può essere venduto
  • Rispetto delle taglie minime per tutte le specie — le catture sotto taglia devono essere rilasciate vive
⚠️ Aggiornamento normativo 2024–2026

Il Regolamento UE sulla pesca ricreativa dei grandi pelagici è in fase di revisione. Per il tonno rosso, la quota assegnata alla pesca ricreativa italiana è separata da quella commerciale e viene gestita dal MASAF con un sistema di tag individuali. Prima di uscire in mare con un palamito per la pesca al tonno, verifica sempre le disposizioni vigenti sul sito del Ministero dell’Agricoltura — le regole cambiano annualmente.

Pesca sportiva · Limiti palamito
Ami massimi100 per barca
Commercio pescatoVietato
Tonno rossoSolo con tag MASAF
Taglie minimeObbligatorie per legge
Identificazione lenzaObbligatoria
Palangaro pelagicoSolo uso professionale
? Differenza importante

Il palangaro derivante (longline pelagico per tonno e spada) è riservato esclusivamente alla pesca professionale con licenza specifica. Il pescatore sportivo può usare solo il palamito di fondo entro i limiti previsti — e mai per pescare tonno rosso senza il tag MASAF.

Quadro normativo

Normativa per il palangaro professionale

La pesca professionale con palangaro nel Mediterraneo è soggetta a un quadro normativo stratificato su tre livelli: europeo, ICCAT e nazionale. La compliance richiede una conoscenza approfondita di tutti e tre i livelli.

Regolamento UE
Reg. CE 1967/2006 — Piano di gestione mediterraneo

Stabilisce le misure tecniche per la pesca nel Mediterraneo: dimensioni minime delle maglie, distanza dalla costa, profondità operative e obblighi di dichiarazione catture. Include disposizioni specifiche per i palangari di fondo e di superficie.

ICCAT
Quote e licenze per tonno rosso e pesce spada

Ogni imbarcazione che utilizza il palangaro per la pesca al tonno rosso deve possedere una licenza specifica ICCAT, operare entro la quota nazionale assegnata e dichiarare ogni cattura tramite il sistema BCD (Bluefin Catch Documentation). Idem per il pesce spada.

Normativa italiana
D.M. e circolari MASAF annuali

Il Ministero dell’Agricoltura emette ogni anno decreti che specificano le quote per segmento di flotta, le finestre temporali autorizzate, le aree interdette e gli obblighi di registrazione. Le licenze individuali di pesca al tonno rosso con palangaro sono limitate e assegnate per campagna.

Bycatch e specie protette
Obblighi di rilascio e dichiarazione

Il palangaro cattura inevitabilmente specie non target: squali pelagici (verdesca, mako), tartarughe marine e occasionalmente delfini. Le tartarughe vive devono essere liberate con apposita procedura. Il bycatch di squali deve essere dichiarato. Il mako è soggetto a quota ICCAT specifica.

Giornale di bordo
Obbligo di registrazione catture

Tutte le imbarcazioni professionali sopra 10 metri di lunghezza sono obbligate a tenere un giornale di bordo elettronico (ERS) con registrazione in tempo reale di ogni cattura, posizione e attrezzo utilizzato. I dati vengono trasmessi al Centro di Monitoraggio della Pesca (CMP).

Aree e periodi vietati
Zone di interdizione stagionale

Alcune aree del Mediterraneo sono interdette al palangaro in determinati periodi per proteggere le zone di riproduzione. Le aree marine protette (AMP) hanno propri regolamenti specifici che possono vietare o limitare ulteriormente l’uso del palangaro nelle zone A e B.

Domande frequenti

FAQ — Palamito e Palangaro

In italiano i termini sono spesso usati in modo intercambiabile, ma nella pesca professionale si usa generalmente palamito per l’attrezzo artigianale di fondo (ancorato, 20–500 ami, pesca costiera) e palangaro o palangaro derivante per il sistema industriale pelagico (libero in colonna d’acqua, 1.000–3.000 ami, fino a 80 km di lunghezza, per tonno e spada). La logica tecnica è la stessa — lenza madre con braccioli e ami — ma le dimensioni e il contesto operativo sono completamente diversi.
La normativa italiana per la pesca sportiva consente un massimo di 100 ami per imbarcazione. È obbligatorio identificare la lenza con i dati del proprietario. Non è consentito commercializzare il pescato ottenuto con licenza sportiva. Per la pesca al tonno rosso con qualsiasi tecnica, incluso il palamito, è necessario un apposito tag rilasciato dal MASAF.
Non liberamente. La pesca ricreativa al tonno rosso è soggetta a quota ICCAT separata da quella commerciale, e in Italia richiede un tag individuale rilasciato dal MASAF per ogni cattura. La quota ricreativa è molto limitata. Senza il tag, la cattura accidentale di un tonno rosso va dichiarata e l’animale deve essere rilasciato vivo se possibile. Verificare sempre le disposizioni ministeriali vigenti prima di uscire in mare.
Le specie target principali del palangaro derivante nel Mediterraneo sono il tonno rosso (Thunnus thynnus) e il pesce spada (Xiphias gladius). Tra le catture accessorie frequenti: tonno alalunga, lampuga, ricciola. Tra il bycatch più critico: verdesca (Prionace glauca), mako (Isurus oxyrinchus) e tartarughe marine — tutte soggette a obblighi di dichiarazione e, se vive, di rilascio immediato.
L’esca principale è la sardina (Sardina pilchardus), molto apprezzata per il suo profumo intenso che si diffonde rapidamente in acqua. Lo sgombro viene usato per target di taglia maggiore. Il calamaro è efficace in determinate condizioni stagionali. L’esca deve essere fresca o scongelata correttamente — la qualità dell’esca influisce direttamente sull’efficacia del palangaro. Per 1.000 ami di media servono 50–80 kg di esca fresca per uscita.
Il palangaro è più selettivo della circuizione (che cattura tutto il branco indiscriminatamente), perché la dimensione degli ami favorisce i pesci di taglia maggiore. Tuttavia il bycatch esiste ed è significativo, soprattutto di squali pelagici. La verdesca è la specie di bycatch più frequente nel Mediterraneo. Le normative EU impongono ami circolari (che riducono la cattura accidentale di tartarughe) e la dichiarazione obbligatoria di tutte le catture accessorie.
Marcello Guadagnino — biologo marino

A cura di

Marcello Guadagnino

Biologo marino · Direttore scientifico Il Giornale dei Marinai

Biologo marino con oltre dieci anni di esperienza nel settore della pesca professionale nel Mediterraneo. Collabora con Oceanis Srl per campagne di osservazione scientifica della pesca al tonno rosso con palangaro derivante e con l’Università di Camerino nell’ambito del Master in Gestione della Fascia Costiera.

Oceanis Srl Unicam — Master Gestione Fascia Costiera Cofrepêche

Fonti e riferimenti

  1. Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio — Misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo.
  2. Decreto Ministeriale 12 gennaio 1995 (e successive modifiche) — Disciplina della pesca sportiva nelle acque marittime italiane.
  3. ICCAT (2025) — Recommendation 25-05: Conservation and management of bluefin tuna in the eastern Atlantic and Mediterranean. Riunione di Siviglia, novembre 2025.
  4. FAO (2001) — Fishing Technology in Practice: Longline Fishing. FAO Fisheries Technical Paper No. 414.
  5. Tudela S. (2004) — Ecosystem effects of fishing in the Mediterranean: an analysis of the major threats of fishing gear and practices to biodiversity and marine habitats. FAO Studies and Reviews No. 74.
  6. Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (2026) — Decreto di assegnazione quote tonno rosso campagna 2026.