La rana pescatrice – Lophius piscatorius

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La rana pescatrice, scientificamente nota come Lophius piscatorius, rappresenta una delle creature più affascinanti e singolari che popolano i fondali marini. Appartenente alla famiglia dei Lophiidae, questo pesce predatore è ampiamente distribuito nelle acque atlantiche settentrionali e nel Mar Mediterraneo. La sua morfologia straordinaria è caratterizzata da un aspetto bizzarro, con una testa enorme, un corpo tozzo e pinne modificate in “esche” atte a catturare prede in modo astuto.

La rana pescatrice è maestra nell’arte della mimetizzazione, seppellendosi parzialmente nella sabbia o nel fango per agguantare in modo rapido e sorprendente le sue vittime. Questo comportamento, associato alla sua abilità di emettere una luce bioluminescente per attirare le prede nell’oscurità delle profondità marine, la rende una delle creature più intriganti del regno sottomarino (La luce è prodotta da batteri simbionti all’interno delle cellule che emettono luce chiamati fotofori.). La sua dieta varia, spaziando da piccoli pesci a molluschi e crostacei. Nonostante la sua straordinaria natura predatrice, la rana pescatrice è anche oggetto di interesse gastronomico in molte regioni, dove la sua carne delicata è apprezzata.

La rana pescatrice vive su fondali sabbiosi o fangosi a profondità elevate. Anche se possiamo ritrovarla dai 30 metri in poi, ama vivere tra le tenebre degli abissi dove con pazienza aspetta che le sue prede “abbocchino” al suo “amo”.

La rana pescatrice, e’ diffusa nel Mare del Nord, in Atlantico, in Mediterraneo e nel Mar Nero. Raggiunge i 2 metri di lunghezza e puo’ pesare sino a 60 Kg. Il suo aspetto fisico non le rende giustizia. Considerato un mostro degli abissi, la rana pescatrice e’ dotata di una bocca assai grande rivolta verso l’alto. I denti della rana pescatrice sono acuminati, capaci di serrarsi e tranciare di netto la preda.

La rana pescatrice è una creatura dal corpo straordinariamente adattato all’ambiente marino. La sua morfologia è caratterizzata da una testa larga e piatta con una grande bocca a forma di imbuto.

La rana pescatrice utilizza una strategia unica per cacciare le sue prede. Attraverso l’impiego di un piccolo ma efficace stratagemma, la rana pescatrice attira le sue vittime servendosi di un’escrescenza carnosa situata sul primo raggio della sua pinna dorsale, nota come “ilicio“. Questa astuta esca è progettata per ingannare le prede, simulando un piccolo animale marino o un cibo allettante.

Contrariamente a molte altre specie marine, la rana pescatrice è nota per il suo comportamento solitario. Di norma, non si unisce a branchi o gruppi di simili della sua specie. Questo stile di vita solitario è una caratteristica distintiva di questa creatura affascinante e contribuisce alla sua efficacia come predatrice nell’ambiente marino.

La rana pescatrice e la sua “canna da pesca”

Illicio della rana pescatrice

Per predare la rana pescatrice ha evoluto una tecnica di caccia avanzata. Dopo aver scavato il fondale ed essersi infossata per nascondersi, lascia l’illicio sporgere sul fondo, “sventolato” dalla corrente marina. Grazie ad un’appendice che si trova sulla testa chiamato Illicio, la rana pescatrice aspetta che la preda sia attirata da quest’appendice che funge da esca. Una volta che la preda, incuriosita, si avvicina la rana pescatrice spalanca la bocca ingoiando il malcapitato.

La riproduzione della rana pescatrice

La rana pescatrice si riproduce tra gennaio e giugno. La femmina deposita le uova in aggregati gelatinosi che diventano larve pelagiche in breve tempo.

La pesca della rana pescatrice

Anche se a volte puo’ essere preda dei palamiti di fondo, la rana pescatrice rimane catturata dalle reti a strascico. E’ un pesce abbastanza facile da trovare al mercato, ma le dimensioni non sono quasi mai enormi, normalmente sui banconi si trovano esemplari dai 2 ai 5 Kg.

Distribuzione Geografica

La rana pescatrice è ampiamente distribuita nelle acque dell’Oceano Atlantico settentrionale, dal Mar Baltico e il Mare del Nord fino alle acque più profonde dell’Atlantico settentrionale. Questa specie è adattata a vivere in acque profonde, a volte fino a 2.000 metri di profondità. È inoltre presente in alcune parti dell’Oceano Pacifico settentrionale.

Stato della Conservazione

Nonostante la sua natura inquietante, la rana pescatrice non è considerata una specie in pericolo. Tuttavia, le attività umane come la pesca commerciale e la cattura accidentale nelle reti da pesca possono influenzare negativamente le popolazioni locali. In alcune aree, sono state adottate misure di gestione per controllare la cattura e proteggere la specie.

La rana pescatrice (Lophius piscatorius) è un pesce unico e affascinante che svolge un ruolo importante negli ecosistemi marini. La sua biologia straordinaria, l’ecologia e la distribuzione geografica la rendono una specie di grande interesse scientifico. La protezione delle popolazioni locali e la gestione sostenibile sono fondamentali per garantire la preservazione di questa creatura incredibile nell’ambiente marino.

La pesca sportiva

Non e’ preda target della pesca sportiva ma a volte puo’ cadere in trappoli nei bolentini di profondità, soprattutto di notte, momento in cui la rana pescatrice va in caccia.

La rana pescatrice in cucina

Considerato come pesce pregiato per le sue carni bianche, la rana pescatrice viene commercializzata fresca congelata o surgelata. Il sapore delle carni puo’ variare in base alla dieta del pesce. Al mercato la possiamo anche trovare con il nome di coda di rospo.

Al mercato possiamo trovare la rana pescatrice a prezzi spesso altalenanti. In periodi di abbondanza il prezzo scende al di sotto dei 10 euro al Kg, ma puo’ facilmente arrivare a superare il 30 euro nei mercati del Nord Italia.

Curiosità: il “ruggito” della rana pescatrice

Sembra uno strumento musicale la rana pescatrice, che riesce a riprodurre ben 5 diversi tipi di suoni. il pesce pescatore, che vive in ambienti profondi riesce ad emettere ruggiti, fischi e grugniti. Questi suoni hanno incuriosito gli scienziati dell’ ISPRA, centro di ricerca portoghese che hanno provato a dare una spiegazione a questo fenomeno. Sarebbero i maschi ad emettere la maggior parte dei suoni, soprattutto nella stagione degli amori , forse un modo per farsi trovare dal partner nonostante la forte capacità mimetica della specie.
Una volta avvenuto l’accoppiamento e predisposto le uova nel nido, la femmina di rana pescatrice difende la progenie sino alla schiusa delle uova. Per evitare che qualche “malintenzionato” si avvicini ai nascituri, la mamma emette un suono che simile ad un ruggito allontana i predatori in caccia.

Il sistema “vocale” della rana pescatrice funziona come una cornamusa. E’ la vescica natatoria a far da cassa si risonanza e a dare vita ai suoni prodotti dalla rana pescatrice. Stesso metodo è utilizzato dalla corvina, che strofinando la vescica natatoria con le pareti dello stomaco emette dei suoni durante i rituali amorosi. Insomma, pur stando nascosta sotto la sabbia, la rana pescatrice riesce a “farsi sentire”.

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